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NORMATIVA

Nuovo Codice Appalti in Consiglio dei Ministri la prossima settimana

di Paola Mammarella
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Finco: ‘cancellare la possibilità di qualificarsi con lavori affidati in subappalto e svolti da altri’

Vedi Aggiornamento del 03/03/2016
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09/02/2016 – Potrebbe essere vicino al giro di boa il nuovo Codice degli Appalti. La bozza del decreto, ispirata ai principi della legge delega per la Riforma degli Appalti, dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri il 15 febbraio.
 
Almeno così ha annunciato Riccardo Nencini, Viceministro delle Infrastrutture e  dei Trasporti. Sul testo, che nei giorni scorsi ha subito diverse limature, sono rivolte le aspettative di professionisti e imprese, che in alcuni casi chiedono un’inversione di rotta rispetto a quanto previsto finora.
 
I tempi sono abbastanza stretti. Secondo le intenzioni del Governo, infatti, il testo dovrebbe diventare operativo entro il 18 aprile 2016.
 

I contenuti del nuovo Codice Appalti

L’ultima versione del Codice Appalti, messa a punto il 27 gennaio, contiene 215 articoli ed è incentrata sulla qualità delle opere pubbliche. Per questo di prevede che la progettazione delle opere pubbliche sarà articolata in tre livelli: piano di fattibilità tecnica ed economica, progettazione definitiva, progettazione esecutiva e dovrà garantire il raggiungimento di una serie di obiettivi, come la qualità architettonica e tecnico funzionale dell’opera da realizzare, ma anche il limitato consumo di suolo, l’efficientamento energetico, il rispetto dei vincoli idrogeologici e sismici, il soddisfacimento dei bisogni della collettività, la compatibilità con eventuali siti archeologici, l’utilizzo di strumenti elettronici di modellazione (BIM).
 
Sei mesi dopo l'entrata in vigore del Codice, negli appalti di importo superiore alla soglia comunitaria (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni), l’uso del BIM sarà obbligatorio. In seguito dovrà essere utilizzato anche nelle gare di importo inferiore.
 
Sempre con l’obiettivo di massimizzare la qualità delle opere, si userà sempre il concorso di progettazione o di idee per le infrastrutture che abbiano una particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo e tecnologico.
 

Finco per la qualificazione delle imprese

La Federazione Industrie, Prodotti, Impianti, Servizi ed Opere specialistiche per le Costruzioni (FINCO) con un comunicato diffuso ieri ha manifestato apprezzamento per i contenuti della delega, ma ha anche sollecitato a tenere in debita considerazione l’importanza delle lavorazioni specialistiche negli appalti.
 
“Ci aspettiamo – si legge nel comunicato -  che previsioni come quella dell’attuale articolo 37 comma 11 del Codice (che implica, in assenza di idonea qualificazione, la necessità di aggregarsi, al fine di garantire una corretta esecuzione delle lavorazioni Superspecialistiche dell’appalto) vengano non solo confermate, ma, anzi, rafforzate e che previsioni come l’art. 85 del Regolamento (che consente all’impresa di qualificarsi con lavori fatti da altri in subappalto) vengano definitivamente cancellate”. 
 
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