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NORMATIVA

Piano Casa Liguria, arriva lo stop del Governo

di Alessandra Marra
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Il Consiglio dei Ministri denuncia la violazione della competenza esclusiva statale in materia di tutela ambiente e del paesaggio

Vedi Aggiornamento del 01/07/2016
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22/02/2016 – A due mesi dall'approvazione del nuovo Piano Casa Liguria, arriva l’impugnativa del Governo che, nel Consiglio dei Ministri del 19 febbraio 2016, boccia le disposizioni che consentono interventi edilizi in aree tutelate.
 

Piano Casa Liguria: l’impugnativa del Governo

Il Governo ha deliberato l'impugnativa in quanto alcune disposizioni della LR 22/2015 (Nuovo Piano Casa Liguria), “consentendo interventi edilizi in aree tutelate senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e di tutela del paesaggio”.
 
Il Consiglio dei Ministri ha anche bocciato alcune disposizioni riguardanti l’approvazione di varianti da parte della Regione senza le prescritte autorizzazioni paesaggistiche, perchè violano l’art. 117 della Costituzione, che riserva allo Stato la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio.
 
Immediata la reazione del Governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ha scritto sulla sua pagina Facebook: “Il governo impugna una parte del Piano Casa. Proprio non sanno rinunciare a freni e burocrazia. Per questo l'Italia non riparte. Fateci lavorare almeno in Liguria. E rimediare ai vostri danni”.
 
Dello stesso avviso l’Assessore regionale all’Urbanistica, Marco Scajola, che ha scritto: “Il Governo impugnando il Piano Casa continua a bloccare lo sviluppo! Comunque l'impianto resta valido”.
 

Piano Casa Liguria: le criticità sui contenuti

Ricordiamo che il nuovo Piano Casa Liguria, approvato dopo diverse critiche, consentirebbe l’ampliamento degli edifici anche nei Parchi regionali e nel Parco nazionale delle Cinque Terre, se ammessi dalla normativa del Parco.
 
La norma prevedrebbe anche delle premialità volumetriche a fronte dell’adeguamento dell’intero edificio alla normativa antisismica e del conseguimento dei requisiti di rendimento energetico prescritti per le nuove costruzioni.
 
In caso di demolizione e ricostruzione di edifici incongrui, con un volumetria massima di 2500 metri cubi per quelli ad uso residenziale e 10.000 mc per quelli a destinazione d’uso diversa, la percentuale di ampliamento del 35% prevista per i Comuni costieri verrebbe innalzata al 40% nei Comuni montani.
 
Inoltre chi “trasferisce” un edificio esistente, sia residenziale che per altra destinazione d’uso, da una area con criticità idrauliche e geologiche (aree esondabili e frane) in un’area sicura, avrebbe diritto ad un incremento volumetrico pari al 50% del volume geometrico esistente nei Comuni costieri, e del 60% nei Comuni montani.
 
In tutti i casi, gli interventi ammessi dal Piano Casa sarebbero in deroga ai piani urbanistici comunali, ma col vincolo di essere conformi al Piano paesaggistico regionale, ai Piani di Bacino, ai Piani dei Parchi, ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica ed agli atti di programmazione regionale in materia di commercio.
 
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