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PROFESSIONE

Centro Studi CNI: ‘Un terzo degli ingegneri è senza assicurazione professionale’

di Alessandra Marra
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Gli ingegneri lamentano soprattutto gli alti costi delle polizze. Il CNI al lavoro per una polizza di tipo collettivo destinata agli iscritti all’Albo

Vedi Aggiornamento del 04/07/2016
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09/02/2016 – Un terzo degli ingegneri liberi professionisti non ha un'assicurazione professionale perché non ne riconosce l’utilità e la trova troppo costosa.
 
E' quanto emerge da un'indagine del Centro studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI), che ha coinvolto 7.242 ingegneri iscritti all’Albo (in particolare ingegneri che svolgono la libera professione in via esclusiva, dipendenti e dipendenti che svolgono anche la libera professione) per comprendere meglio la posizione dei professionisti italiani di fronte all’obbligo dell’assicurazione professionale.
 

Obbligo di assicurazione professionale

Dal mese di agosto 2013 la sottoscrizione di una polizza per responsabilità civile professionale è un obbligo di legge per una percentuale rilevante di professionisti iscritti ad un Albo. Per quanto riguarda gli ingegneri, l’obbligo riguarda oltre 100mila iscritti che esercitano la libera professione full-time o associata ad un lavoro dipendente.
 
L’assicurazione professionale è uno strumento di tutela da rischi legati all’attività lavorativa ma, secondo la ricerca del Centro Studi CNI, viene percepito come uno dei tanti oneri eccessivi da sostenere, con scarsi ritorni in termini di utilità.
 
Tale percezione è particolarmente rilevante tra i professionisti più giovani, caratterizzati da livelli di fatturato piuttosto contenuti e sui quali sembrano gravare costi incomprimibili sempre più consistenti.
 

Assicurazione professionale: le criticità

I risultati della ricerca del Centro Studi CNI fanno emergere un quadro con diverse criticità; per prima cosa è molto elevata la percentuale di liberi professionisti (circa un terzo) che non è in regola con l’obbligo di stipulare una polizza RC.
 
Inoltre risulta molto basso il livello di conoscenza delle polizze e, comunque, l’interesse si concentra essenzialmente sul prezzo, elemento sul quale si concentra anche gran parte dell’insoddisfazione.
 
Il Presidente del CNI, Armando Zambrano, ha dichiarato a tal proposito: “L’indagine del nostro Centro Studi dimostra come persista un diffuso atteggiamento di resistenza all’assicurazione. Gli ingegneri lamentano soprattutto gli alti costi delle polizze e l’obbligo alla loro sottoscrizione è percepito come l’ennesimo balzello che grava sui liberi professionisti, già alle prese con una situazione di mercato senza precedenti”.
 
“Preoccupa che circa un terzo interpellati abbia dichiarato di essere privo di polizza. Sono elementi che il nostro Consiglio Nazionale dovrà tenere in seria considerazione nell’ottica della promozione di una polizza di tipo collettivo, destinata specificatamente agli ingegneri iscritti all’Albo” ha concluso Zambrano.
 
Il Presidente del Centro Studi CNI, Luigi Ronsivalle, ha commentato: “Gli ingegneri liberi professionisti hanno un approccio problematico con l’assicurazione causata soprattutto da una scarsa propensione a conoscere e approfondire il contenuto e il meccanismo di funzionamento delle polizze e del loro costo, considerato mediamente elevato. Stentano a riconoscerne l’utilità e in molti casi appaiono quasi insofferenti all’obbligo imposto per legge. Probabilmente si sentirebbero rassicurati se la scelta a monte delle migliori condizioni contrattuali fosse fatta da un loro fiduciario completamente disinteressato all’aspetto economico”.
 
“Una polizza collettiva contratta dal CNI”, prosegue Ronsivalle, “offrirebbe alcune importanti garanzie: le migliori condizioni base di una polizza all risks; un prezzo della polizza base decisamente inferiore rispetto a tutti quelli attualmente sul mercato; la scelta di un broker ai massimi livelli di affidabilità; garanzie sulla riassicurazione, a condizioni prestabilite e non eccessivamente onerose”.
 
“La polizza base, dunque, avrebbe lo scopo fondamentale di garantire una copertura di buon livello per tutti che, ad un prezzo molto contenuto, consentirebbe di assolvere ad un obbligo di legge anche a quei professionisti che, stando al rilevamento effettuato dal Centro Studi, non sono attualmente in regola” ha concluso Ronsivalle.
 
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