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PROFESSIONE

Da Inarcassa il ‘Progetto sanzioni’: multe più basse per i ritardatari

di Rossella Calabrese
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Il Presidente Giuseppe Santoro: ‘Il credito scaduto coinvolge il 30% degli iscritti ed è pari a 800 milioni di euro’

Vedi Aggiornamento del 01/12/2016
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15/02/2016 - Il 30% degli iscritti ad Inarcassa è in ritardo con il pagamento dei contributi; questo comporta un mancato introito per 800 milioni di euro per la Cassa.
 
Riconoscendo le oggettive difficoltà degli architetti e ingegneri, il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa ha approvato il ‘Progetto sanzioni’, nuove misure che alleviano il sistema sanzionatorio applicato dall’Ente di previdenza e assistenza per gli architetti e ingegneri liberi professionisti e che semplificano l’adempimento contributivo.
 
Il nuovo sistema - spiega Inarcassa in una nota - ha lo scopo di introdurre una maggiore gradualità sanzionatoria, per tenere conto del mutato quadro generale macroeconomico e dei professionisti in particolare, che ha prodotto significative minori disponibilità finanziarie per il rispetto degli adempimenti nei termini.
 
Il sistema viene pertanto rimodulato grazie alla modifica dell’art. 10 comma 1 del Regolamento Generale di Previdenza 2012 relativo al ritardato pagamento, legando la modalità dell’incremento della sanzione in ordine al periodo di ritardo. Ciò al fine di correlare l’inadempimento al tempo, con una scala crescente, che penalizzi in modo più che proporzionale il ritardo reiterato:
 
• 0,5% mensile per i primi dodici mesi di ritardo;
• 1% mensile dal tredicesimo al ventiquattresimo mese di ritardo;
• 1,5% mensile dal venticinquesimo mese al trentaseiesimo mese di ritardo;
• 2% mensile dal trentasettesimo mese fino al quarantottesimo mese di ritardo;
• 60% fisso dal quarantanovesimo mese di ritardo.
 
È stato inoltre previsto un ulteriore abbattimento delle aliquote indicate, connesso all’entità dell’importo, a favore degli iscritti che complessivamente abbiano maturato un debito per i contributi dovuti e non pagati:
 
• del 50% per un debito pari o inferiore a 10.000 euro;
• del 30% per un debito compreso tra 10.001 e 15.000 euro;
• del 20% per un debito compreso tra i 15.001 e 20.000 euro.
 
Verrà anche applicata una riduzione agli istituti di conciliazione ACA (Accertamento con Adesione) e ROP (Ravvedimento Operoso) fino ad un massimo rispettivamente dell’85% in luogo del 70% e del 50% in luogo del 30% qualora il pagamento integrale di quanto dovuto, contributi, interessi e sanzioni, avvenga in unica soluzione entro 60 giorni.
 
Parte integrante del ‘Progetto sanzioni’ è però anche un’azione bilanciata nel campo del Welfare, con l’approvazione di nuove forme di sostegno volte a fronteggiare situazioni di bisogno effettivo, in relazione a difficoltà contingenti e connesse all’esercizio della libera professione.
 
“Si tratta di un provvedimento innovativo - ha dichiarato il Presidente Giuseppe Santoro - che punta ad arginare il fenomeno dell’inadempienza previdenziale ed il conseguente aggravamento di situazioni debitorie non più emendabili. Il credito scaduto infatti vede coinvolto il 30% degli iscritti alla Cassa ed è pari a 800 milioni di euro, con evidenti riflessi negativi sul patrimonio e sui relativi rendimenti”.
 
“Al tempo stesso - ha aggiunto Santoro - il nuovo regime sanzionatorio riconosce i comportamenti attivamente virtuosi degli iscritti inadempienti con interventi sulle modalità di applicazione delle sanzioni nel tempo e sulla tempistica per una rapida risoluzione degli obblighi previdenziali”.
 
Il provvedimento sarà ora sottoposto al vaglio dei Ministeri Vigilanti. Le modifiche varranno esclusivamente per tutte le irregolarità successive all’approvazione ministeriale, secondo il principio “tempus regit actum” ed a salvaguardia della maggioranza degli iscritti che con grande sacrificio e puntualità rispettano le scadenze previdenziali.
 
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