Carrello 0
PROFESSIONE

Donne ingegnere: più istruite ma meno pagate degli uomini

di Alessandra Marra
Commenti 11867

CNI: ‘la differenza di retribuzione tra uomini e donne è del 6%, uno dei dati peggiori in Europa’

Vedi Aggiornamento del 14/11/2016
Commenti 11867
29/02/2016 – Le donne ingegnere sono un’eccellenza nel mondo delle professioni tecniche ma non vengono ancora considerate adatte ad un ruolo di leadership professionale come i colleghi maschi.
 
Questa una delle tendenze emerse nel corso del convegno “Ingenio al femminile. Storie di donne che lasciano il segno” organizzato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri il 25 Febbraio 2016.
 

Donne nelle professioni tecniche: persiste la disparità di genere

Nel corso del convegno è stata presentata anche una ricerca del Centro Studi CNI “Leadership al femminile” con la quale si è voluto fare il punto sulla presenza delle donne nelle posizioni apicali.
 
Dalla ricerca si evince come la strada che porta alla parità tra uomini e donne, e ad una presenza più consistente delle donne nelle posizioni di vertice delle imprese, è ancora lunga e difficile. “A fronte dei cambiamenti del mercato e della maggiore istruzione delle lavoratrici femminili, l’equiparazione non c’è e spesso le donne risultano meno pagate, più a rischio di perdere il lavoro e meno libere di scegliere”.
 
La ricerca del Centro Studi riporta alcuni dati che dimostrano come, nonostante siano stati fatti importanti passi in avanti, il ruolo delle donne ingegnere faccia fatica ad emergere in Italia più che nel resto d’Europa; è infatti pari al 19% l’indice relativo al gender eployment gap, ovvero la differenza tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile.
 
E’ del 6% il gender pay gap, ovvero l’indice che misura la differenza di retribuzione oraria tra uomini e donne in rapporto alla retribuzione oraria media degli uomini, uno dei dati peggiori del contesto europeo.
 
Il tasso di occupazione femminile si attesta attualmente al 50,3%, 13 punti sotto la media UE. Il Centro Studi CNI ha quindi fatto notare che questi numeri devono far riflettere sulla necessità di garantire una piena eguaglianza di opportunità di accesso nel mercato del lavoro.
 
Secondo la ricerca la diretta conseguenza di questa complessa condizione di partenza è rappresentata dalla limitata presenza di donne nelle posizioni di vertice delle principali istituzioni nazionali e nelle imprese. Si osserva infatti che la quota di donne presenti ai vertici delle diverse organizzazioni, pur in crescita, resta persistentemente minoritaria, quasi sempre su soglie inferiori o di poco superiori al 30%.
 

Donne ingegnere: l’impegno del Centro Studi CNI  

Armando Zambrano, Presidente del CNI ha dichiarato: “Come Consiglio Nazionale  abbiamo dato un forte contributo per la crescita delle donne ingegnere italiane. Altro faremo in futuro. Le prossime iniziative che prenderemo per raccontare l’eccellenza dell’ingegneria italiana nel mondo, ad esempio, daranno molto spazio alle donne che si sono distinte in questa nostra professione”.
 
“Siamo fortemente impegnati su questo fronte – ha aggiunto Fabio Bonfà, Vice Presidente del CNI – perché abbiamo modo di constatare come dalle donne ingegnere venga un contributo notevole, sia in termini di razionalità che di voglia di fare. Le donne contribuiscono non solo al mondo dell’ingegneria italiana ma all’intero Paese”.
 
Sempre a nome del CNI è intervenuta anche Ania Lopez, Consigliere e curatrice di “Ingenio al femminile”, che ha commentato: “Finché nel nostro e in altri paesi ci sarà questa cultura che tende a penalizzare il ruolo della donna nel mondo del lavoro, in particolare per quanto riguarda le posizioni di vertice, le quote rosa svolgono un’importante funzione. Potremo abbandonarle solo quando la parità farà parte della nostra cultura”.
 
Carla Cappiello, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Roma, ha giudicato “’Ingenio al femminile’ un’ottima occasione per riflettere sullo stato delle donne nel mondo del lavoro, con particolare riferimento all’ingegneria. La nostra presenza è ancora scarsa, anche in ambito tecnico-scientifico”.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
Filippo rossi

Concordo con anonyma. accade anche nello studio dove lavoro io. Ragazze molto in gamba ma pagate molto meno dei colleghi uomini. Uno schifo, onestamente. Per tacere di cosa accade ai lorio (precari) posti di lavoro se per caso decidono di avere un figlio....

anonyma

Sì, solo il 6% in meno!! Magari io guadagnassi solo il 6% in meno dei colleghi ing. maschi dello studio per cui lavoro: essi hanno pari o minore anziatina di servizio ed esperienza rispetto a me ma guadagnano chi il 30% chi il 20% in più di me, pur sapendo essi solo l'italiano anziché (come me) tre lingue e mezzo (italiano inglese francese e un po' di spagnolo). e questo in uno studio che lavora molto con l'estero...