Carrello 0
PROFESSIONE

Formazione continua: il M5S chiede criteri uniformi per i CFP

di Alessandra Marra
Commenti 7481

In un’interrogazione si chiede di garantire corsi gratuiti minimi e maggiore uniformità di regole negli ordini territoriali

Vedi Aggiornamento del 21/11/2016
Commenti 7481
01/02/2016 – Sorpassare la ‘sterile logica di accumulo casuale di crediti’, garantendo sia un’offerta formativa uniforme e gratuita, soprattutto per i neo laureati e per i professionisti a basso reddito, che uniformità di giudizio tra consigli di disciplina sul territorio nazionale.
 
Queste le richieste avanzate dai senatori del Movimento 5 Stelle in un’interrogazione depositata il 26 gennaio 2016 e indirizzata al Ministro della Giustizia.
 

Formazione continua: le criticità per il conseguimento dei CFP

Secondo i senatori del M5S la norma che introduce l’obbligo di formazione continua non tiene conto della condizione economica in cui versano i professionisti (secondo l’Adepp con redditi sempre più bassi) in quanto non è prevista un’equa suddivisione tra corsi gratuiti e a pagamento.  
 
Per gli interroganti sarebbe opportuno prevedere un bilanciamento tra seminari e corsi gratuiti a fronte della quasi esclusiva offerta formativa privata, per garantire una maggiore accessibilità a neo laureati e professionisti a basso reddito.
 
I senatori fanno anche notare al Ministro della Giustizia che la norma vigente non preveda nulla sul piano didattico: non sono ipotizzati eventuali "piani di studio" annuali o pluriennali, o qualsiasi altro strumento che possa valorizzare l'esperienza formativa sotto il profilo della coerenza e sensatezza del percorso didattico vero e proprio, conseguendo i CFP in “una sterile logica di accumulo casuale di crediti”.
 
Perciò chiedono al Ministro di integrare la normativa sulla formazione obbligatoria per gli ingegneri, obbligando gli ordini territoriali a garantire l'apprendimento "non formale" gratuito in misura proporzionale all'offerta formativa di natura privata autorizzata nel medesimo territorio.
 
E più in generale chiedono di migliorare il sistema formativo vigente per renderlo un'opportunità che i professionisti in difficoltà economica, neolaureati e laureandi possano cogliere, e non un complicato obbligo da ottemperare.
 

Formazione continua ingegneri: la discrezionalità delle norme

Analizzando il regolamento relativo alla formazione continua degli ingegneri i senatori hanno segnalato la discrezionalità dei consigli di disciplina territoriali nel valutare gli iscritti all'albo che non abbiano maturato la soglia minima dei 30 CFP annuali, senza alcuna certezza circa la formulazione delle relative sanzioni.
 
Inoltre hanno messo in evidenza l'arbitrarietà con la quale vengono attribuiti i CFP a corsi o seminari formativi. Manca infatti una norma chiara e uniforme a cui gli ordini territoriali devono attenersi per il riconoscimento di crediti associati a corsi o seminari formativi, affinché sia garantita omogeneità della qualità dell'offerta formativa sull'intero territorio nazionale e non vi sia alcuna disparità di trattamento nei confronti di alcuna società o ente richiedenti certificazione.
 
Per supportare le proprie tesi i senatori fanno riferimento alla sentenza della causa C-1/12 emanata dalla Corte di giustizia Europea, la quale ha stabilito che un ordine professionale non può imporre ai propri membri un sistema di formazione obbligatoria che elimina parzialmente la concorrenza e stabilisce condizioni discriminatorie a danno dei suoi concorrenti, poiché la restrizione della concorrenza è vietata dal diritto dell'Unione.
 
Per questo i senatori hanno chiesto di adottare delle misure per garantire maggiore uniformità sul territorio nazionale per quanto riguarda la certificazione a scopo formativo di enti e società a cui devono attenersi gli ordini territoriali nazionali nell'ambito dei crediti formativi professionali.
 
In più hanno chiesto uniformità di giudizio tra consigli di disciplina facenti capo ad ordini territoriali differenti nel caso in cui un iscritto compia un atto professionale senza essere in possesso del numero previsto di 30 CFP.
 

Formazione e lavoro: un nuovo ruolo per ordini territoriali

Secondo i 5 Stelle sarebbe auspicabile un ruolo diverso degli ordini e dei consigli nazionali, verso un'integrazione tra formazione e occupazione, in particolare dei giovani iscritti, attraverso opportunità di tirocini formativi tra mondo del lavoro e professioni, inclusi rapporti con pubblica amministrazione (genio civile, uffici tecnici, eccetera) e imprese private locali, con l’attivazione di protocolli di intesa.
 
Secondo i senatori infatti l’ordine professionale dovrebbe essere incline alla "formazione per il lavoro" e non al "lavoro di formazione".
 
Gli interroganti infatti chiedono una revisione del regolamento degli ingegneri che, nell'art. 13 recita: "Il presente regolamento può essere soggetto a revisione trascorso un periodo di tre anni dalla sua entrata in vigore", evidenziando che ci sono gli adeguati margini temporali per un migliore aggiornamento della normativa.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
gigi

CI VUOLE UNA LEGGE ,ED URGENTEMENTE, SULLE COMPETENZE