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Bari, nella ex Manifattura Tabacchi 650 ricercatori del Cnr

di Alessandra Marra
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La struttura riaprirà il 31 ottobre 2018. Sarà riqualificato anche lo Student Center

Vedi Aggiornamento del 01/03/2016
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09/02/2016 – Riqualificare e riconvertire immobili in decadenza per renderli eccellenze dell’università e della ricerca.
 
Questo ciò che avverrà a Bari grazie al fondo i3 Università di Invimit Sgr, la società di gestione del risparmio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che con un investimento di 33 milioni di euro permetterà la nascita di 6 nuovi istituti di ricerca del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) nell’ex manifattura Tabacchi, a Bari.
 

Riqualificazione aree dismesse: il caso di Bari

Il progetto nasce da una collaborazione fra gli enti proprietari dell'immobile, Comune di Bari, Stato e Università, con Cnr, Invimit e Inail. Con un investimento di 33 milioni di euro sarà riaperto il 31 ottobre 2018, dopo 15 anni, il palazzo dell'ex Manifattura Tabacchi nel cuore del quartiere Libertà di Bari, che ospiterà sei istituti del Cnr con 650 ricercatori.
 
Oltre alla Manifattura, oggi un rudere al centro del quartiere “murattiano” di Bari, sarà riqualificato anche lo Student Center, mai stato aperto, che sarà utilizzato come residenza per studenti e foresteria collegata al vicino Ospedale.
 
Il programma di riqualificazione e conversione delle aree è stato presentato alla stampa, proprio nella manifattura Tabacchi, durante la conferenza “Bari, un futuro di Ricerca” organizzata da InvImIt Sgr, Cnr e Università degli studi di Bari ‘Aldo Moro’.
 
Alla conferenza erano presenti il Direttore dell’Agenzia Roberto Reggi, intervenuto per illustrare il percorso di valorizzazione accanto ad Elisabetta Spitz e Massimo Ferrarese, rispettivamente Amministratore delegato e Presidente InvImIt Sgr Spa, il sindaco di Bari, Antonio Decaro, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il Presidente del Cnr, Luigi Nicolais, al Rettore dell’Università di Bari, Antonio Uricchio e al Direttore Generale di Inail, Giuseppe Lucibello.
 

Riqualificazione e conversione: il fondo i3 Università

Il Fondo i3 Università è un fondo immobiliare di tipo chiuso, che investe comprando direttamente gli immobili che poi affitta con un ammontare target di 500 milioni di euro ed una durata massima di 30 anni, ed investe principalmente in beni immobili di proprietà o in gestione ad Università, Enti Pubblici e dello Stato, destinati ad edilizia universitaria, anche per uso residenziale, e ad istituti pubblici di ricerca.
 
Obiettivo principale è quello di creare valore sugli immobili scelti attraverso l’ottimizzazione della redditività e la valorizzazione o la riconversione degli immobili meno appetibili, attraverso interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.
 
In questo scenario di rinnovamento Roberto Reggi, durante il suo intervento, ha ricordato come “l’Agenzia persegue gli obiettivi di valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico anche attraverso la strutturazione di questo tipo di operazioni di finanza immobiliare, coordinando le operazioni, dando supporto tecnico-amministrativo ai soggetti apportanti e gestendo le connessioni tra Territorio e Centro”.
 
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