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RESTAURO

Il carcere di Ventotene diventerà una sede per eventi culturali

di Rossella Calabrese
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Dal Governo 80 milioni di euro per il restauro della prigione borbonica di Santo Stefano

Vedi Aggiornamento del 11/05/2016
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02/02/2016 - Il Governo stanzierà 80 milioni di euro per il restauro e il riutilizzo del carcere borbonico di Santo Stefano a Ventotene (Latina). Lo ha annunciato qualche giorno fa il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in visita sull’isola per avviare il percorso verso le celebrazioni dei Trattati di Roma.
 
“Tra l’isola di Ventotene, dove il regime fascista confinò Eugenio Colorni, Ernesto Rossi e Altiero Spinelli, e l’isola di Santo Stefano nel cui carcere furono imprigionati Sandro Pertini, Umberto Terracini e Mauro Scoccimarro, nacque e fu elaborato l’ideale federalista europeo. Da questi luoghi ha preso il via oggi il percorso verso le celebrazioni dei trattati di Roma, che di quell’ideale sono il risultato concreto”. Così il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini al termine della visita a Ventotene.
 
Il carcere di Santo Stefano, che Renzi ha definito “luogo simbolo delle radici europee” - progettato dall’architetto Francesco Carpi sul modello del Panopticon teorizzato dal giurista e filosofo Jeremy Bentham - si estende su 28.300 mq complessivi, è composto da oltre 200 celle di 4,5 x 4,2 metri su tre piani disposte a ferro di cavallo intorno alla torre centrale. Fu inaugurato nel 1795 e rimase attivo fino al 1965 arrivando ad ospitare circa 900 detenuti nei momenti di picco.
 
Il progetto annunciato da Renzi è il primo frutto del dialogo tra il MiBACT, l’Agenzia del Demanio, la Riserva Marina, la Regione Lazio e il Comune di Ventotene. Un confronto che ha permesso di individuare un percorso integrato di restauro e valorizzazione di questo monumento nazionale, con un’ipotesi di riutilizzo prevalentemente culturale e di alta formazione anche con riferimento alle istituzioni europee.
 
La scorsa settimana sono iniziati i primi lavori i di messa in sicurezza, con l’approvvigionamento dei materiali e il montaggio delle impalcature per evitare il rischio di crolli. A breve la verifica strutturale e dello stato di conservazione del carcere, momento indispensabile per la progettazione esecutiva dell’intervento complessivo.
 
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