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RISPARMIO ENERGETICO

Efficienza energetica, ENEA e MiSE nominano le imprese ‘ambasciatrici’

di Rossella Calabrese
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Dolce&Gabbana, Panini e Toro Rosso tra le prime ad aver fatto la diagnosi energetica

Vedi Aggiornamento del 21/03/2016
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23/02/2016 - Per promuovere la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico presso l’opinione pubblica e le imprese, l’ENEA e il Ministero dello Sviluppo Economico ha nominato tre testimonial, tre aziende che per prime hanno effettuato il ‘check up’ energetico delle proprie strutture.
 
Si tratta di Dolce&Gabbana, Panini e Toro Rosso nominate ‘ambasciatrici dell’efficienza energetica’, qualche giorno fa in occasione del convegno promosso dall’Agenzia per  le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile con il Ministero dello Sviluppo Economico per una prima fotografia sulle diagnosi energetiche presentate dalle imprese.
 
Le tre aziende sono state le prime, nei rispettivi settori, a effettuare il ‘check up’ energetico introdotto dal  Dlgs 102/2014 che ha recepito la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica; un obbligo che alla scadenza di legge del 5 dicembre 2015 scorso ha coinvolto 7.128 aziende - di cui il 63% circa del settore industria, il 28% del terziario e il 9% del primario - per un totale di oltre 14mila diagnosi energetiche.
 
“Da un’analisi preliminare della nostra banca dati emerge che nelle imprese è aumentata la consapevolezza che ridurre le spese energetiche significa anche migliorare la competitività sul mercato e che la diagnosi energetica rappresenta uno strumento chiave per ottenere benefici economici rilevanti - ha spiegato Roberto Moneta, responsabile dell’Unità Tecnica per l’Efficienza Energetica dell’ENEA - I riconoscimenti di oggi intendono contribuire a diffondere nel mondo imprenditoriale l’importanza e l’utilità dell’audit energetico”. 
 
Fra le numerose aziende che hanno effettuato la diagnosi energetica nelle scadenze di legge, oltre alle tre già citate, nella giornata di oggi sono intervenute anche Fiat Chrysler, Ama, Poste Italiane, A2A, Enel, Policlinico Gemelli, Campus Biomedico, Fastweb e Investire Sgr.
 
Dalle prime analisi e catalogazioni avviate da ENEA, emerge che il 94% degli audit ha riguardato aziende multisito, mentre il restante 6% è riferito ad imprese monosito. Il maggior numero di siti coinvolti riguarda il terziario che rappresenta il 28% del totale delle aziende, ma comprende oltre il 50% (51,29%) dei siti sottoposti a diagnosi, contro il 47,48 % dell’industria e l’1,23% del primario. Il terziario, infatti, è caratterizzato da una pluralità di luoghi (si pensi a grande distribuzione, banche, poste) e, di conseguenza, vanta il maggior numero di diagnosi energetiche.
 
Nella classifica dei settori più ‘virtuosi’ per aver effettuato e inviato l’audit energetico entro i termini di legge, ai primi posti, per numero di aziende, quello della plastica e gomma (l’8,69% del totale), alimentare (7,41%), metallurgico (7,17%), produzione di motori (5,48%), chimico (4,23%), commercio al dettaglio (3,69 %) e tessile (3,52%).
 
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