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RISPARMIO ENERGETICO

Energia, la UE punta a ristrutturazioni più veloci e a incentivi per inquilini e proprietari

di Alessandra Marra
Commenti 9060

Nella strategia europea l’ottimizzazione dei sistemi per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici

Vedi Aggiornamento del 08/06/2016
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17/02/2016 – La Commissione Europea ha presentato ieri un pacchetto di misure sulla sicurezza e sulla sostenibilità energetica per preparare l'UE alla transizione energetica globale e a possibili interruzioni dell'approvvigionamento energetico.
 
Nell’ambito del pacchetto energetico l’Europa ha predisposto delle misure specifiche per il settore edilizio, in particolare per l’ottimizzazione dei sistemi di riscaldamento e raffrescamento degli edifici.
 

Riscaldamento e il raffreddamento degli edifici: le criticità europee

La strategia per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici, messa a punto dall’UE, riguarda sia gli immobili residenziali sia quelli appartenenti al settore dei servizi (ad esempio scuole, ospedali, edifici per uffici).
 
Secondo le stime della Commissione l’intero settore consuma circa il 50% dell’energia dell'UE e rappresenta il 13% del consumo di petrolio e il 59% del consumo totale di gas.
 
Per l’Europa questo eccessivo consumo di energia dipende dal fatto che gli edifici europei sono vecchi e soggetti a problemi come la mancanza di adeguata coibenza termica e l’obsolescenza degli impianti (quasi la metà degli edifici dell'UE hanno caldaie installate prima del 1992).
 
La ristrutturazione degli edifici esistenti potrebbe portare a un minore consumo di energia ma si registra che attualmente il tasso di ristrutturazione è inferiore all'1%.
 
Infine le fonti rinnovabili non vengono adeguatamente integrate nel sistema edificio-impianto; infatti il gas naturale rimane la principale fonte di energia primaria per il riscaldamento e il raffreddamento (46%), seguito dal carbone (circa 15%), dalla biomassa (circa 11%), dall’olio combustibile (10%), dall’energia nucleare  (7%), da fonti di energia rinnovabile come eolico, fotovoltaico e idroelettrico (circa il 5%) e da energia solare termica e geotermica (1,5%).
 

Strategia energetica UE: le azioni

Al fine di diminuire la perdita di energia degli edifici, massimizzare l'efficienza e aumentare la quota di energia rinnovabile per il riscaldamento e il raffreddamento l’UE ha intrapreso una serie di azioni migliorative.
 
Per prima cosa punta a rendere la ristrutturazione più facile e veloce, soprattutto se gli interventi prevedono l’inserimento di sistemi di riscaldamento efficienti e il miglioramento dell’isolamento termico.

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L’UE inoltre opterà per incentivi, per inquilini e proprietari, al fine di riqualificare energeticamente vecchi edifici e appartamenti, rinnovando i sistemi di riscaldamento obsoleti. Si promuoveranno azioni volte all’efficienza energetica anche in scuole pubbliche e ospedali.
 
Si punterà anche sull’aumento di produzione di energia da fonti rinnovabili negli edifici pubblici e privati.
 

Strategia europea per l’energia: i vantaggi

L'attuazione della strategia porterà numerosi benefici. I cittadini dovrebbero beneficiare di migliori condizioni di vita e di una riduzione delle spese mensili e annuali per il riscaldamento.
 
In più la fabbricazione e l’installazione di apparecchiature ad alta efficienza energetica permetterà di creare il doppio dei posti di lavoro attuali.  
 
Infine la riduzione del consumo di energia e l’aumento della produzione da fonti rinnovabili contribuirà in modo significativo alla riduzione di inquinamento atmosferico soprattutto nelle aree urbane.
 
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