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IMPIANTI

Rinnovabili, gli impiantisti possono qualificarsi anche fuori dalla propria Regione

di Alessandra Marra
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I chiarimenti del Mise: ‘il mutuo riconoscimento vale anche se le modalità di svolgimento sono lasciate alla scelta delle Regioni’

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30/03/2016 – I corsi di formazione per gli installatori di impianti rinnovabili possono essere seguiti dagli impiantisti ovunque, anche fuori dalla propria Regione di residenza. 
 
A chiarirlo il Ministero dello Sviluppo Economico (Mise), in risposta ad una lettera inviata dalla CNA Installazione Impianti in cui si evidenziavano le richieste e le preoccupazioni espresse dai diversi operatori del settore.
 

Installatori rinnovabili: le richieste di CNA Impianti

La CNA aveva infatti segnalato al Mise che vi erano casi di imprese provenienti da Regioni “inadempienti” rispetto all’obbligo (poi prorogato con il Decreto “Milleproroghe”) di attivare corsi di formazione per installatori, che chiedevano di frequentare i corsi di aggiornamento nelle Regioni che avevano attivato i corsi.
 
Le imprese stesse non avevano certezze rispetto al riconoscimento reciproco tra Regioni delle abilitazioni “mantenute” frequentando i corsi di aggiornamento fuori dalla Regione di residenza dell’impresa in quanto per questa tipologia di corsi le Regioni si stavano muovendo, o si erano già mosse, in modo non univoco (diverse tipologie di enti attuatori, ammissibilità o meno della FAD, corsi o seminari, etc).
 
Il Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti, Guido Pesaro aveva a tal proposito dichiarato: “Al Ministero abbiamo inoltre fatto presente che, essendo quella dell’installatore di impianti FER una figura professionale identificata da una norma nazionale (il D.lgs 28/2011 ndr) e da un documento ufficiale della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, l'attestato abilitante, a condizione che il corso fosse riconosciuto da una Regione, non potesse che essere valido su tutto il territorio nazionale. La logica conseguenza di questo assunto era che non si potesse impedire ad un installatore di andarsi ad abilitare, e di frequentare i corsi di ‘aggiornamento’ necessari per mantenere l’abilitazione conseguita, in una Regione diversa da quella in cui la sua impresa aveva residenza”.
 

Installatori rinnovabili: i chiarimenti del Mise

Nella sua risposta, il Ministero ha confermato questa interpretazione sottolineando che “in relazione alla possibilità di mutuo riconoscimento, va osservato che la Direttiva 2009/28/CE (…) attuata con il D.lgs 28/2011, stabilisce all’art. 4, comma 3 che ogni Stato membro riconosce le certificazioni (o sistemi equivalenti di qualificazione) rilasciate dagli altri Stati membri”.
 
Nel documento della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome del giugno 2014 sono inoltre definiti gli elementi minimi comuni dell’attestato di qualificazione “per favorire il riconoscimento e la libera circolazione delle persone sul territorio”.
 
In base quindi a questi presupposti, per il MiSE “risulta evidente che se il mutuo riconoscimento vale per la qualificazione, a maggior ragione deve essere ritenuto ammissibile per l’aggiornamento” le cui modalità di svolgimento sono lasciate alla scelta delle Regioni. Pertanto, afferma il Ministero, “anche in presenza di modalità non univoche si ritiene che non possa venir meno il mutuo riconoscimento fra le Regioni dell’attestato di frequenza ai corsi di aggiornamento”.
 
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