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LAVORI PUBBLICI

‘Sport e Periferie’, Freyrie: ‘valorizzare il merito dei giovani architetti’

di Alessandra Marra
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Gli Architetti contro la gestione interna del CONI di finanziamenti, progetti e direzione dei lavori

Vedi Aggiornamento del 12/04/2016
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03/03/2016 – La riqualificazione degli impianti sportivi nelle periferie, attraverso il Fondo ‘Sport e Periferie’ da 100 milioni di euro, rischia di non valorizzare il lavoro dei giovani architetti che hanno partecipato alla prima fase a causa della gestione del progetto interna al CONI. 
 
Questa la denuncia del Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Leopoldo Freyrie, che ha criticato il progetto “Sport e Periferie” che, pur stanziando 100 milioni di euro per la riqualificazione e il potenziamento degli impianti sportivi nazionali in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, ha previsto la gestione interna di finanziamenti, progetti e direzione dei lavori da parte del CONI.
 

Impianti sportivi nelle periferie: valorizzare i progettisti

Il Presidente degli architetti ha dichiarato a tal proposito: “Speriamo che questo non sia un pessimo antipasto di quello che potrà succedere con le Olimpiadi romane: un antipasto che prevede la “bella iniziativa” del CONI sulla riqualificazione e realizzazioni di impianti sportivi nelle periferie urbane e nelle aree svantaggiate, con il Fondo “Sport e Periferie” previsto dalla Legge 9/2016, che rivela ancora una volta come le partecipate pubbliche abbiano in spregio il libero mercato e i progettisti italiani. Si scopre, infatti,  che una volta selezionate le proposte di rigenerazione - grazie ai progetti degli architetti su incarico di associazioni sportive - è previsto che il finanziamento, i progetti e le direzione dei lavori  vengano gestiti internamente dal CONI che avrebbe costituito un apposito ufficio romano”.
 
Secondo Freyrie, i progettisti che hanno elaborato gli studi di fattibilità e passato la selezione per il finanziamento dell’impianto sportivo devono essere incaricati dell'intero progetto, “secondo i principi di necessaria unità del processo di progettazione previsti dall'approvando nuovo Codice appalti, ma soprattutto nel rispetto del diritto dell’autore di poter svolgere la propria idea fino in fondo” senza essere “defraudato da misteriosi tecnici pagati dallo Stato".
 
 “Al presidente Malagò voglio ricordare che tra i compiti del CONI dovrebbe esserci quello di valorizzare il merito dei giovani e non di costituire società di ingegneria interne" ha concluso Freyrie.  
 

Il “Fondo Sport e Periferie”

Ricordiamo che il decreto Expo-Giubileo o Happy days (DL 183/2015 convertito nella Legge 9/2016) ha istituito un Fondo per potenziare l’attività sportiva agonistica nazionale e lo sviluppo della relativa cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana. Al Fondo sono assegnati 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni nel 2016 e 30 milioni nel 2017.
 
Il Fondo è finalizzato, tra l’altro, alla realizzazione di interventi per:
- la realizzazione e la rigenerazione di impianti sportivi con destinazione all’attività agonistica nazionale, localizzati nelle aree svantaggiate del Paese e nelle periferie urbane e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree con l'obiettivo di rimuovere gli squilibri economici e sociali ivi esistenti;
- il completamento l’adeguamento di impianti sportivi esistenti, con destinazione all’attività agonistica nazionale e internazionale.
 

Sport e Periferie: i numeri dell’iniziativa

Il CONI ha reso noti i numeri dell’iniziativa: 1.672 domande pervenute, di cui il 45% è arrivato dalle otto regioni del Sud Italia.
 
Il 75% delle richieste sono state per impianti già esistenti, da rigenerare o completare, mentre il 25% ha riguardato strutture da realizzare ex-novo, a conferma di un patrimonio impiantistico esistente ma che ha bisogno di migliorie o sistemazioni.
 
Infine il 50% degli interventi riguarda intereventi al di sotto dei 500 mila euro e il 57% impianti polivalenti.
 
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