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NORMATIVA

Appalti, corsa contro il tempo per il nuovo Codice

di Paola Mammarella
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Ministro Delrio: testo in Consiglio dei Ministri giovedì o venerdì. Nelle ultime bozze BIM facoltativo e più potere di controllo dell'Anac, da chiarire il ruolo delle SOA

Vedi Aggiornamento del 03/03/2016
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01/03/2016 – Sarà presentata in Consiglio dei Ministri tra giovedì e venerdì la bozza del nuovo Codice Appalti. Lo ha reso noto il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, durante l'inaugurazione del carcere di Rovigo.

I tempi stringono dato che il Governo ha più volte manifestato l’intenzione di procedere all’approvazione entro il 18 aprile e che ci sono ancora dei nodi da sciogliere.
 
Margini di operatività delle Soa, qualità della progettazione, utilizzo del BIM, subappalto e nuovi ruoli di controllo dell’Anac sono i cardini, alcuni ancora in via di definizione, su cui poggerà il nuovo Codice Appalti.
 

SOA

Resta da chiarire il ruolo delle Società organismo di attestazione (SOA). Alcune versioni del nuovo Codice Appalti avevano ipotizzato la loro soppressione, ma leggendo quelle più recenti sembra assodato che resteranno in vita.
 
Da capire entro quali limiti opereranno, se per i lavori pubblici di importo superiore a 150 mila euro o a un milione di euro. L’ultima bozza, datata 26 febbraio 2016, lascia aperte entrambe le possibilità. Sarà quindi il Consiglio dei Ministri a decidere quando i controlli per l’attestazione delle imprese saranno di competenza delle Soa e quando, per lavori di importo più contenuto, potranno essere effettuati dalle Stazioni Appaltanti.
 

Il BIM nel nuovo Codice Appalti

Sei mesi dopo l’entrata in vigore del nuovo Codice Appalti, le Stazioni Appaltanti potranno chiedere l’uso del BIM per le nuove opere e i servizi di progettazione di importo superiore alle soglie comunitarie (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni).
 
Anche in questo caso il susseguirsi delle bozze ha alleggerito la previsione iniziale. Nei giorni scorsi era stata annunciata l’introduzione del BIM obbligatorio.
 

Nuovo Codice Appalti e qualità della progettazione

Il vero fulcro della riforma degli appalti è costituito dalla qualità della progettazione, considerata l’unico antidoto possibile contro opere di qualità scadente, varianti, ritardi, incompiute e sprechi di denaro pubblico.
 
Per questo motivo il concorso di progettazione o di idee sarà sempre utilizzato nel caso in cui le opere abbiano una particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico, conservativo e tecnologico. Per garantire la qualità, inoltre, le gare saranno aggiudicate col criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Il criterio del prezzo più basso dovrà sempre essere motivato.
 
Le Amministrazioni pubbliche destineranno il 2% degli importi a base di gara per le attività di programmazione delle spese, controllo delle procedure di gara, direzione dei lavori e collaudi svolti dai dipendenti pubblici. L’80% di queste somme sarà ripartito tra il responsabile del procedimento e i suoi collaboratori, mentre sono esclusi i dipendenti con qualifica dirigenziale. I premi non potranno superare il 50% dello stipendio annuo lordo. Il restante 20% sarà invece destinato all’acquisto di beni, strumenti tecnologici, strumenti BIM e al miglioramento delle banche dati.
 
Il responsabile unico del procedimento (RUP) dovrà essere un dipendente di ruolo dell’amministrazione appaltante, con una laurea idonea al compito per il quale è nominato. Per i lavori e i servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura dovrà essere un tecnico.
 

Criteri per la partecipazione alle gare col nuovo Codice Appalti

Per quanto riguarda i requisiti dei professionisti e delle imprese che vogliono partecipare ad una gara, il fatturato richiesto non potrà superare il doppio del valore stimato dell’appalto. Per provare la capacità tecnica sarà inoltre necessario elencare i servizi prestati negli ultimi tre anni, i collaboratori tecnici, le attrezzature di cui si dispone, i titoli di studio dei prestatori di servizio e dei dirigenti, il numero medio annuo di dipendenti impiegati e il numero di dirigenti negli ultimi tre anni.
 
Dovrà essere garantita la sostenibilità energetica e ambientale legando il criterio di aggiudicazione ai costi del ciclo di vita dei prodotti e prevedendo un punteggio maggiore per i lavori, i beni e i servizi con un minore impatto sulla salute e sull’ambiente.
 
Per la scelta del vincitore, la Stazione Appaltante dovrà valutare il curriculum dei partecipanti. In modo simile a quanto già succede, saranno presi in considerazione la partecipazione a un'organizzazione criminale, casi di corruzione, frode, reati terroristici, riciclaggio, lavoro minorile, illeciti fiscali e previdenziali, il rispetto della normativa ambientale, la presenza di eventuali fallimenti e procedure di insolvenza. Si potranno inoltre provare comportamenti scorretti, tesi all’elusione delle regole sulla concorrenza, tentativi di corruzione e la presenza di conflitti di interesse.
 

Subappalto e controlli nel nuovo Codice Appalti

Chi partecipa ad una gara dovrà  indicare, in sede di offerta, una terna di nominativi di subappaltatori. In caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o di richiesta del subappaltatore, è previsto inoltre il pagamento diretto da parte della Stazione Appaltante al subappaltatore. Perché ciò sia possibile, si dovrà verificare la regolarità contributiva dei dipendenti del subappaltatore.
I segretari generali di FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, Vito Panzarella, Franco Turri e Walter Schiavella hanno manifestato preoccupazione perché nelle nuove bozze è stato cancellato l’obbligo di non superare il 30% dei lavori in subappalto per chi vince una gara pubblica. A loro avviso la conseguenza sarebbe l’ulteriore frammentazione delle imprese edili, con ripercussioni sulla qualità del lavoro.
 
I controlli sulla regolarità saranno gestiti dall’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC), che ha anche creato la Commissione per l’attuazione del nuovo Codice Appalti. Si tratta di diciannove membri, tra componenti dell’Anac ed esperti, che metteranno a punto le linee guida, cioè il testo che sostituirà il Regolamento attuativo. Ma non solo, perché la Commissione si occuperà anche di aggiornare i bandi tipo e di redigere linee guida specifiche per ogni settore.

 
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