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NORMATIVA

Armando Zambrano: ‘l’86% dei professionisti rivuole le tariffe di riferimento’

di Paola Mammarella
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Il presidente degli Ingegneri a Edilportale Tour 2016 annuncia l'avvio di una mediazione con l’Antitrust per reintrodurre uno strumento a tutela della qualità

Vedi Aggiornamento del 23/08/2016
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17/03/2016 – Reintrodurre le tariffe di riferimento, dare più spazio ai progettisti nel nuovo Codice Appalti, concedere maggiori tutele ai professionisti e circoscrivere la possibilità che le società di ingegneria operino nel mercato privato. Sono le richieste che il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) formalizzerà al Governo e che il presidente, Armando Zambrano, ha anticipato intervenendo alla tappa di Salerno di Edilportale Tour 2016.
 

Tariffe professionali

Citando i dati di una recente indagine condotta dal CNI, Zambrano ha riferito che l’86% dei professionisti vuole tornare ad avere tariffe di riferimento.
 
Le tariffe, ha spiegato Zambrano, non sono un mezzo di tutela corporativa, ma uno strumento fondamentale per capire la qualità e l’entità della prestazione, valutazioni che spesso sfuggono ai committenti. Nella “giungla di ribassi e certificazioni energetiche a 30 euro”, le tariffe conterrebbero quindi un’informazione fondamentale per capire che “a fronte di certi costi non può esserci la qualità sufficiente”.
 
Sull’argomento, ha reso noto Zambrano,  è stata avviata una mediazione con l’Antitrust e una serie di colloqui con gli esponenti del Governo.
 

Nuovo Codice Appalti

Armando Zambrano ha espresso il suo “no” al nuovo Codice Appalti, che a suo avviso non rispetta i principi della legge delega.
 
Dato che è stata espressa la volontà di dare centralità alla progettazione per avere opere pubbliche di qualità, il testo a suo avviso avrebbe dovuto contenere un capitolo dedicato ai servizi di ingegneria e architettura. Le regole per questi affidamenti sono invece sparse in tutta la norma, che è risultata ammorbidita anche sui limiti agli appalti integrati, mentre non c’è nessun riferimento espresso al Decreto parametri (DM 143/2013) per la determinazione del compenso a base di gara.
 
Dato che l’abolizione delle tariffe ha già causato una situazione di incertezza, non menzionare il Decreto parametri per la determinazione dei compensi potrebbe probabilmente innescare nuove corse ai ribassi, che avrebbero ripercussioni negative sulla qualità del costruito.
 

Jobs Act degli autonomi

Secondo il presidente del CNI, anche sul Jobs Act degli autonomi si potrebbe fare di più. Se da una parte è stato espresso un giudizio positivo sul recupero delle spese di formazione e l’introduzione di nuove tutele, Zambrano ha affermato che il provvedimento dovrebbe assicurare che i professionisti siano pagati in tempi brevi.
 

Società di ingegneria e mercato privato

Il presidente Zambrano ha nuovamente posto l’accento sui limiti che, a suo parere, si dovrebbero dare alle società di ingegneria. Su questo punto il presidente del CNI ha affermato che è importante non discostarsi dall’impostazione data dal nuovo Codice Appalti, che “ammette a partecipare alle procedure di affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria le società di ingegneria in forma di società di capitali o società cooperative che non abbiano i requisiti delle società tra professionisti, che eseguono studi di fattibilità, ricerche, consulenze, progettazioni o direzioni dei lavori, valutazioni di congruità tecnico-economica o studi di impatto, nonché eventuali attività di produzione di beni connesse allo svolgimento di detti servizi”.

 
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Altri commenti
Antonio R.

Perché c'è un 14% che non vuole introdurre le tariffe ?