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NORMATIVA

Incentivi alla progettazione, molti Comuni stanno chiedendo ai dipendenti di restituirli

di Paola Mammarella
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Presentata un’interrogazione parlamentare per capire se le attività di pianificazione urbanistica godono del bonus

Vedi Aggiornamento del 01/04/2016
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14/03/2016 – Il nuovo Codice Appalti l’ha cancellato, ma l’incentivo ai progettisti dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni crea ancora qualche difficoltà a chi ne ha usufruito ma forse deve restituirlo. Per risolvere i dubbi in campo è stata presentata un’interrogazione parlamentare.
 

Gli incentivi alla progettazione interna alla PA

Come ricordato nell’interrogazione, la legge Merloni (Legge 109/1994) ha introdotto gli incentivi per la progettazione interna agli enti pubblici con lo scopo di valorizzare le professionalità esistenti e risparmiare denaro pubblico dato che, concedere un premio ai dipendenti costa meno che bandire una gara per l’affidamento dei servizi di progettazione. La legge inizialmente riconosceva una quota non superiore all'1% del costo dell'opera o del lavoro in favore dell'ufficio che avesse redatto direttamente il progetto esecutivo.
 
Successivamente, il DL 101/1995 ha esteso l’incentivo ai progetti preliminari e definitivi, alle indagini geologiche e geognostiche, agli studi di impatto ambientale e all'aggiornamento dei progetti già esistenti ancora di interesse pubblico.
 
La Legge 127/1997 ha esteso l’incentivo alla redazione di atti di pianificazione. Le norme sono poi confluite nel Codice Appalti (D.lgs.163/2006) che dovrebbe essere in vigore ancora per poco tempo.
 
Con il nuovo Codice Appalti, l’incentivo scomparirà. Le Amministrazioni pubbliche destineranno il 2% degli importi a base di gara per le attività di programmazione delle spese, controllo delle procedure di gara, direzione dei lavori e collaudi svolti dai dipendenti pubblici. L’80% di queste somme sarà ripartito tra il responsabile del procedimento e i suoi collaboratori, mentre sono esclusi i dipendenti con qualifica dirigenziale. I premi non potranno superare il 50% dello stipendio annuo lordo. Il restante 20% sarà invece destinato all’acquisto di beni, strumenti tecnologici, strumenti BIM e al miglioramento delle banche dati.
 

I dubbi sugli incentivi ai progettisti dipendenti della PA

L’Autorità di Vigilanza sui Contratti Pubblici (oggi ANAC) e la Corte dei Conti dal 2013 sono su posizioni contrapposte in merito alle attività che possono usufruire dell’incentivo.
 
L’Authority sostiene che possa essere riconosciuto per tutte le attività di pianificazione urbanistica, quindi anche per la predisposizione dei regolamenti edilizi, perché questi strumenti hanno attinenza con la realizzazione delle opere pubbliche.
 
Secondo la Corte dei Conti, invece, si ha diritto all’incentivo solo se lo strumento di pianificazione è strettamente connesso e propedeutico alla realizzazione di un’opera pubblica.
 
I Comuni finora non si sono mossi in modo omogeneo. Se l’Anci Toscana, da una parte, appoggia la visione dell’Authirity, alcune Amministrazioni stanno chiedendo ai loro dipendenti la restituzione delle somme versate a titolo di incentivo.
 
Per chiarire definitivamente la situazione è stata presentata un’interrogazione parlamentare.

 
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