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NORMATIVA

Nuovo Codice Appalti, l’offerta economicamente più vantaggiosa manda in pensione il massimo ribasso

di Paola Mammarella
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Centrale la qualità di imprese e progetti, subappalto libero con limite al 30% per le opere superspecialistiche

Vedi Aggiornamento del 21/04/2016
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07/03/2016 – Qualità e trasparenza sono i binari lungo cui viaggia il nuovo Codice Appalti (Scarica il testo approvato dal Consiglio dei Ministri). Principi pensati per cambiare la vita delle imprese, la modalità di partecipazione e di aggiudicazione delle gare. Tutto con un unico obiettivo, la realizzazione di opere pubbliche di pregio in tempi e costi contenuti.
 
Una delle svolte del nuovo Codice Appalti sta nel cambiamento dei criteri di aggiudicazione delle gare d’appalto. Dal massimo ribasso si passa infatti all’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo significa che il prezzo dovrà sempre essere controbilanciato da valutazioni sulla qualità delle proposte presentate.
 
La qualità sarà assicurata da un sistema di qualificazione che coinvolgerà sia le imprese, attraverso le attestazioni SOA, sia le Stazioni Appaltanti, che avranno maggiore potere discrezionale nella valutazione della condotta delle imprese, ma che, a loro volta, saranno soggette ai controlli dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC).
 

Requisiti per la partecipazione alle gare

Il fatturato richiesto non potrà superare il doppio del valore stimato dell’appalto. Per provare la capacità tecnica sarà inoltre necessario elencare i servizi prestati negli ultimi tre anni, i collaboratori tecnici, le attrezzature di cui si dispone, i titoli di studio dei prestatori di servizio e dei dirigenti, il numero medio annuo di dipendenti impiegati e il numero di dirigenti negli ultimi tre anni.
 

Qualificazione SOA

Le Società organismo di attestazione (SOA) opereranno dai 150 mila euro in su. Ciò significa che gli esecutori di lavori pubblici di importo pari o superiore a 150 mila euro dovranno provare il possesso dei requisiti di qualificazione attraverso una attestazione rilasciata da queste società. Per semplificare le operazioni, l'ANAC individuerà dei livelli standard di controlli che le SOA devono effettuare.
 

Subappalto

Il subappalto sarà generalmente libero, tranne che in alcuni casi. Sopra le soglie comunitarie bisognerà indicare una terna di subappaltatori. Nelle opere superspecialistiche e ad alto contenuto tecnologico si potrà subappaltare al massimo il 30% delle lavorazioni. 
 
In caso di inadempimento da parte dell’appaltatore o di richiesta del subappaltatore, è previsto inoltre il pagamento diretto da parte della Stazione Appaltante al subappaltatore. Perché ciò sia possibile, si dovrà verificare la regolarità contributiva dei dipendenti del subappaltatore.

Partenariato pubblico privato

Il nuovo Codice prevede che i ricavi di gestione dell’operatore economico possano provenire dal canone riconosciuto dall’ente concedente, ma anche da altre forme di contropartita economica, come l’introito diretto della gestione del servizio ad utenza esterna.
 

Concessioni

Nelle concessioni il rischio operativo sarà in carico ai privati e lo Stato non sarà tenuto ad intervenire in caso di difficoltà. Nelle concessioni di importo superiore a 150 mila euro, l’80% dei lavori dovrà essere affidato con una procedura ad evidenza pubblica, mentre il restante 20% potrà andare a società in house o controllate. I titolari di concessioni già in essere che non rispettano queste soglie dovranno adeguarsi entro due anni dall’entrata in vigore del Codice.
 

General contractor

L’istituto del contraente generale subisce una profonda rivisitazione. Per farvi ricorso la stazione appaltante dovrà fornire un’adeguata motivazione, in base a complessità, qualità, sicurezza ed economicità dell’opera. Il contraente generale non potrà esercitare il ruolo di direttore dei lavori.
 
A detta del Segretario Generale di Feneal Uil, Vito Panzarella, bisogna apprezzare in primis lo stop al massimo ribasso, anche se desta preoccupazione l’assenza di limiti per il subappalto, che potrebbe avere ripercussioni sulla qualità del lavoro. “Resta inoltre una nota dolente – ha concluso Panzarella - la questione dei lavori in house, su cui i sindacati di categoria hanno chiesto di intervenire escludendo le manutenzioni e i servizi dalle quote di appalto al fine di salvaguardare la stabilità occupazionale ed evitare una ulteriore destrutturazione del settore.
 
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