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PROFESSIONE

Architetti: problemi e prospettive della professione

di Alessandra Marra
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L'uso del Bim potrà fare la differenza. Intervista esclusiva a Livio Sacchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma

Vedi Aggiornamento del 09/05/2016
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09/03/2016 – Essere architetti oggi sembra essere sempre più difficile tra crescita della concorrenza, calo dei redditi e la crisi economica degli ultimi otto anni. 
 
L'elevato numero di architetti italiani rende infatti ancora più difficile ritagliarsi una fetta di mercato e obbliga molti a spostarsi all’estero, dove le cose sembrano essere diverse dall’Italia. Potrebbero però presentarsi nuove opportunità per gli architetti grazie alla crescita del Building Information Modeling (Bim).


Problemi e prospettive degli architetti italiani: intervista a Livio Sacchi

L'Ordine degli architetti di Roma si è interrogato circa il futuro della professione nel convegno “Essere architetto oggi: una riflessione sulla professione”, tenutosi il 3 marzo alla Casa dell’Architettura di Roma.
 
A tal proposito Edilportale ha intervistato il presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, Livio Sacchi.
 
Edilportale: "Secondo numerosi studi, il reddito annuo degli architetti italiani è in costante riduzione. Quali sono le cause e come si può risolvere il problema?"
Livio Sacchi: "Le cause principali sono sostanzialmente due: a) siamo troppi, circa 154.000 in Italia; b) abbiamo duramente subito la generale crisi economica degli ultimi otto anni. A ciò si aggiunge la nostra scarsa competitività, a livello sia nazionale sia internazionale, rispetto alle richieste del mercato globale della professione oggi". 

E: "Quali prospettive future ha la professione in Italia e all’estero? Ci sono settori che danno maggiori possibilità di crescita?"
L.S: "Le prospettive sono buone. La crisi sta dando chiari segnali di esaurimento e, come ha evidenziato il CENSIS, ciò si dimostra vero soprattutto per chi è stato capace di innovare. Il nuovo codice degli appalti, appena varato, va certamente nella direzione giusta. Come architetti, siamo molto apprezzati, in particolare all’estero, nei settori del recupero/restauro, dell’interior design, delle tecnologie eco-sostenibili. Siamo inoltre i detentori di una cultura storica della città e del paesaggio ampiamente riconosciuta, oltre che di uno stile di vita sempre più amato nel mondo. Dobbiamo tuttavia imparare a innovare: facendo sistema con costruttori, produttori e artigiani, aggiornandoci e riorganizzando i nostri studi e il nostro modello professionale". 

E: "La diffusione del BIM migliorerà la condizione dei  professionisti?" 
L.S: "Il BIM prevede una generale maturazione del settore da parte di tutti gli attori sulla scena: committenti, progettisti, strutturisti, impiantisti, costruttori, produttori, artigiani, promotori, gestori, manutentori, fruitori ecc. La sua progressiva adozione porterà a una rivoluzione strutturale. Siamo indietro rispetto agli Stati Uniti e ad altri Paesi europei, segnatamente il Regno Unito e la Francia, ma anche rispetto a molti Paesi in grande sviluppo, da Singapore agli Emirati. Non dobbiamo farci trovare impreparati, altrimenti rischiamo di restare tagliati fuori dallo straordinario sviluppo dell’industria delle costruzioni (+ 70%) previsto dal CRESME per il 2025". 
 
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