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RISPARMIO ENERGETICO

Bonus 65% e 50%, Unicmi: ‘le aziende straniere eludono la ritenuta dell’8%’

di Alessandra Marra
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I produttori al Governo: ‘necessario equiparare i doveri fiscali di tutti i soggetti, indipendentemente dalla nazionalità’

Vedi Aggiornamento del 10/05/2016
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11/03/2016 – Gli operatori stranieri, nei lavori che beneficiano delle detrazioni del 50 e del 65%, non pagano la ritenuta di acconto dell’8% a carico degli addetti, a differenza dei colleghi italiani.
 
A denunciarlo l’Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell'Involucro e dei serramenti (Unicmi) in una lettera al Viceministro dell’Economia e Finanze Luigi Casero e alla Direttrice dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi. 
 

Ritenuta dell'8%: le segnalazioni di Unicmi

Secondo Unicmi molti operatori stranieri (non in possesso di personalità giuridica e fiscale in Italia, né di una banca italiana di appoggio) operano sul mercato italiano eludendo il pagamento della ritenuta di acconto dell’8%, a carico dell’operatore, prevista sia per le detrazioni del 50% per le ristrutturazioni, sia per quelle del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica.
 
Per molti costruttori di serramenti italiani soci di Unicmi ciò costituisce una grave distorsione fiscale, a tutto vantaggio degli operatori stranieri (sanmarinesi, della Romania, Polonia, Slovenia, Croazia, etc.) che già beneficiano di un minore costo del lavoro e di un minore prelievo fiscale, sopratutto nel mercato dei serramenti.
 
Nella lettera Unicmi chiede quindi al MEF e all’Agenzia delle Entrate un approfondimento della materia finalizzato alla equiparazione dei doveri fiscali di tutti i soggetti, indipendentemente dalla loro nazionalità e dalla presenza di una banca italiana di appoggio, oppure all’esclusione dell’accesso alle detrazioni di quei prodotti commercializzati da soggetti che eludono il pagamento della ritenuta di acconto.
 
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