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RISPARMIO ENERGETICO

Ecobonus 65%, in ritardo le regole per i condomini

di Paola Mammarella
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Architetti e Legambiente: l’Agenzia delle Entrate avrebbe dovuto provvedere entro il 29 febbraio

Vedi Aggiornamento del 08/07/2016
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10/03/2016 – L’Agenzia delle Entrate sta tardando a definire le regole con cui i condomini possono accedere all’Ecobonus 65% per la riqualificazione energetica. A sottolinearlo sono il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) e Legambiente.  
 
Ricordiamo che è possibile usufruire della detrazione fiscale del 65% anche per la riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali. Per incentivare maggiormente queste tipologie di interventi, la Legge di Stabilità per il 2016 ha previsto che i condòmini incapienti possano cedere il bonus all’impresa che effettua i lavori. Si tratta di soggetti con redditi bassi, che non pagano le tasse e che quindi non possono usufruire dell’Ecobonus dal momento che la detrazione del 65% si scarica sull’Irpef.
 
La misura è stata pensata per rendere più conveniente la riqualificazione energetica delle parti comuni. Se a beneficiare del bonus è il condominio, l’importo della detrazione viene suddiviso tra i condòmini, che ricevono il rimborso della propria quota in dieci anni. Cedendo la detrazione fiscale all’impresa, invece, questa può applicare subito uno sconto al condominio cliente. I condòmini, quindi, sostengono dall’inizio spese più basse.
 
C’è però un problema, sottolineano Cnappc e Legambiente: “L’accesso a questa opportunità sarebbe stato possibile solo dopo che l’Agenzia delle Entrate  ne avesse definito le modalità, ovvero entro 29 febbraio 2016, cosa che, invece, non è ancora avvenuta”.
 
“Considerando che le detrazioni scadono il 31 dicembre 2016 – continuano Cnappc e Legambiente -  e tenuto conto della complessità di una decisione di intervento da parte dei  condomìni, è forte il rischio che i ritardi da parte dell’Agenzia delle Entrate e le incertezze rispetto all’orizzonte degli incentivi possano pregiudicarne il positivo esito”.
 
“Siamo indignati – concludono ambientalisti ed architetti - perché questa importante occasione  per la riqualificazione del patrimonio edilizio condominiale sarà sprecata per precisa responsabilità dell’Agenzia delle Entrate che non ha definito subito e in modo semplice  i criteri di cessione delle detrazioni, vanificando così una buona norma voluta da Governo e Parlamento”.
 
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