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URBANISTICA

Sardegna, disciplinati gli interventi di demolizione e ricostruzione

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I principi: minor consumo di suolo, risparmio energetico, tutela del paesaggio

Vedi Aggiornamento del 17/10/2016
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07/04/2016 - La Giunta regionale della Sardegna ha approvato le Linee guida per la determinazione del minore impatto paesaggistico degli interventi di demolizione e ricostruzione. Su proposta dell’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu, vengono così disciplinati gli interventi di rinnovo del patrimonio edilizio. 

Nelle zone urbanistiche omogenee “E” agricole, “F” turistiche, “H” di salvaguardia e “G” servizi generali, la demolizione e ricostruzione della volumetria esistente nella fascia dei 300 metri dalla linea di battigia marina è consentita unicamente laddove il nuovo fabbricato determina un minore impatto paesaggistico

Le Linee guida tengono conto dei principi espressi nella Legge regionale 8/2015, ossia il minor consumo della risorsa suolo, il risparmio energetico, la salvaguardia dei valori paesaggistici e il raggiungimento di un minore impatto delle opere sui caratteri del contesto paesaggistico e dell’area di intervento. 

“La demolizione e riedificazione dei volumi entro la fascia dei 300 metri - spiega Erriu - è un’operazione di riconversione architettonica e paesaggistica che porta alla costituzione di un nuovo edificio di maggiore qualità rispetto al precedente. Perciò è fondamentale coniugare aspetti tecnici e funzionali relativi all’architettura dei nuovi volumi, con una maggiore attenzione a costituire un dialogo verso il contesto locale col quale inevitabilmente la nuova costruzione si relaziona”.
 
“Per le differenti zone urbanistiche previste all’interno della norma di legge sono stati previsti indirizzi specifici che garantiscono gli interventi di riedificazione e stabiliscono relazioni capaci di valorizzare il contesto paesaggistico nel quale si inseriscono, anche in riferimento alla destinazione della zona urbanistica in cui ricadono” conclude l’assessore.
 
Fonte: Regione Sardegna
 
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