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PROFESSIONE

Presentato alla Camera il Manifesto dell’Architettura

di Alessandra Marra

L’iniziativa degli Architetti casertani: il progettista è ‘padrone della tecnica e fautore della bellezza’

Vedi Aggiornamento del 10/07/2018
20/05/2016 – “L’architetto non è un lusso evitabile”, anzi è una necessità nella società contemporanea caratterizzata da periferie degradate e costruzioni anonime.
 
Questo uno dei dieci punti messi in evidenza nel “Manifesto - L’architettura in 10 punti”  promosso dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Caserta e presentato il 17 Maggio scorso alla Camera dei Deputati su invito dell'Onorevole Serena Pellegrino e dell’On. Paolo Gandolfi.
 

Architettura in dieci punti

Il Manifesto richiama l’attenzione sui dieci fondamentali temi che concorrono nel fare architettura: Architetto, Progetto, Etica, Estetica, Preesistenza, Città, Paesaggio, Sostenibilità, Multiculturalità, Contemporaneità.
 
Ad esempio il primo punto (l’Architetto) pone l’attenzione sul ruolo del professionista (che non è un lusso evitabile) come “padrone della tecnica e fautore della bellezza, regista del processo creativo e costruttivo e responsabile della qualità del suo lavoro e delle ripercussioni dello stesso sulla collettività”.
 
Il secondo punto invece si concentra sulla centralità del Progetto, come “procedimento logico-scientifico teso alla creazione degli spazi e oggetti per le attività umane”, che non deve allontanarsi dall’idea che una buona architettura influenzi la società.
 
Tra gli altri punti chiave messi in evidenza il Paesaggio, in cui l’architetto deve intervenire contemperando le necessità di trasformazione con quelle di tutela e la Città luogo in cui l’architettura deve smettere di esibire esclusivamente se stessa (manifestazione vacua, estranea o, addirittura ostile), in maniera slegata dal contesto, ma deve essere capace di assecondare le esigenze di spazio e relazioni.
 
Altro aspetto fondamentale la Sostenibilità; “l’architettura infatti deve accogliere la sfida dei mutamenti in atto, senza dimenticare di preservare la continuità, servendosi delle tecnologie come mezzo e non come fine della ricerca architettonica”.
 
Infine l’architettura deve riappropriarsi della Contemporaneità; “colmando la tradizionale distanza che esiste tra ricerca architettonica e costruzione reale del paesaggio, l’architetto si deve riappropriare della sua responsabilità di autore contemporaneo e deve ritrovare il rigore teorico”.
 

Manifesto dell’architettura: com’è nato

Il documento è il risultato di una progressiva ricerca di approfondimento, iniziata, dapprima, con il coinvolgimento di tutti gli architetti della provincia di Caserta e, successivamente, con il contributo di alcuni autorevoli nomi dell’architettura italiana come: Camillo Botticini, Mario Cucinella, Riccardo Dalisi, Vittorio Gregotti, Andreas Kipar, Luca Molinari, Massimo Pica Ciamarra, Alessio Princic, Franco Purini, Luca Scacchetti.
 
Il progetto parte dalla constatazione della “disgregazione dell’identità professionale dell’architetto” e “induce a riflettere sul ruolo e sul significato del fare architettura oggi, al di là di ogni immagine patinata o di qualsiasi pregiudizio superficiale”.
 
Inoltre nasce dalla necessità di innescare un fertile dibattito culturale, nell’ottica del confronto e della condivisione delle esperienze dirette e del pensiero che sottende l’agire dell’architetto, patrimonio inestimabile per il dialogo e la crescita di una comunità di professionisti impegnati attivamente sul territorio.
 
Secondo gli architetti di Caserta il Manifesto è oggi una necessità, per l’analisi del presente, ed un punto di partenza per le azioni prossime, che registra le potenzialità e le problematiche del tempo e della professione. “Un Manifesto per gli architetti, ma soprattutto per la cittadinanza e la società di cui l’architetto fa parte, quale interprete essenziale per guidare i cambiamenti e l’accelerazione culturale del nostro tempo”.
 

Manifesto dell’architettura: verso un disegno di legge  

L’incontro di presentazione del Manifesto alla Camera dei Deputati apre una nuova fase: il confronto con la Politica e le sue istituzioni, per portare avanti il percorso a livello nazionale.
 
L’auspicio è che si possa arrivare presto a un disegno di legge sulla qualità architettonica. In Italia esiste già una proposta di legge sul tema, il Ddl Zanda sulla valorizzazione della qualità architettonica, attualmente all’esame del Senato.  
 
Le proposte contenute nel Manifesto potrebbero quindi contribuire alla costruzione di città sostenibili e belle, secondo il principio (Estetica) per cui “la sconfitta della bellezza è la sconfitta dell’architettura”.
 
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