Carrello 0
RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico, cinque proposte per vincere la burocrazia

di Paola Mammarella
Commenti 4950

Italia Solare chiede al GSE procedure più snelle per le modifiche agli impianti e la riduzione dei casi di revoca degli incentivi

Vedi Aggiornamento del 16/06/2016
Commenti 4950
18/05/2016 – Superare le difficoltà burocratiche e i contenziosi che possono ostacolare la diffusione del fotovoltaico. È l’obiettivo dell’associazione Italia Solare che ha redatto un documento con una serie di proposte per il Gestore dei Servizi Energetici (GSE).
 
Italia Solare ha raccolto una serie di istanze degli operatori che hanno incontrato difficoltà nell’accesso agli incentivi dei vari Conto Energia e nella gestione degli impianti.
 

Modifiche agli impianti fotovoltaici

Il primo dubbio riguarda gli interventi e le procedure ammissibili dopo la sospensione del Documento tecnico di riferimento (DTR) per il mantenimento degli incentivi a seguito di modifiche agli impianti. Gli operatori al momento non sanno se è sufficiente comunicare al GSE gli interventi effettuati sugli impianti, se è possibile sostituire moduli poco efficienti con altri che hanno una efficienza più elevata, se si possono utilizzare moduli a magazzino del manutentore e quali procedure seguire per gli impianti realizzati sul tetto da un soggetto responsabile diverso dal proprietario del tetto.

Ricordiamo che nel DTR, adottato l’anno scorso, erano contenuti dei limiti da rispettare per effettuare degli interventi di modifica degli impianti fotovoltaici senza perdere gli incentivi concessi. Qualche mese dopo, però, i limiti sono stati aboliti su pressione delle associazioni di settore che li consideravano penalizzanti.
  

Impianti fotovoltaici e ricorsi

Un altro aspetto evidenziato dagli operatori è il costo dei possibili contenziosi. Un giudizio al Tar Lazio, si legge nel documento, ha un costo minimo di 3mila euro e può rappresentare un fattore di discriminazione per i piccoli impianti. L’associazione ha quindi chiesto al GSE se è possibile prevedere l’accesso a meccanismi di conciliazione e arbitrato a prezzo convenzionato e valutare la nomina di un difensore civico indipendente a cui affidare, dietro pagamento da parte degli utenti di una tariffa che ne copra il costo di funzionamento, la risoluzione in via amministrativa in tempi certi dei reclami sui provvedimenti adottati.
 

Impianti fotovoltaici, sanzioni sulle irregolarità

Secondo gli operatori, la lista di irregolarità che causano la decadenza dagli incentivi contenuta nell’Allegato 1 al DM 31 gennaio 2014 è troppo vasta. È stato quindi chiesto di segnalare la questione al Ministero dello Sviluppo Economico, proponendo la riduzione dei casi di decadenza e l’introduzione di una serie di sanzioni graduate in base alla gravità della violazione.
 

Fotovoltaico e fondi revocati

Una volta che si decide la decadenza dagli incentivi che fine fanno i fondi revocati? Alcuni operatori hanno chiesto al GSE di garantire che queste risorse siano usate per supportare il fotovoltaico e non per altri scopi. Per questo motivo hanno proposto che i fondi siano usati per incentivare la diffusione delle tecnologie di accumulo, con particolare attenzione alle Smart Grid locali, e che gli impianti cui è revocato o non concesso l’incentivo non siano dismessi ma restino in condizione di operare con un incentivo ridotto.
 

Fotovoltaico e procedure SEU

L’associazione ha segnalato che la procedura di qualifica dei Sistemi Efficienti di Utenza (SEU) è molto onerosa sia in termini di costi da pagare al GSE sia dal punto di vista burocratico, perché prevede la comunicazione di tutte le modifiche. I SEU, lo ricordiamo, sono sistemi di produzione e consumo costituiti da un impianto di produzione e da un’unità di consumo direttamente connessi tra loro mediante un collegamento privato senza obbligo di connessione a terzi e collegati, direttamente o indirettamente, tramite almeno un punto, alla rete pubblica.
 
Per semplificare le procedure, senza rischiare la perdita degli incentivi, l’associazione ha proposto che il soggetto responsabile invii al GSE solo la comunicazione delle modifiche che potrebbero comportare la perdita delle agevolazioni e che negli altri casi sia sufficiente conservare la documentazione in caso di verifica. Per l’associazione, inoltre la qualifica per gli impianti sotto i 500 kWp dovrebbe essere sostituita con una autocertificazione dei requisiti.

 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui