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AMBIENTE

Liguria, modificato il Piano Casa

di Rossella Calabrese
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A breve l’accordo Regione-Ministeri per l’elaborazione del piano paesistico regionale

Vedi Aggiornamento del 02/12/2016
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01/07/2016 - Il Consiglio regionale ligure ha modificato il Piano Casa. L’approvazione del ddl “Modifiche alla legge regionale 3 novembre 2009, n. 49 (Misure urgenti per il rilancio dell’attività edilizia e per la riqualificazione del patrimonio urbanistico-edilizio)”, si è resa necessaria - spiega la Regione - per “superare i rilievi di legittimità costituzionale mossi dal Governo”.
 
Sono stati aggiornati alcuni articoli inserendovi un esplicito riferimento alle procedure e agli adempimenti di legge in materia di approvazione delle varianti ai piani dei Parchi, di valutazione ambientale strategica, di valutazione di incidenza e delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche disciplinate dal Codice dei Beni culturali (Dlgs 42/2004 e s.m.).
 
In particolare è stato esplicitato che le varianti ai piani dei Parchi sono soggette alle procedure ordinarie di approvazione da parte della Regione e all’osservanza delle discipline in materia di valutazione ambientale strategica e di valutazione di incidenza.
 
Si tratta - spiega il comunicato - di procedure ed adempimenti obbligatoriamente prescritti dalla vigente legislazione, la cui mancata espressa menzione nella formulazione degli articoli, modificati con il disegno di legge, non implicava la volontà del legislatore regionale di prevederne la disapplicazione, diversamente da quanto ritenuto nel ricorso costituzionale. Si è quindi resa necessaria l’esplicita indicazione delle relative procedure.
 

I rilievi del Governo 

Ricordiamo che il Piano Casa della Liguria approvato dalla Giunta Toti (LR 22/2015) consente di realizzare ampliamenti anche nei Parchi regionali e nel Parco nazionale delle Cinque Terre, se ammessi dalla normativa del Parco; gli interventi di ampliamento non ammissibili dalla normativa dei Parchi è rimessa alla decisione di ogni Ente Parco.

Questa formulazione non ha convinto il Governo, secondo cui il nuovo Piano Casa, “consentendo interventi edilizi in aree tutelate senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e di tutela del paesaggio”. Di qui la necessità di modificare il testo.
 

La discussione in Consiglio regionale

Il relatore di maggioranza, Andrea Costa (Gruppo Misto-Ncd Area Popolare), ha affermato che il Piano Casa è nato non per rilanciare l’economia, ma per dare una risposta al territorio, consentendo ai cittadini di eseguire determinati interventi. Contestualmente - ha aggiunto Costa - il Piano fornirà nuove opportunità di lavoro.
 
Marco De Ferrari (Mov5Stelle) invece, illustrando alcuni rapporti dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ha dichiarato che il provvedimento “determina un ulteriore e gravissimo consumo di suolo”, che deve rappresentare, invece, “una risorsa fondamentale per la sopravvivenza del pianeta”, e ha definito il Piano Casa “devastante”.
 
L’assessore all’urbanistica, Marco Scajola ha sottolineato che il Piano Casa è uno strumento per riqualificare l’esistente, senza consumo di suolo e ha ribadito che i Comuni sono stati coinvolti nel percorso che ha portato all’elaborazione del Piano e una larga parte lo sta applicando. “Limitazioni - ha sottolineato - sono state poste dai Comuni maggiormente politicizzati, quali Genova e La Spezia”.
 

A breve il piano paesistico

Scajola ha ricordato che nelle passate settimane c’è stato un incontro con il Ministero dei beni culturali per approfondire le questioni legate al Piano. “Ci è stato chiesto di spiegare in maniera più chiara quanto, a nostro parere, sembrava già esplicito e non abbiamo avuto alcuna difficoltà a farlo”. L’assessore ha preannunciato la sottoscrizione di un accordo con i competenti Ministeri per l’elaborazione del piano paesistico
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