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URBANISTICA

Liguria, la Regione studia nuovi standard urbanistici

di Rossella Calabrese
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Incontri sul territorio sul nuovo regolamento. In itinere anche semplificazioni per i sottotetti

Vedi Aggiornamento del 26/07/2017
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15/07/2016 - Con una serie di convegni in diverse città, la Regione Liguria sta incontrando tecnici comunali, professionisti, associazioni di categoria per un confronto sui contenuti del nuovo Regolamento degli standard urbanistici, che darà i criteri per i prossimi Piani Urbanistici Comunali (PUC).
 
È la prima volta che la Regione Liguria rivede in profondità gli standard per la definizione dei piani urbanistici - spiega la nota. La normativa di riferimento è ancora quella nazionale del 1968, modificata e rimaneggiata più volte ma mai a fondo.
 
La Liguria intende mettere a fuoco la qualità urbanistica delle città e non la quantità del costruito: l’obiettivo principale degli strumenti urbanistici non è più dare regole all’espansione edilizia e assicurare la realizzazione di servizi elementari (come scuole, servizi di quartiere, aree verdi, e sportive, parcheggi pubblici) ma gestire la ristrutturazione, la riconversione, il bilanciamento delle funzioni urbane.
 
“Il nuovo Regolamento - spiega l’assessore all’urbanistica Marco Scajola - permette di adeguarsi ai tempi, alla qualità della vita di oggi e alle nuove esigenze delle città. Vogliamo garantire qualità e sostenibilità urbana e agevolare operazioni di rigenerazione delle nostre città e dei nostri paesi. Stiamo ancora facendo riferimento, nei criteri fondamentali, a normative nazionali ormai superate: servono strumenti nuovi, snelli, semplici,attuall. Pensiamo di aver raggiunto l’obiettivo con questo nuovo regolamento, e lo stiamo spiegando al territorio. E ci aspettiamo le collaborazioni e i suggerimenti che ci permetteranno di fare gli aggiustamenti opportuni, nell’interesse di tutti”.
 
“Oggi, con la recente revisione della legge urbanistica, la Regione ha aggiornato e ampliato la lista dei servizi e delle attrezzature da prevedere nei piani comunali, con nuove tipologie capaci di rispondere ai modelli di vita attuali: nelle città e nei paesi servono spazi per la socialità urbana, per le aree attrezzate per manifestazioni, per wi-fi, per percorsi ciclo-pedonali, oltre a impianti per migliorare la qualità ambientale come quelli per la raccolta differenziata, per la protezione civile, il soccorso e le emergenze”.
 
Dopo le prime tappe tenutesi a Genova e Rapallo, i prossimi appuntamenti sono a Savona il 18, a Imperia il 28 luglio e alla Spezia il 3 agosto.
 

Semplificazioni per i sottotetti

Sono già al vaglio del consiglio regionale invece le procedure semplificate relative ai sottotetti. Il ddl stabilisce che i sottotetti potranno essere recuperati dai cittadini, sulla base della legge esistente, senza che il Comune debba adottare una variante al PUC e consentendo di intervenire anche sui fabbricati più recenti, realizzati tra il 2001 e il 2014. In pratica viene introdotta una franchigia di 6 metri in altezza entro i quali effettuare gli interventi di ampliamento senza dover modificare i piani urbanistici.
 
In questo modo - spiega il comunicato - si elimineranno passaggi burocratici e onerosi permettendo al proprietario dell’immobile di abbattere i tempi di intervento. Le nuove norme approvate si rivolgono anche alle imprese, consentendo di semplificare i tempi per l’approvazione di interventi edilizi relativi all’ampliamento delle attività produttive esistenti. “In questo modo abbiamo voluto andare incontro alle esigenze soprattutto del settore produttivo manifatturiero che necessitano di nuovi spazi per migliorare e potenziare la propria attività”, ha spiegato l’assessore Scajola.
 
Le nuove procedure approvate - spiega la Regione - introducono anche elementi di certezza nell’ambito delle richieste per i progetti di insediamento delle nuove imprese che riceveranno il parere politico del consiglio comunale all’inizio del percorso e non più alla fine di tutte le verifiche tecniche, consentendo così all’imprenditore di non perdere tempo e spendere soldi di progettazione e amministrativi inutilmente, dandogli la certezza di arrivare in fondo.
 
Inoltre, è stato eliminato l’obbligo per i Comuni di richiedere all’Agenzia del Territorio la perizia per determinare l’entità delle sanzioni dovute ai Comuni in materia edilizia. “Con quest’ultima modifica - ha concluso l’assessore Scajola - alleggeriamo i costi a carico dei cittadini che non dovranno più pagare le prestazioni dell’Agenzia delle Entrate per le perizie, in quanto da ora in poi saranno i Comuni ad occuparsene direttamente”.
 
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