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Iraci Architetti per il Ramo d'Aria alle pendici dell'Etna
CASE & INTERNI

Iraci Architetti per il Ramo d'Aria alle pendici dell'Etna

di Cecilia Di Marzo
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Un gioco di contrasti per esaltare il preesistente assecondando lo spirito del luogo

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14/09/2016 - Dopo lo Zash Country Boutique Hotel, Iraci Architetti firma Ramo d'Aria Country Hotel ad Altarello, una frazione di Giarre, in Sicilia.
L’incombenza dell’Etna e la trasparenza del mare sono i due forti contrasti che uniscono tutti i microterritori di questo splendido versante della Sicilia. Qui 'la terra cambia da palmo a palmo', come dicono le genti dell’Etna: la nuda sciara lavica convive con coltivazioni intense e spontanee, nei suoli aspri e selvaggi rivivono architetture rurali insieme a poderosi esempi di sovrapposizioni culturali. Gli antichi miti e le varie dominazioni dei greci, romani, arabi, normanni e spagnoli, definiscono un territorio sorprendentemente ricco da scoprire, dove ogni cosa è sintetizzata e reinterpretata.

I progettisti ci descrivono così il progetto.
“É qui che la possibilità di un placido respiro, tipico degli hotel immersi nel verde, si può vivere in tutta la sua naturalezza. C'è un senso di agio e comodità che incontra il gusto contemporaneo in una calda atmosfera agreste. Poche camere e tanti agrumi intorno. Quel ramo d'aria mediterranea che guarda al mare e sente l'Etna è per i viaggiatori che non cercano servizi superflui, ma l'autenticità dell'esperienza.
Il progetto tende ad esaltare il preesistente assecondando lo spirito del luogo, una casa di campagna.

L’intervento architettonico è tutto giocato sui contrasti.
Le tracce del passato, gli intonaci polverosi, le murature a secco in pietra lavica, i legni del palmento sono in equilibrio con volumi puri e razionali che, aggiunti per assecondare le esigenze contemporanee, rendono, allo stesso tempo, questi luoghi ancora vivi.
L’obiettivo era fare in modo che in ogni momento, in ogni punto della struttura e ad ogni sguardo le aggiunte contemporanee fossero perfettamente riconoscibili, per permettere al visitatore di 'sottrarle' immediatamente e poter cogliere l’essenza di quei luoghi”.  

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