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NORMATIVA

Autorizzazione paesaggistica semplificata, ok dal Consiglio di Stato

di Paola Mammarella
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Suggerita una disciplina di raccordo col decreto ‘Scia 2’ e ulteriori semplificazioni per gli immobili vincolati

Vedi Aggiornamento del 24/03/2017
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06/09/2016 – L’Autorizzazione paesaggistica semplificata incassa il parere positivo del Consiglio di Stato e potrebbe diventare presto operativa.
 

Autorizzazione paesaggistica semplificata

Il decreto, sempre più vicino all’approvazione definitiva, individua gli interventi ritenuti di lieve entità da sottoporre ad autorizzazione paesaggistica semplificata, e quelli per i quali l’autorizzazione non sarà più richiesta.
 
Nell’Allegato A del decreto sono indicati 31 piccoli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica tra cui gli interventi (che non comportino modifiche sostanziali) volti a migliorare l’efficienza energetica e il consolidamento statico e le opere indispensabili per il superamento delle barriere architettoniche.
 
L’Allegato B contiene le 42 tipologie di interventi considerati ad impatto lieve sul territorio come interventi antisismici e di miglioramento energetico che comportino innovazioni nelle caratteristiche morfologiche dell’edificio e la realizzazione di tettoie e porticati.
 
Il decreto facilita le procedure per il rinnovo dell’autorizzazione paesaggistica e  si coordina con le norme sul silenzio assenso e quelle sulla conferenza di servizi semplificata, volute dalla riforma Madia.
 

Autorizzazione paesaggistica semplificata, il parere del Consiglio di Stato

Il CdS ha espresso parere positivo sul decreto, condividendone sia l’impostazione sia la portata delle norme.
 
Per una maggiore omogeneità normativa, il Consiglio di Stato ha suggerito di adottare un’adeguata disciplina di raccordo con le semplificazioni del decreto “Scia 2”. Si tratta, lo ricordiamo, della norma che individuerà i titoli abilitativi richiesti per ogni intervento edilizio.
 
Il CdS ha sottolineato poi il rischio di complicazioni nel caso in cui un immobile sia sottoposto sia a vincolo paesaggistico sia a vincolo storico, artistico o archeologico. Le semplificazioni sono previste infatti solo in presenza di vincolo paesaggistico, ma per molti edifici italiani, su cui pesa il doppio vincolo, la situazione potrebbe non cambiare.
 
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