Carrello 0
TECNOLOGIE

Terremoto, il parere degli Ingegneri per la Prevenzione e le Emergenze

di Rossella Calabrese
Commenti 7213

IPE: ‘la muratura composta da grossi conci non ha resistito alle azioni orizzontali del terremoto’

Vedi Aggiornamento del 19/01/2017
Commenti 7213
14/09/2016 - Sono tanti in queste settimane gli ingegneri impegnati nelle analisi degli edifici crollati o danneggiati dal sisma del 24 agosto in Centro Italia. I tecnici agibilitatori stanno valutando le condizioni delle case per stabilirne l’agibilità e capire come metterle in sicurezza.
 
Abbiamo chiesto all’Ing. Patrizia Angeli, Presidente del Gruppo Ingegneri per la Prevenzione e le Emergenze (IPE), di illustrarci la situazione nei territori colpiti dal sisma.
 

Lo stato dei luoghi

I primi riscontri sul campo mostrano un tessuto edilizio caratterizzato da muratura povera, pezzatura grossolana, arrotondata e poco coesa, quindi non in grado di fungere da legante e assicurare al paramento murario un comportamento monolitico.
 
Anche se di buona consistenza, i grossi conci che costituiscono la muratura, possono garantire buona resistenza alla compressione ai carichi verticali, ma non ad azioni orizzontali come quelle appunto derivanti dal sisma. I pannelli murari sono, inoltre, poco connessi e ciò penalizza il comportamento scatolare dell’edificio.
 
Il tessuto edilizio dei centri urbani è, inoltre, come per molti borghi italiani, interconnesso, compatto, formato da cortine edilizie e questo può comportare una amplificazione della vulnerabilità degli edifici. Quindi problematiche connesse non solo alla qualità delle costruzioni ma al sistema urbano e alla pianificazione degli interventi. Vedi photogallery in alto
 

Emergenza e prevenzione

Altro aspetto cruciale è l’attuazione dei piani di emergenza e la scarsa diffusione di strumenti preziosi come l’analisi della condizione limite per l’emergenza (CLE) e la microzonazione sismica (MZS) che fornisce informazioni di dettaglio al di là della classificazione sismica che interessa aree più ampie di territorio italiano.
 
MZS e CLE sono strumenti avviati ai sensi dell’art. 11 della Legge 77/2009 (Fondo nazionale per la prevenzione del rischio sismico), viaggiano parallelamente e rappresentano utili strumenti di prevenzione in grado di garantire una corretta programmazione degli interventi perché il sistema urbano risponda in modo idoneo all’emergenza. L’analisi della CLE non può prescindere dal piano di emergenza o di protezione civile ed è un'attività che serve per verificare le scelte contenute nel piano.
 

Il Piano di Prevenzione per il rischio sismico

A livello nazionale IPE è impegnato, come Consiglio nazionale Ingegneri, non solo sull’emergenza, ma a definire un “Piano di Prevenzione per il rischio sismico” (vedi sintesi) che raccoglie proposte condivise e raccolte in un documento presentato dalla Rete Professioni Tecniche al Governo qualche giorno fa.
 
È sempre più urgente e necessario che le azioni di prevenzione del rischio e di messa in sicurezza degli edifici debbano essere, gradualmente nel tempo, uniformate ad un principio di obbligatorietà stabilito per legge, al fine di avviare un processo di prevenzione realmente efficace, rispondente ad un’oggettiva esigenza di tutela sociale, non più procrastinabile.
 

Le attività di IPE in corso nei luoghi del sisma

Abbiamo in campo già da martedì scorso più di 30 squadre da 2 ingegneri formati che stanno facendo il massimo per svolgere al meglio il proprio lavoro. Altrettante squadre turneranno di settimana in settimana fino a che sarà necessario.
 
Stiamo dando il massimo per contribuire con le nostre competenze e conoscenze di tecnici agibilitatori, ossia formati per certificare se un edificio colpito dal sisma sia agibile o meno, e se e come possa diventare sicuro in breve tempo.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
maurizio

Il titolo non mi sembra corretto. Tra le murature di grossi conci si annoverano esempi di strutture che resistono ai sismi, per costruzioni di 2 o 3 piani, con meno danni di strutture intelaiate in ca o acciaio