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SV House: i 22 mq 'all inclusive' firmati Rocco Borromini
CASE & INTERNI

SV House: i 22 mq 'all inclusive' firmati Rocco Borromini

di Cecilia Di Marzo

Scelte formali e materiche dettate dalla volontà di reinterpretare la tradizione

27/10/2016 - Il progetto di Rocco Borromini per la SV House riguarda l'edificazione di una casa sui resti di un vecchio rustico abbandonato da anni. Il lotto, sulla costa Orobica delle Alpi Valtellinesi, gode di un'ottima posizione panoramica che si può apprezzare dalle ampie vetrate del fronte ovest.

Le vetrate, in parte fisse e in parte apribili, contribuiscono al dialogo tra l'interno e la valle. Per la struttura, l'arch. Borromini ha voluto adottare una tecnica costruttiva semplice e veloce, due muri in pietra portanti sono collegati da un solaio in cemento armato, mentre secondo solaio, tetto e facciata sono realizzati in legno. I due setti sono stati realizzati con pietra locale a spacco naturale, sapientemente lavorata e posata.

La facciata in legno di larice spazzolato è composta da una struttura con valenza strutturale e da pannellature di tamponamento dogate a ricordare parte dell'architettura tradizionale della media fascia alpina.

Una casa di soli 22 mq, su tre livelli, che ospitano cucina e zona camino al piano terra, cameretta e bagno al primo piano e la camera matrimoniale all'ultimo piano.

Nel complesso lo spazio è ridotto, ma questo, unito alla scelta dei materiali, ha contribuito a creare quella sensazione di “focolare domestico” che ha grande valore evocativo ed è stato uno dei principi cardine di molta architettura rurale oltre che di gran parte dell'architettura civile accademica.

Una scala molto leggera, con i pianerottoli trasparenti, unisce i tre livelli occupando il lato est e lascia che si percepisca la grande altezza interna. Per il pavimento del piano terra e la piccola parte di pavimentazione esterna si è deciso di utilizzare pietra di Luserna a spacco naturale a enfatizzare la continuità tra interno ed esterno.

L'insieme delle scelte, formali e materiche, sono state dettate dalla volontà di reinterpretare la tradizione per cui committenza e progettista nutrono grande rispetto.

© Riproduzione riservata

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