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URBANISTICA

Urbanistica, l’Emilia Romagna dice basta al consumo di suolo

di Paola Mammarella
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Nel ddl incentivi per la rigenerazione urbana, procedure più veloci per gli interventi antisismici e concorsi di architettura

Vedi Aggiornamento del 09/02/2017
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07/11/2016 – Stop al consumo di suolo, incentivi per la rigenerazione urbana, procedure semplificate per l’adeguamento sismico e concorsi di architettura. Sono i cardini del progetto di nuova legge urbanistica che l’Emilia Romagna sta discutendo.
 
Come illustrato dall’Assessore regionale alla Programmazione territoriale, Raffaele Donini, la norma vuole ridurre le previsioni di nuove costruzioni al di fuori dei territori già urbanizzati e propone regole più semplici per la pianificazione.
 
L’obiettivo principale è anticipare il consumo di suolo a saldo zero rispetto alla deadline europea del 2050.
 

Riduzione del consumo di suolo al 3%

Al momento, ha spiegato Donini, in Emilia Romagna sono previsti 250 chilometri quadrati di espansione urbanistica: l’equivalente di quasi due nuove città di Bologna. La nuova legge stima, fissando una quota massima del 3% di espansione per ogni Comune, di abbassare questa soglia a 70 chilometri quadrati.
 
Ma non solo, perché il consumo di suolo entro il 3% sarà consentito esclusivamente per nuovi insediamenti produttivi, per edilizia residenziale sociale e per nuove abitazioni, solo se collegate a progetti di rigenerazione urbana.
 

Consumo di suolo  e opere pubbliche

Secondo il ddl, dai limiti del 3% saranno esclusi gli insediamenti produttivi strategici, gli interventi di ampliamento produttivi e le opere pubbliche o di interesse pubblico.
 

Incentivi per la rigenerazione urbana

Il testo prevede uno stanziamento da 30 milioni di euro per incentivare i progetti di rigenerazione urbana. L’incentivo consisterà nell’esonero dal contributo straordinario, nella riduzione del 20% del contributo di costruzione, in bonus volumetrici e procedure più veloci.
 

Adeguamento sismico

Per far partire gli interventi di messa in sicurezza, la norma propone che il 50% dei proprietari di un edificio possano imporre la realizzazione degli interventi agli altri proprietari che dovessero opporsi.
 

Semplificazione e concorsi di architettura

Secondo il ddl, la regione si doterà di un nuovo Piano territoriale regionale, che conterrà al suo interno anche gli attuali piani paesistici e la parte infrastrutturale del PRIT, la Città Metropolitana e le Aree vaste si doteranno di un Piano strategico Territoriale Metropolitano o d’Area Vasta,  mentre i Comuni di un PUG-Piano Urbanistico Generale (un unico strumento che andrà a sostituire gli attuali PSC e RUE) per stabilire la programmazione e pianificazione di tutto il loro territorio.
I Pug saranno quindi attuati attraverso “Accordi operativi” (che sostituiranno POC e PUA) che definiranno gli interventi da realizzare.
 
I Comuni utilizzeranno i concorsi di architettura per favorire la partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche.
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
Paolo F.

Legge interessante, ma con molti aspetti che mi lasciano perplesso, a partire dalle deroghe alla 1444/68. Il tema dell'urbanistica è difatti in concorrenza con lo Stato e non credo una regione possa attribuirsi tante deroghe ad una norma statale. Semmai è scandaloso che materie come l'urbanistica e l'edilizia, così fortemente legate alla dinamica realtà sociale, siano disciplinate da norme vecchie di 50 anni, ma tant'è. Inoltre il condivisibile principio di limitare l'utilizzo del suolo, giusto anche in considerazione della stagnazione demografica che rende inutile la creazione di nuove abitazioni, deve necessariamente andare di pari passo con le norme edilizie, in particolare prevedendo una decisa deregulation della materia in ossequio al principio di "ognuno è libero in casa propria". Difatti la società è in continua evoluzione e di pari passo si evolvono anche le esigenze domestiche, con le persone che spesso abbandonano le vecchie costruzioni a causa di norme, vecchie di decenni e oramai prive di senso, che impediscono di adeguare le abitazioni alle loro necessità.