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NORMATIVA

Durc online, l’Inail spiega le novità sulla regolarità contributiva

di Alessandra Marra

Confimprenditori denuncia la disomogeneità nei tempi di rilascio: ‘24 ore a Treviso e 30 giorni a Palermo’

Vedi Aggiornamento del 04/01/2018
19/12/2016 – Arrivano dall’Inail i chiarimenti sulle novità in materia di Durc online, in particolare sulla verifica della regolarità contributiva e sulle procedure concorsuali.
 
E’ stata, infatti, pubblicata la circolare 48/2016 che illustra le modifiche apportate dal DM 23 febbraio 2016 al DM 30 gennaio 2015.
 

Durc online: verifica della regolarità contributiva

L’Inail ha spiegato che, come illustrato nella circolare 33/2016 del Ministero del Lavoro, la nuova formulazione è diretta a evitare che il riscontro sulla regolarità contributiva venga omesso in relazione ai versamenti dovuti alle Casse edili da parte di quelle imprese che, benché classificate in settore diverso dall’edilizia, applicano il relativo contratto, considerato che l’obbligo di iscrizione alle Casse edili sussiste per le aziende che applicano il contratto collettivo nazionale del settore edile.
 
Inoltre la circolare ribadisce che in caso di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa con esercizio provvisorio l’impresa va considerata regolare per il solo fatto che gli obblighi contributivi siano scaduti anteriormente alla data di autorizzazione all’esercizio provvisorio o alla data di apertura della procedura di amministrazione straordinaria.
 
In sostanza, è stata ora inclusa anche l’ipotesi della liquidazione coatta amministrativa con esercizio provvisorio di cui all’articolo 206 della legge fallimentare e, soprattutto, ai fini della regolarità è stata eliminata la condizione dell’avvenuta insinuazione al passivo da parte degli Enti previdenziali per gli obblighi contributivi scaduti prima dell’autorizzazione all’esercizio provvisorio o del decreto di apertura della procedura.
 

Durc: critiche da Confimprenditori

Secondo Confimprenditori (Associazione nazionale che rappresenta imprenditori e liberi professionisti), nonostante le semplificazioni apportate, il Durc “toglie serenità alle piccole e medie imprese italiane”. In base al report elaborato dal centro studi dell’associazione “i tempi di rilascio variano dalle 24 ore di Treviso, ai cinque giorni di Bologna fino ai 30 giorni di Palermo”.
 
Confimprenditori ha, infatti, denunciato: “I tempi qui si ampliano e molti dei Durc possono rimanere negativi anche dopo aver sanato le posizioni debitorie per errori burocratici o irregolarità legali. Anche in questo caso la situazione appare piuttosto differente fra le regioni italiane: si passa dallo zero per cento di ritardi causati dalle inefficienze della burocrazia statale a Treviso, Verona, Mantova, Ragusa e Sassari al 5% di Pavia e Caserta, al 7% nelle province della Toscana, al 15-20% a Chieti, Pescara e Bari, al 30% di Vicenza al 90% dei Durc negativi a Palermo. Lentezza che provoca un danno alle piccole e medie imprese già vessate dalla crisi”.
 
L’Associazione ha stimato una perdita totale minima intorno agli 84 milioni di euro ogni anno. Mentre è pari a 140 milioni all’anno per i soli consulenti del lavoro che in Italia si attestano intorno alle 14mila unità.
 
Di fronte a questi dati il presidente di Confimprenditori Stefano Ruvolo ha chiesto a Tito Boeri, presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), l’istituzione di un tavolo tecnico per l’ottimizzazione del rilascio del Durc al fine di rendere su tutto il territorio nazionale un’omogeneità nella procedura di rilascio del documento.
 
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