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NORMATIVA

Ecobonus 65% in condominio, Renovate Italy: ‘includere le parti private dell’involucro’

di Paola Mammarella
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L’associazione chiede la cedibilità del credito alle banche e incentivi graduati per bonifica dall'amianto, acustica e impianti

Vedi Aggiornamento del 19/05/2017
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13/12/2016 – Estendere l’Ecobonus in condominio anche alle parti private dell’involucro dell’edificio e agli interventi sugli impianti e riconoscere la possibilità di cedere il credito alle banche. Secondo Renovate Italy, organizzazione che a promuove la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, sono questi i tasselli mancanti al sistema delle detrazioni fiscali per l’efficientamento degli edifici.
 
La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto dei bonus rafforzati per i condomìni, segnando un importante cambio di mentalità. Tuttavia non sono state recepite alcune richieste avanzate dagli addetti ai lavori.
 

Ecobonus 65%, parti private dell’involucro e impianti condominiali

Renovate Italy ritiene che tra gli interventi ammessi all’incentivo bisognerebbe includere anche quelli sulle parti private dell’involucro edilizio, sui serramenti e sulle coperture.
 
Come osservato dall’organizzazione, per ottenere il bonus più alto (75%), è necessario raggiungere un notevole miglioramento della prestazione energetica. Limitando gli interventi alle parti comuni dell’involucro questi standard potrebbero non essere raggiunti. Da qui l’esigenza, caldeggiata da Renovate Italy, di includere anche le parti private, le coperture e la sostituzione dei serramenti.
 
Per Renovate Italy, inoltre, in base alla definizione comunitaria di Edifici a energia quasi zero, bisogna intervenire anche sugli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria, garantendone la sicurezza e l’efficienza, ma anche installare impianti per lo sfruttamento delle fonti rinnovabili.
 

Ecobonus 65% e cessione del credito alle banche

La Legge di Bilancio consente al contribuente di non usufruire direttamente delle detrazioni per la riqualificazione energetica, ma di cedere il corrispondente credito ai fornitori o ad altri soggetti privati. Il vantaggio è che, invece di recuperare il costo degli interventi a rate negli anni successivi, sotto forma di detrazione Irpef, si riceve subito uno sconto dall’impresa.
 
Precedentemente solo i condòmini incapienti potevano avvalersi di questa possibilità, mentre adesso possono farlo tutti. Se, sostiene Renovate Italy, questa è una buona notizia, il divieto di cedere il credito alle banche e agli intermediari finanziari rappresenta un limite che “menoma fortemente le potenzialità della misura”.
 
Secondo Renovate Italy bisogna inoltre chiarire cosa si intenda per “altri soggetti privati”. “L'efficacia della cessione – si legge nel documento diffuso dall’organizzazione -  è tanto più elevata quanto più rende facile l'individuazione di soggetti capienti interessati ad acquistare la detrazione”.
 
Sull’argomento interverrà un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate. A detta di Renovate Italy il provvedimento dovrebbe consentire anche la cessione parziale, cioè che il fornitore o il privato acquisti solo alcune rate per far fronte ad eventuali problemi di capienza. In alcuni casi, l’obbligo dell’intera cessione potrebbe costituire un ostacolo dato che le somme da anticipare non saranno matginali.
 

Ecobonus flessibile per altri interventi

Gli incentivi per la riqualificazione dovrebbero riguardare, sostiene Renovate Italy, anche altre attività di miglioramento, come gli interventi di bonifica dall’amianto, protezione dal rumore, dal fuoco, risparmio idrico.
 
Gli incentivi e i massimali di detrazione, propone l’organizzazione, potrebbero essere definiti di volta in volta in funzione delle caratteristiche degli interventi e delle specifiche esigenze, ma si dovrebbero invece uniformare le procedure per ottenere i finanziamenti e cedere le detrazioni.
 
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