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ARCHITETTURA

#OpenTaranto, i vincitori del concorso idee

di Cecilia Di Marzo

Mate Soc.Coop., Stefano Boeri Architetti e Studio Bargone Architetti Associati

Vedi Aggiornamento del 10/02/2017

30/01/2017 - Mate Società Cooperativa, Stefano Boeri Architetti Srl e S.B.Arch. Studio Bargone Architetti Associati: sono questi i capigruppo dei team vincitori di #OpenTaranto, il concorso internazionale di idee per la riqualificazione della Città Vecchia di Taranto, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Puglia e Comune di Taranto e attuato da Invitalia, nell’ambito del Contratto Istituzionale di Sviluppo per l’area di Taranto.

La commissione ha valutato gli elaborati proposti, decretando i 3 vincitori che si aggiudicano un montepremi di 105.000 euro: 60.000 al primo classificato, 30.000 al secondo e 15.000 al terzo.
La commissione ha, inoltre, attribuito due menzioni speciali, a cui vanno 5.000 euro ciascuna:
- Mario Cucinella Architects Srl per il valore attribuito al coinvolgimento della cittadinanza nel processo di trasformazione e per la definizione di un solido impianto organizzativo per la sua implementazione
- Ove Arup & Partners International Limited per la profondità dell’analisi della pianificazione urbanistica e della stratificazione storica della città.

Dei 20 raggruppamenti che avevano superato la fase di preselezione, 18 hanno poi presentato la loro proposta a Invitalia entro la data prevista del 16 novembre 2016. Tutte le idee proposte hanno tracciato alcuni scenari possibili per l’isola della Città Vecchia, pensandola come un sistema da vivere pienamente, integrato nella complessità dell’area comunale e tenendo conto dell’evoluzione urbanistica, sociale ed economica e della sua non comune dotazione storica ed ambientale. Le idee presentate hanno affrontato in generale il tema del recupero di un più elevato livello della qualità della vita di questo quartiere, summa di sistemi urbani tenuti insieme dalla specifiche caratteristiche geografiche. Il rapporto col mare, la mobilità, la fruizione degli spazi aperti, l’uso della residenzialità pubblica, l’ambiente e l’attrattività sono stati i temi imprescindibili affrontati da quasi tutte le proposte presentate.

Il progetto 1° classificato, #legàmi_ordinari, di Mate Società Cooperativa, arch. Francesco Nigro, SPSK – arch. Emiliano Auriemma, arch. Carola Clemente, arch. Matteo Giannini, arch. Jose Maria Ezquiaga, prof. arch. Paola Eugenia Falini, ing. arch. Maria Cristina Petralla, arch. Daniele Frediani, “intende proporre la riqualificazione profonda della Città vecchia come strumento di riconnessione di elementi straordinari per qualificazione e dimensione di impatto, ricostruendo una trama di legàmi ordinari che ha nella Città vecchia la sua matrice ordinante, ovvero ridefinendo quei legàmi tra elementi di cittadinanza, oggi estranei, e parti di città che si confrontano sulle rive dei due mari senza avere corrispondenze virtuose. 

L’obiettivo di ricostruire #legàmi_ordinari tra i sistemi presenti sul territorio e quello che resta della Città vecchia è necessario per scongiurarne la conservazione passiva, la musealizzazione e la gentrificazione senza regole e per promuovere modelli di sviluppo economico e di turismo sostenibile, alternativi e vitali, utili alla costruzione di un modello da contrapporre all’inevitabile percorso di deindustrializzazione che rischia di desertificare un territorio ricco e vitale.
La proposta, secondo un approccio di misurata riqualificazione e rigenerazione, prevede interventi finalizzati a riannodare spazi, funzioni, relazioni e luoghi della Città vecchia e da questa verso le parti più recenti della città di Taranto".

Taranto Calling, 2° Classificato, è il progetto di Stefano Boeri Architetti Srl con Consorzio Uning Soc. Cons. Arl, Giuseppe Gagliardi, Sergio Scarcia, Antonio Pompeo Pio De Santis, Carmine Chiarelli, Chiara Sasso, Fabio Fusco, Pietro Laureano, Antonio Monte, Alessandro Francesco Cariello, Luigi Falbo, Rossella Ferorelli, Andrea Paone e Antonella Berardi.

“Il visibile sgretolamento della componente fisica dell’isola si accompagna allo sfaldamento della superstite comunità che la occupa e a partire da questo presupposto, i principi guida che hanno ispirato la proposta progettuale mirano più che al ripristino della comunità persistente nella Città Vecchia alla costruzione di una nuova, capace di raccogliere la sfida di rendere reversibile un fenomeno che mina i caratteri identitari dell’intera città.
La proposta progettuale declina tali obiettivi, attraverso una serie di interventi fisici e immateriali in grado di migliorare, in maniera trasversale, la qualità della vita attraverso l’implementazione dei servizi alla persona, i mezzi e le occasioni per la crescita del capitale sociale e relazionale che favorisce un processo indotto di mitigazione delle condizioni di marginalità. Riabitare Taranto significa descrivere una nuova forma spaziale-sociale dell’abitare che fa dello spazio pubblico l’asse portante della trasformazione, definendo una maggiore permeabilità e accessibilità, fuori e dentro l’isola, e costruendo un rapporto di continuità con il mare, troppo spesso negato”.

Il progetto 3° classificato è di S.B.Arch.- Studio Bargone Architetti Associati, Dott. Arch. Camillo Nucci, B5 Srl, Neostudio Architetti Associati, Sintagma Srl, 3ti Progetti Italia – Ingegneria Integrata Spa, Dott. Arch. Fernando Russo, Dott. Arch. Ferdinando Mazza, Dott. Arch. Giuseppe Francone, Dott. Arch. Davide Scrofani, Arch. Riccardo Russo.

“Il progetto propone la valorizzazione del patrimonio ambientale, culturale e creativo del territorio, costruendo un progetto integrato e multidisciplinare che investe tutte le componenti ambientali, urbane e sociali, favorendo l'innovazione, le peculiarità e le eccellenze autoctone, rivalorizzando la tradizione, la storia e l'arte.
Una rigenerazione diffusa ed integrata, quindi, che coinvolge la scala territoriale, il Mar Grande e la città storica, senza rinunciare al ridisegno contemporaneo dello spazio urbano.
Un complesso lavoro di riattivazione, capace di risvegliare l'identità condivisa della città e del suo futuro; un modello evoluto di città, un luogo urbano rinnovato, sintesi di innovazione e tradizione”.

Il concorso è stato funzionale all’identificazione di un piano degli interventi da realizzare: il Comune di Taranto può così estrarre ampi suggerimenti, modelli generali e progetti specifici dalle tante idee presentate in vista della costruzione del Piano degli interventi per il recupero. A tal fine, sarà avviata a breve una fase di presentazione e discussione di quanto emerso dalle proposte presentate, anche attraverso una mostra dei progetti ed un primo convegno, in cui la Città potrà confrontarsi con queste idee.

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