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NORMATIVA

Concessioni delle spiagge, il Governo riscrive le regole

di Alessandra Marra
Commenti 11217

Revisione dei canoni concessori e modalità di affidamento finalizzate a sostenibilità ambientale e tutela degli investimenti

Vedi Aggiornamento del 25/09/2017
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31/01/2017 – In arrivo nuove norme per le concessioni a fini turistici e ricreativi delle spiagge demaniali: cambieranno le modalità di affidamento, i limiti massimi di durata e i canoni concessori.
 
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge che delega il Governo al riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali, per favorire lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turistico-ricreativa nel rispetto della normativa europea.
 

Concessione spiagge: le nuove regole

La nuova norma rivede, in particolare, le modalità di affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio e dello sviluppo.
 
Il disegno di legge prevede che le concessioni vengano affidate riconoscendo e tutelando gli investimenti, i beni aziendali e il loro valore commerciale. Le procedure selettive dovranno assicurare imparzialità, trasparenza e pubblicità e dovranno tener conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi per finalità turistico-ricreative.
 
Dovranno anche essere stabiliti adeguati limiti minimi e massimi di durata delle concessioni entro i quali le Regioni potranno a loro volta fissare la durata delle stesse per assicurare un uso rispondente all’interesse pubblico.
 
Inoltre le Regioni, per garantire la pluralità e la differenziazione dell’offerta, potranno predisporre limitazioni sul numero massimo di concessioni negli ambiti territoriali di riferimento per singolo operatore economico.

Il ddl prevede anche l’aggiornamento delle procedure finalizzate al rafforzamento del sistema informativo demanio marittimo, anche mediante le tecnologie digitali dell’informazione e della comunicazione.
 

Concessioni demaniali: revisione dei canoni concessori

Il Governo è stato delegato anche alla revisione dei canoni concessori che dovranno essere determinati con l’applicazione di valori tabellari, tenendo conto della tipologia dei beni oggetto di concessione, anche con riguardo alle pertinenze e alle relative situazioni pregresse.
 
Nel caso di concessioni demaniali di più elevata valenza turistica, il canone è maggiorato e una quota, calcolata in percentuale sulle maggiori entrate annue rispetto alle previsioni di bilancio, destinata alla regione di riferimento.
 

Riordino spiagge: fase di transizione

La delega mira anche al superamento delle problematiche evidenziate dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 14 luglio 2016 in cui è stata dichiarata illegittima la proroga automatica delle concessioni demaniali per le spiagge in vigore nel nostro Paese fino al 2020, perché incompatibile con il diritto europeo.
 
Per assicurare la continuità dell’attività balneare, il Parlamento, con un emendamento al DL Enti Locali aveva comunque garantito la perdurante validità delle concessioni in essere fino all’effettivo riordino della materia.
 
Tuttavia proprio per le innovazioni che verranno introdotte dal ddl di rioridino, è previsto tra i principi e criteri direttivi un adeguato periodo transitorio per l’applicazione della disciplina
 

Concessione spiagge: bocciatura da Assobalneari

Assobalneari Italia boccia il disegno di legge dichiarando: "Abbiamo appreso venerdì i contenuti del testo ufficiale del Ddl riguardante le concessioni demaniali perché approvato a sorpresa nella seduta dell'ultimo Consiglio dei ministri, poiché in fase consultiva la bozza non ci è mai stato consegnata, nonostante le nostre richieste, per  poter avviare un confronto serio. Di fatto i principi in esso contenuti ci sono stati enunciati per sommi capi nel corso degli ultimi due incontri svolti al Ministero per gli Affari Regionali durante i quali Assobalneari Italia Federturismo Confindustria ha sostenuto con fermezza la richiesta di una proroga di trent'anni come  approvata dai paesi iberici a tutela delle loro imprese, consegnando  al ministro una esaustiva documentazione normativa e una nota  esplicativa a supporto".
 
"Noi di Assobalneari Italia, e credo di non sbagliare nel dire la stragrande maggioranza degli imprenditori balneari italiani, non esprimiamo un giudizio positivo su questo provvedimento, né ci dichiariamo fortemente preoccupati. Noi siamo indignati e totalmente insoddisfatti per il trattamento che ci viene riservato da chi ha approvato questo Disegno di Legge che, in modo inequivocabile, manda all'evidenza pubblica 30.000 piccole e medie imprese con il suo enunciato iniziale nel rispetto di norme europee non pertinenti con la nostra realtà imprenditoriale" ha concluso Assobalneari.
 
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