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Villa R3 ad Aci Castello: l'architettura sposa la natura
CASE & INTERNI

Villa R3 ad Aci Castello: l'architettura sposa la natura

di Cecilia Di Marzo

Fusione tra paesaggio e costruito nel progetto di Salvo Puleo

02/02/2017 - Dall'idea della fusione tra paesaggio e costruito nasce Villa R3 ad Aci Castello, il progetto di Salvo Puleo proiettato verso la massima integrazione del nuovo con il vecchio, attraverso un segno grafico destinato a ricongiungere piani sfalsati dettati da una conformazione del suolo particolarmente acclive.

L'intervento consiste nella riqualificazione di un secondo livello di un'elegante villa degli anni '80, situata in un complesso residenziale di tipo privato, tra i terrazzamenti degradanti delle colline catanesi, prospicienti sul mare, e nell'innesto di un corpo aggiunto a ridottissimo impatto ambientale, con l'obiettivo di valorizzare da un lato il patrimonio edilizio esistente e di dotare dall'altro un vecchio fabbricato delle più recenti e innovative tecnologie rivolte al contenimento dei consumi energetici e alla sostenibilità.

Le opere interessano principalmente i locali del secondo livello dell'esistente costruzione, i quali subiscono piccoli rimaneggiamenti con conseguente ridistribuzione interna degli spazi, in funzione dell'esposizione panoramica di alcune finestrature disponibili: la zona notte viene, quindi, ricavata tra i precedenti ambienti, mentre la continuazione del corridoio di ripartizione completamente realizzata a vetri, anche zenitalmente, segna l'innesto con la zona giorno contenuta in un nuovo volume costituito da una copertura prima piana poi inclinata con orientamento verso sud, ad accogliere pannelli fotovoltaici.

La scelta dei materiali verte verso l'utilizzo di materiali riciclabili e naturali, quali il metallo, il vetro, il legno, la pietra: la struttura portante è realizzata in profili di acciaio collegati tra loro e alla sola platea in cemento, mediante piastre bullonate.

L'involucro esterno è costituito sul lato a sud da pannelli prefabbricati, includenti il coibente e rivestiti in legno verso l'esterno e con pannelli di gesso verso l'interno; i restanti tre lati vengono invece chiusi mediante doppie lastre di vetro con camera interna dotata di gas argon, e profili minimal in alluminio a taglio termico.

Il caratteristico posizionamento del nuovo corpo su una porzione di terreno particolarmente ombreggiata e sui terrazzamenti in pietra lavica, associato all'utilizzo di materiali riflettenti su più lati garantisce un perfetto inserimento tra la florida vegetazione esistente, riducendo al minimo l'impatto del nuovo e garantendo, allo stesso tempo, un adeguato controllo dell'insolazione e dell'irraggiamento. Inoltre, la possibilità di quasi completa apertura degli infissi consente di allargare visivamente l'unico ambiente e di proiettarlo verso l'esterno in una continua fusione fra dentro e fuori.

All'interno, il soffitto in legno e un pavimento radiante sotto uno strato di resina cementizia assicurano un costante mantenimento delle condizioni termo-igrometriche soprattutto nel periodo invernale, durante il quale viene garantito il giusto riscaldamento dei locali grazie alla presenza di una caldaia a condensazione alimentata da pannelli fotovoltaici posti in copertura. L'oculata scelta di lampade a led assicura inoltre una regolare illuminazione artificiale nelle ore più tarde della giornata. Una rampa di gradoni lapidei contenuti da lamiere di ferro grezzo consentono l'accesso direttamente dal terrazzamento più basso in adiacenza con l'ingresso pedonale al complesso abitativo.

© Riproduzione riservata

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Altri commenti
Marco

Bell'articolo si. Ma si scrive digradante semmai. No "degradante", che significa altro.

Tito

In estate, considerate le temperature siciliane che superano facilmente i 40° C, i residenti dovranno andare in giro per casa des nudi. ?.