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FOCUS ARCHITETTURA E LUCE

Accesso in copertura: da obbligo ad opportunità

di Alessandra Marra
Commenti 14882

Come trasformare le prescrizioni normative per l’ispezione dei tetti in occasioni per il recupero dei sottotetti

Vedi Aggiornamento del 08/06/2017
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20/02/2017 – Le norme nazionali e regionali prescrivono che le nuove costruzioni siano progettate ed eseguite in modo che le azioni di verifica, manutenzione o di riparazione (dell'opera stessa e delle sue pertinenze, comprese le componenti tecnologiche), possano avvenire in condizioni di sicurezza per i lavoratori che effettuano tali lavori e per le persone presenti nell'edificio ed intorno ad esso.
 
Quindi, le nuove costruzioni (di qualsiasi tipologia d'uso: residenziale, commerciale, industriale, agricolo ecc) e gli interventi di ristrutturazione su edifici esistenti che comportino anche il rifacimento strutturale della copertura, devono garantire adeguate vie d’accesso al tetto (sia esso piano o inclinato) per garantire la manutenzione in sicurezza di camini, antenne, grondaie ecc.
 

Accesso alla copertura: obblighi di legge

La normativa oltre a prescrivere l’obbligo di accessibilità in copertura, fornisce le caratteristiche minime da rispettare per l'accesso al tetto:
- l'apertura orizzontale di accesso al sottotetto deve essere dimensionata sui prevedibili ingombri di materiali e attrezzature da trasportare e comunque non deve avere una superficie inferiore a 0,50 m2;
- l'apertura verticale di accesso alla copertura deve avere larghezza ≥ 0,70 m. e altezza di ≥ 1,20 m;
- l'apertura orizzontale o inclinata di accesso alla copertura deve avere superficie ≥ 0,50 mq;
- l’apertura orizzontale, se di forma rettangolare, deve avere il lato inferiore maggiore o uguale a 0,70 m (nelle vecchie costruzioni esso può essere ridotto a 0,65 m nel rispetto comunque della superficie minima prevista).
 
In presenza di vincoli costruttivi non eliminabili si potranno prendere in considerazione dimensioni diverse che, tuttavia, devono garantire un agevole passaggio delle persone e dei materiali.
 
Inoltre le norme prescrivono che l'accesso da aperture orizzontali o inclinate non deve comportare la rimozione dell'anta dalla sede in cui è incernierata allo stipite e il sistema di connessione dell'anta allo stipite deve essere tale da impedire il distacco accidentale dell'anta in posizione di apertura.
 
Infine l'anta dovrà essere provvista di meccanismo tale da evitare l'investimento improvviso e incontrollato del soggetto che la apre.
 

Accesso alla copertura: da obbligo a opportunità

L’obbligo di realizzare vie fisse per raggiungere le coperture degli edifici può, però, trasformarsi in un’opportunità progettuale per migliorare il comfort abitativo.
 
Soprattutto negli edifici residenziali, l'operazione d’inserimento di vie d’accesso per il tetto, se ben integrata nelle scelte tecniche e compositive, potrà comportare vantaggi come l’aumento della luminosità e della ventilazione.
 
Di conseguenza, conviene sfruttare l’accesso in copertura come punto luce, in modo che possa garantire ventilazione naturale e apporto luminoso anche quando non è utilizzato per raggiungere il tetto (cioè nella maggior parte del tempo).
 
Infatti, una finestra da tetto garantisce un fattore medio di luce diurna più alto  di una finestra verticale o di un abbaino e sfrutta maggiormente il cosiddetto “effetto camino” per la ventilazione degli ambienti.
 

Accesso in copertura: un’occasione per recuperare il sottotetto

Le finestre per l’accesso in copertura, oltre che rispondere alle diverse normative di sicurezza, possono soddisfare le esigenze di chi ha un sottotetto da recuperare.
 
In questi casi è bene che le finestre per tetti abbiano caratteristiche prestazionali adatte e certificate (prodotto modulare industriale in grado di offrire migliori garanzie e costi ridotti).
 
I serramenti devono garantire un’adeguata trasmittanza termica e la necessaria tenuta all'acqua e all'aria ( finestra impermeabilizzata e con barriera o freno al vapore per evitare condensa interstiziale).
 
Infatti, la trasmittanza termica di una finestra tiene conto di molti fattori come lo spessore dei vetri, lo spessore del vetro-camera e del gas inerte contenuto all’interno, la quantità di vetri e di camere, il trattamento basso-emissivo del vetro e il materiale e la tecnologia che compongono i telai.
 
Bisogna tener presente che spesso non è sufficiente che il serramento progettato abbia una bassa trasmittanza termica; è necessario anche che il punto di giunzione tra finestra e parete/tetto sia ben realizzato, per evitare non solo il ponte termico perimetrale, ma anche che possano esserci infiltrazioni o fenomeni di condensa interstiziale.
 
Una finestra con un buon livello di isolamento parte da valori intorno ai 1,3 W/mqK, ma se si vogliono raggiungere prestazioni migliori, si può optare per serramenti con 1,2 o 1,0 o anche 0,8 W/mqK.
 
Infine, le finestre per l’accesso in copertura devono porre la dovuta attenzione all'estetica; il serramento oltre che funzionale deve essere curato (qualità dei materiali e delle finiture) ed esteticamente gradevole.
 

Finestre per linea vita Velux

Le finestre per linea vita VELUX riescono a coniugare le necessità normative e le prestazioni funzionali.
 
Permettono l'accesso al tetto e hanno una larghezza netta maggiore di 70 cm  e un’area apribile utile maggiore di 0,5 mq. Le loro dimensioni sono quindi adatte ai prevedibili ingombri di materiali e attrezzature da trasportare.
 
In più le finestre per la linea vita, come le altre finestre per tetti VELUX, sono dotate di vetrate a elevate prestazioni energetiche e sono adatte anche per gli ambienti abitati.
 
Tra le finestre per l’accesso al tetto a battente con apertura manuale c’è VELUX GXL FK06 che garantisce un’alta efficienza energetica, un’area apribile utile 0,58 m², resistenza all’urto incidentale (secondo laUNI EN 13049:2009 Classe 3), vetro stratificato di sicurezza Classe 1B1 e vetro temprato esterno P2A e apertura a libro a 85°.
 

Tra le finestre da tetto a vasistas con apertura manuale c’è VELUX Linea vita GTL/GTU, ad alta efficienza energetica, con area apribile utile 0,84 mq (apertura netta 70x120 cm), resistente all’urto incidentale (UNI EN 13049:2009 Classe 3), vetro stratificato di sicurezza Classe 1B1 e vetro temprato esterno P2A e apertura a vasistas fino a 67° grazie a 2 maniglie posizionate sulla parte alta della finestra.
 
In più è dotata di barra di ventilazione a finestra chiusa e filtro blocca polvere e insetti e rotazione del battente di 180° per la pulizia del vetro esterno.

 
Un'altra finestra da tetto a vasistas della linea vita è GPL VELUX MK06 con apertura netta di 70 x 77 cm (area apribile utile 0,54 m2), apertura di 45°, fabbricata con legno di alta qualità (o in legno con finitura in poliuretano bianco nella versione GPU), vetro stratificato interno di sicurezza per ambienti abitati, con ottima prestazione isolante e installabile in tetti con inclinazione compresa tra 15° e 55° e su richiesta anche con inclinazioni superiori fino a 75°.
 

Per i tetti piani c’è Finestra cupolino | Cxp, dotata di apertura a vasistas manuale fino a 65° aiutata da due pistoni. Per ragioni di sicurezza il battente si blocca automaticamente quando la finestra cupolino è aperta.
 

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