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FOCUS ARCHITETTURA E LUCE

La luce zenitale in architettura

di Alessandra Marra
Commenti 15769

Progettare l’illuminazione naturale per migliorare il comfort abitativo degli edifici

Vedi Aggiornamento del 23/06/2017
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27/02/2017 – “L'architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico, dei volumi assemblati nella luce”; ad affermarlo Le Corbusier per evidenziare come l’architettura e la luce naturale siano legate indissolubilmente l’una all’altra tanto che la prima non potrebbe esistere senza la seconda.
 

Luce naturale nella storia dell’architettura

La luce naturale è stata usata per secoli come fonte primaria d’illuminazione all’interno degli spazi abitati ed è sempre stata parte integrante della progettazione architettonica.
 
Una testimonianza antica del ruolo della luce naturale in architettura è offerta dal De Architectura di Vitruvio nel quale lo studioso evidenzia l’importanza dell’orientamento e dell’irraggiamento nella progettazione di un edificio.
 
Anche nel Rinascimento la luce naturale ha condizionato il progetto architettonico, non solo per la funzione illuminante ma anche per la creazione di un effetto estetico sull’ambiente illuminato.
 
Le potenzialità della luce naturale, dopo esser state accantonate nel 900 per via della crescente disponibilità di energia elettrica a basso costo (tranne che per i grandi maestri dell’architettura come Le Corbusier, Scarpa, Kahn, ecc), vengono oggi riscoperte e valorizzate da tutti i progettisti.
 
Oggi la luce naturale torna ad avere un ruolo sempre più centrale nel progetto architettonico, diventando essa stessa un materiale per l’architettura, al pari degli altri materiali impiegati per definire gli ambienti interni e gli involucri edilizi.

Di conseguenza tutti, tecnici e non, riconoscono il ruolo centrale della luce nello scandire lo spazio (buona progettazione degli ambienti) e il tempo (percezione del trascorrere delle giornate e dell’alternarsi delle stagioni).


 

I benefici della luce naturale

Un uso consapevole della luce naturale negli edifici è un elemento imprescindibile in una buona progettazione che mira al benessere psicofisico degli occupanti. A livello fisiologico, infatti, l’esposizione alla luce naturale favorisce la produzione di serotonina (ormone responsabile del benessere) e riduce la concentrazione di ormoni responsabili dello stress.

Inoltre, una corretta illuminazione naturale aiuta a ridurre i consumi energetici e i costi di gestione degli immobili, limitando il ricorso alla luce artificiale (solo in assenza di luce solare) e al riscaldamento.
 
Infine una progettazione attenta alla luce influisce anche sui prezzi degli edifici e sulle scelte degli acquirenti, poiché gli appartamenti luminosi sono i più ambiti in una compravendita. 
 

Progettare con la luce naturale

Parlare di luce naturale in architettura significa, pertanto, modellare lo spazio dandogli carattere e riconoscibilità, sfruttando al massimo le possibilità di illuminare gli ambienti, andando oltre il semplice rispetto della normativa.
 
Infatti, per ciò che concerne la corretta illuminazione e il giusto riciclo d’aria, il DM 5 luglio 1975  stabilisce che “per ciascun locale d’abitazione, l’ampiezza della finestra deve essere proporzionata in modo da assicurare un valore di fattore di luce diurna medio non inferiore al 2% e comunque la superficie finestrata apribile non dovrà essere inferiore a 1/8 della superficie del pavimento”.
 
Il limite minimo (1/8 della superficie e Fmld = 2%) imposto dalla normativa, però, non implica sempre che l’ambiente risulti ben illuminato. Quando si parla di Fmld bisogna considerare che il 2% è un valore discreto ma una stanza ben illuminata ha un Fmld del 4/5%. Quindi, quando è possibile, si preferisce optare per valori superiori a quelli minimi sfruttando al massimo le pareti esterne e la copertura.
 
L’impiego della luce naturale impone, in fase progettuale, uno studio approfondito delle soluzioni, valutate in base alle esigenze visive e alle attività da svolgere. Di conseguenza per un progettista può essere molto utile affiancare alla progettazione preliminare architettonica una progettazione illuminotecnica naturale che garantisce di ottenere spazi vivibili ed energeticamente sostenibili.
 
Le condizioni di comfort visivo, in particolare, costituiscono il presupposto per una progettazione ottimale, riguardante la luce artificiale ma soprattutto quella naturale. In particolare per quest’ultimo caso l’approccio progettuale è certamente più complesso in quanto l’illuminazione naturale, a differenza di quella artificiale, può variare molto in funzione del clima e delle stagioni.
 
Inoltre, è sempre necessario tenere conto delle caratteristiche architettoniche dell’edificio, soprattutto del suo orientamento, di quello delle superfici trasparenti e, in prossimità di queste, della presenza di edifici o di altri tipi di ostruzioni.
 

Progettare l’illuminazione: come sfruttare la luce zenitale

La progettazione della luce naturale potrebbe risultare più facile in ambienti come mansarde e sottotetti in cui sono limitate alcune delle problematiche dovute all’orientamento o all’ombreggiamento di altre costruzioni.
 
L’ultimo piano, infatti, è l’area dell’edificio nella quale ogni camera può avere condizioni ottimali di luce, indipendentemente dall’orientamento, se si sfrutta la luce zenitale proveniente dall’alto (finestre da tetto o lucernari).  
 
Una mansarda può garantire prese di luce diretta dal cielo e l’opportunità di avere finestre supplementari in posizione alta, cosa che incide positivamente, oltre che sull’aspetto illuminotecnico, anche sulla ventilazione naturale e sulla qualità dell’aria degli ambienti.
 
Infine un attico, rappresentando la sommità di un edificio ed essendo solitamente rivolto per la maggior parte delle sue superfici alla volta celeste, non viene influenzato dalla riflessione esterna dovuta ad ostacoli circostanti. Tutto questo lo rende certamente più appetibile in termini di vendibilità.

L’ultimo piano è stato per molto tempo sottovalutato in Italia e utilizzato più come soffitta che come spazio abitabile. Dalla fine degli anni ‘90, in parte a causa della saturazione dei centri urbani e dei costi sempre più alti delle case, ma anche grazie ad apposite leggi regionali che ne hanno incentivato il recupero, i sottotetti sono stati sempre più spesso oggetto di ristrutturazioni che li hanno trasformati in spaziosi appartamenti o in estensioni del piano inferiore.
 
Molti progettisti, ispirandosi ai grandi dell’architettura, hanno colto le opportunità che la luce zenitale offre nella composizione di un progetto, sia esso di costruzione o di ristrutturazione.
 

Luce zenitale in architettura: il Green Lighthouse

Il legame tra luce ed architettura è evidente in molti progetti di edifici moderni, soprattutto in quelli realizzati secondo i principi dell’architettura sostenibile. Un esempio innovativo di edilizia pubblica sostenibile è Green Lighthouse, un edificio universitario inaugurato il 20 ottobre 2009 a Copenhagen.

 
Green Lighthouse, nuovo punto di riferimento per gli studenti della facoltà di Scienze dell’Università di Copenhagen, è il primo edificio pubblico danese a zero emissioni e rappresenta un esempio di collaborazione efficiente fra pubblico e privato. Alla realizzazione del progetto hanno collaborato il Ministero danese della Scienza, della Tecnologia e dell’Innovazione, l’Università di Copenhagen, la città di Copenhagen e i produttori di finestre VELUX e VELFAC.


Perno del progetto è il sole, principale fonte energetica della struttura; il nome, infatti, significa letteralmente “Faro Verde”. L’edificio misura 950 mq e si autoalimenta, produce cioè l’energia che consuma. Questo è possibile grazie alla combinazione di fonti energetiche rinnovabili quali l’energia solare, le pompe di calore geotermiche e i solai termoattivi.


Green Lighthouse è espressione di un’architettura di qualità e di un’edilizia ecosostenibile, dove la luce naturale è protagonista. La ventilazione naturale assicura inoltre un clima interno ottimale e salubre. Grazie a un attento studio energetico e a una progettazione architettonica innovativa, il campus consuma il 75% di energia in meno rispetto a un edificio costruito secondo gli standard attuali. Il campus è quindi classificato come edificio basso-emissivo in categoria 1, secondo il regolamento edilizio danese (BR08).
 

“Con Green Lighthouse abbiamo dimostrato che costruire un edificio a zero impatto ambientale non è fantascienza, ma semplice espressione di buon senso” – commenta Lykke Friirs, pro-rettore dell’Università di Copenhagen.
 
Partner strategico del progetto è stato il Gruppo VELUX. Per Jørgen Tang-Jensen, CEO VELUX “Green Lighthouse dimostra come sia possibile progettare edifici che, oltre ad essere funzionali, abbiano un minimo impatto sull’ambiente. Abbiamo realizzato un edificio ecosostenibile che presenta condizioni ottimali di illuminazione e ventilazione naturali, utilizzando componenti e materiali già disponibili sul mercato”.
 
La luce sarà protagonista indiscussa anche dell’iniziativa Talk di Architettura e Luce, 4 giorni di incontri con i grandi nomi dell’Architettura, all’interno dello Spazio VELUX al MADE EXPO (Pad 4 Stand A23 C28), per approfondire il legame inscindibile fra Architettura e Luce naturale. 

Il programma vedrà alternarsi 4 relatori d’eccezione, che si confronteranno sul tema ‘Progettare con la luce naturale’ Stefano Boeri, Cino Zucchi, Piuarch, bergmeisterwolf architekten. Gli architetti racconteranno al pubblico la propria ricerca e il proprio approccio progettuale nello studio dell’illuminazione in termini di comfort visivo, sostenibilità e bellezza. 

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