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NORMATIVA

Correttivo Appalti, dai professionisti ‘giudizio in chiaroscuro’

di Paola Mammarella
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Ingegneri e architetti favorevoli al Decreto Parametri obbligatorio, ma non alle aperture sull’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 14/04/2017
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15/02/2017 – Il Correttivo al Codice Appalti introduce novità positive, ma ci sono anche diverse criticità. È il “giudizio in chiaroscuro” dato alla bozza di decreto dal mondo delle professioni. Se da una parte è stato accolto con favore il ritorno del decreto Parametri obbligatorio, dall’altra i professionisti pensano che il testo del correttivo abbia fatto dei passi indietro.
 

Correttivo Appalti, la posizione degli Ingegneri

Per il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI), la reintroduzione dei parametri contenuti nel DM 17 giugno 2016 come criterio obbligatorio per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara non è solo un passo avanti per la dignità dei professionisti, ma apre la strada alla reintroduzione delle tariffe nei lavori privati. “Sul tema, molto sentito dagli Ingegneri Italiani - ha affermato il presidente Armando Zambrano - il CNI sta lavorando per superare il provvedimento di abolizione delle tariffe professionali e la reintroduzione di parametri di riferimento abbinate a definiti standard delle prestazioni professionali”.
 
Zambrano ha invece espresso contrarietà alle modifiche apportate all'articolo 59 del Codice, che “di fatto riaprono le porte all'appalto integrato, in palese contrasto con la delega attribuita dal Parlamento al Governo. Se fosse confermato il testo dell'articolo 24 del Correttivo, di fatto sparirebbe uno dei principi cardine del Nuovo Codice e cioè la distinzione tra progettazione ed esecuzione”.
 
Sul Correttivo si è pronunciato anche Michele Lapenna, Consigliere tesoriere del CNI con delega ai lavori pubblici, sottolineando che “la mancanza di un riferimento all'obbligatorietà del contributo integrativo per le società di ingegneria rischia di creare una disparità tra gli operatori del mercato dei servizi di ingegneria e architettura”.
 

Correttivo Appalti, cosa ne pensano gli Architetti

Generalmente positivo anche il parere del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (Cnappc) sul primo testo del Correttivo.
 
Rino La Mendola, vicepresidente e coordinatore del Dipartimento Lavori pubblici, si è soffermato su alcuni aspetti considerati migliorativi, come l’obbligo di utilizzare il Decreto Parametri che “ristabilisce regole certe per il calcolo dei corrispettivi da porre a base di gara negli affidamenti di servizi di architettura e ingegneria e scongiura il rischio che l’eccessiva discrezionalità delle stazioni appaltanti”.
 
Bene, secondo La Mendola, anche “l’alleggerimento degli elaborati dei concorsi di progettazione, attribuendo solo al vincitore l’onere di raggiungere il livello di progetto di fattibilità tecnica ed economica e contribuendo così a rilanciare gli stessi concorsi”. Il Cnappc si è detto anche disponibile a fornire gratuitamente una piattaforma informatica per “diffondere il concorso quale migliore strumento per l’affidamento degli incarichi di progettazione”.
 
Secondo il Cnappc, bisognerebbe invece apportare delle modifiche per “chiarire meglio le procedure di affidamento dei livelli successivi della progettazione al vincitore di un concorso e per ridurre l’impatto del cosiddetto accordo quadro sui servizi di architettura e ingegneria”.
 
Anche il Cnappc si è dimostrato infine molto scettico sulla reintroduzione dell’appalto integrato.
 
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