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NORMATIVA

Correttivo Appalti, il nuovo testo domani in Consiglio dei Ministri

di Paola Mammarella
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Ministro Graziano Delrio: ‘Accolte le richieste degli operatori. Consultazioni e approvazione entro il 18 aprile’

Vedi Aggiornamento del 24/02/2017
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16/02/2017 – Approderà domani sul tavolo del Consiglio dei Ministri la bozza del decreto Correttivo del Codice Appalti. Si tratta di un testo che ha già superato quello circolato nei giorni scorsi e che ha tenuto in considerazione alcune delle segnalazioni degli operatori.
 
L’annuncio è arrivato dal Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Graziano Delrio, intervenuto in audizione di fronte alle Commissioni riunite Ambiente della Camera e Lavori Pubblici del Senato.
 

Correttivo Appalti, l’iter del testo

La bozza su cui domani si svolgerà la prima informativa del Consiglio dei Ministri, ha specificato Delrio, “rappresenta solo un testo preliminare che ha davanti a sé ancora diversi passaggi”.
 
Dopo la presentazione in CdM, la bozza sarà pubblicata sul sito del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, che fa capo a Palazzo Chigi. Partiranno quindi le consultazioni con gli stakeholders e bisognerà sentire il parere dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). Successivamente il testo sarà sottoposto alla Conferenza Unificata e delle Regioni e passerà alle Commissioni parlamentari competenti. “Il tutto – ha aggiunto Delrio - entro la scadenza del 18 aprile”.
 
Anche se la bozza non è ufficiale, il Ministro Delrio ha precisato che “rappresenta comunque il frutto di consultazioni informali e formali effettuate dalla cabina di regia e recepisce le prime difficoltà riscontrate nell’applicazione del decreto nel corso di quest’anno”. Ma non solo, perché “è stato fatto un grosso lavoro con il Consiglio di Stato sui decreti attuativi che ha permesso di mettere a fuoco le criticità”.
 

Correttivo Appalti, critiche al Governo

Durante l’audizione sono state espresse critiche al Governo non solo dalle opposizioni, ma anche all’interno del Partito Democratico.
 
La posizione più dura è stata quella del Senatore PD Stefano Esposito, che ha evidenziato come il correttivo stravolga la portata del Codice Appalti andando in senso opposto rispetto alle indicazioni del Parlamento. “Dopo un anno – ha affermato -  si interviene con il correttivo quando ci sono solo 9 linee guida su 14 dell’ANAC, il MIT sta ancora lavorando ai propri decreti e non si è ancora partiti con la qualificazione delle stazioni appaltanti. Ma nel correttivo aumentano i soggetti che non dovrebbero qualificarsi, ad esempio la motorizzazione e le città metropolitane”. Esposito ha bollato come “errore” anche la revisione del subappalto e ha concluso sostenendo che si corre il rischio di tornare indietro.
 
L’on. Tino Iannuzzi (PD) ha chiesto al Ministro un quadro aggiornato dell’attuazione del Codice e una serie di chiarimenti sulla possibilità di dotare le strutture appaltanti di adeguati fondi per la progettazione e l’esigenza di affermare in modo più chiaro la non assoggettabilità al ribasso degli oneri di sicurezza.
 
Il senatore Marco Filippi (PD) ha chiesto che le correzioni non implichino una marcia indietro sul divieto di introdurre deroghe alle procedure ordinarie, ma soprattutto di evitare “rammendi e stratificazioni normative tali da rendere la norma incomprensibile”.
 
Il Senatore PD Salvatore Margiotta, pur ammettendo che l’appalto integrato possa a volte essere necessario, ha raccomandato attenzione perché le forme di bando in deroga non possono diventare la norma.
 
Il senatore Jonny Crosio (LN-Aut) ha sottolineato che, nella fase di approvazione del Codice Appalti, il Governo non ha tenuto conto dei pareri delle Commissioni. Molti degli emendamenti non accolti avrebbero, a suo avviso, evitato il Correttivo.
 
Il senatore Andrea Cioffi (M5S), oltre al ritardo sui provvedimenti attuativi, ha criticato “l’arretramento” su appalto integrato, subappalto, limiti per i concessionari e deroghe in caso di emergenza. Su quest’ultimo punto ha chiesto di chiarire cosa si intenda per emergenza e quali opere sono ammesse in questo ambito.
 
Per l’on. PD Federico Massa, al contrario, non è possibile stabilire con precisione cosa sia l’emergenza. “Il subappalto nei limiti si può fare – ha aggiunto – In relazione al limite dell’offerta economicamente più vantaggiosa, se l’importo delle opere è eccessivamente basso si pone il problema di come effettuare la valutazione. Per non complicare le cose bisogna quindi evitare un’eccessiva regolamentazione”.
 
“Non scarichiamo sul codice colpe che il codice non ha – ha spiegato l’on PD Roger De Menech – Se si punta alla qualità della progettazione, occorre fare in modo che gli enti siano messi in condizione di progettare bene. Si deve aprire una riflessione per mettere in moto nella PA meccanismi volti alla creazione di fondi di rotazione interni”.
 

Correttivo Appalti, la replica del Ministro Delrio

“In questi ultimi mesi ci sono stati eventi esterni che hanno rallentato i lavori, su tutti le dimissioni del Governo” ha risposto il Ministro Delrio.
 
“Il Codice rappresenta un salto di qualità per il Paese – ha puntualizzato - Un elemento così importante necessita di tempo per l’attuazione, già nell’ultimo anno ha registrato un aumento degli incarichi di progettazione del 50%”.

“Sono i lavori pubblici avviati che danno il senso dell’incremento del lavoro – ha continuato, sottolineando che “gli altri paesi fanno il 10% del massimo ribasso, qui in Italia il 70%”.
 
“Sicuramente – ha assicurato - resta una priorità dare meno deroghe possibili. Il G7 è un evento straordinario mentre per il terremoto non sono state disposte deroghe. La definizione di emergenza - ha poi precisato - è contenuta nelle leggi e nelle ordinanze della Protezione Civile”.
 
Il Ministro ha concluso il suo intervento sottolineando “l’importanza di non creare una babele di normative e restare nella linea della riforma che il Parlamento ha voluto e delineato”.
 
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