Carrello 0
PROGETTAZIONE

Concorso scuole innovative, In/Arch: ‘gestione inaccettabile’

di Paola Mammarella
Commenti 13430

L’Istituto Nazionale di Architettura chiede al Ministero dell’Istruzione chiarezza su una condotta che causa perdita di fiducia tra i professionisti

Vedi Aggiornamento del 06/11/2017
Commenti 13430
22/02/2017 - Che fine ha fatto il concorso di idee “Scuole Innovative”, bandito a maggio 2016 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) per la progettazione di 51 edifici scolastici all’avanguardia?

È la richiesta di In/Arch, Istituto Nazionale di Architettura, che ha scritto una lettera al Miur denunciando una “imbarazzante gestione” del concorso. I progettisti che hanno partecipato al concorso aspettano da mesi che i progetti presentati vengano valutati da una commissione, ma al momento tutto sembra in stand-by.
 

In/Arch: serietà e tempi certi nei concorsi di architettura

“Come In/Arch, si legge nella lettera, avremmo preferito un vero e proprio concorso di progettazione anziché un semplice concorso di idee, che consentisse di affidare con certezza ai vincitori l’incarico per lo sviluppo del progetto. Tuttavia abbiamo ritenuto questa iniziativa di grandissimo interesse".
 
“Abbiamo sempre sostenuto i concorsi di architettura - continua la lettera - che consideriamo il miglior strumento per affidare un incarico di progettazione, soprattutto in materia di opere pubbliche. La scelta tra progetti e non tra progettisti, il confronto fra alternative di progetto garantisce la qualità delle trasformazioni del territorio. Per tali ragioni i concorsi di architettura devono essere gestiti con serietà e trasparenza, con scadenze certe, giurie competenti, procedure efficaci".
 

Scuole innovative, In/Arch denuncia una gestione inaccettabile

“Il Miur - ricorda In/Arch - ha prima rinviato la data ultima per la consegna degli elaborati dal 31 agosto al 12 ottobre. Poi ha fatto ulteriormente slittare questa scadenza al 31 ottobre. I progettisti italiani hanno risposto con entusiasmo a questa iniziativa. Sono state presentate 1.238 proposte progettuali, testimonianza di un grandissimo impegno, anche sul piano economico”.

“Nel settembre 2016 il Miur ha comunicato che la prima riunione della giuria si sarebbe svolta l'8 novembre 2016. Il 7 novembre sul sito ufficiale del concorso viene pubblicata una comunicazione con la quale si informa che la prima riunione della giuria è rinviata a data da destinarsi”.
 
“Dopo quasi quattro mesi - denuncia In/Arch - non si ha più alcuna notizia sugli sviluppi del concorso. Non sappiamo se la giuria è stata nominata, da chi è composta, quando si prevede la proclamazione dei vincitori”.
 
“Quanto ancora si dovrà ancora aspettare – chiede In/Arch - considerando che la commissione giudicatrice, che non ha ancora cominciato a lavorare, dovrà esaminare e giudicare ben 1.238 progetti? Perché non si rispettano le prescrizioni del Bando di Concorso, che rappresenta a tutti gli effetti un contratto tra l’ente promotore ed i partecipanti?”.
 

In/Arch: i professionisti perdono fiducia nei concorsi

Secondo In/Arch, i ritardi del Miur stanno provocando tante conseguenze negative, tra cui “una generale perdita di fiducia da parte di committenti e progettisti italiani nei confronti dello strumento del concorso”.
 
In/Arch ha quindi chiesto un intervento rapido per fare chiarezza sulla situazione e illustrare le ragioni della protesta. 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
roberto miniero

“I professionisti perdono fiducia nell’istituto dei concorsi”…. è vero, ma non soltanto a causa del mancato rispetto delle scadenze! Da professionista aggiungo che l’approssimazione e la superficialità (per non dire, purtroppo, anche l’inesperienza e l’inadeguatezza) delle commissioni giudicatrici ed in generale l’assoluta mancanza di trasparenza sono i principali motivi che scoraggiano i progettisti dal partecipare. Si guardi, ad esempio, il concorso “gemello” delle periferie da riqualificare, aggiudicato in tempi record: 220 progetti sono stati esaminati e giudicati in una manciata di ore, vale a dire che sono stati dedicati pochi minuti per ogni proposta presentata! Poiché si trattava di dieci aree differenti, caratterizzate ciascuna da condizioni e situazioni completamente diverse, il tempo complessivamente dedicato dalla giuria al suo compito, a mio avviso, non era neppure sufficiente a capire i dati di partenza di ciascuna area messa a concorso, figuriamoci delle ventidue (in media) ipotesi progettuali per ciascuna di esse! Ancor più grave reputo l’opacità e la non trasparenza delle procedure: perché non vengono pubblicate in rete (che peraltro è una pubblicazione a zero costi) TUTTI i progetti presentati? Il concorso, soprattutto di idee, ha una valenza culturale, non è soltanto il modo per acquisire il miglior progetto a basso costo a solo vantaggio della P.A.! Il concorso è utile se alimenta il dibattito culturale e disciplinare, non mi interessa conoscere nome e progetto del vincitore se ignoro anche i nominativi di chi ha partecipato! I concorsi per le canzoni e per la cinematografia sono pubblici, perché quelli di architettura non lo sono?