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NORMATIVA

Livelli di progettazione, le manutenzioni escono dal decreto

di Paola Mammarella
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Resta, nonostante le contestazioni, il progetto di fattibilità tecnica ed economica in due fasi. Più in evidenza le attività di prevenzione

Vedi Aggiornamento del 21/04/2017
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20/03/2017 – La bozza di decreto sui livelli di progettazione aggiusta il tiro. Complici i lavori per il correttivo al Codice Appalti, le richieste del Consiglio di Stato e quelle delle Regioni, i contenuti sono stati modificati e riorganizzati.
 
Il testo che il Governo sta per inviare alle Regioni perde qualche pezzo, come le attività di manutenzione, mette in evidenza la prevenzione tra i criteri per la progettazione ed elimina alcune indagini preventive, considerate “troppe” dal Consiglio di Stato.
 

Opere di manutenzione

Le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, dalle più semplici alle più complesse, saranno regolamentate con un decreto del Consiglio superiore dei lavori pubblici (Cslp). A prevederlo è stata la bozza di decreto correttivo al Codice Appalti (D,lgs. 50/2016), di conseguenza i riferimenti alle manutenzioni sono stati cancellati dalla bozza del decreto sui livelli di progettazione.
 
Tutto è iniziato perché il nuovo Codice Appalti ha previsto l’obbligo di mandare in gara il progetto esecutivo. Una richiesta che molti enti locali hanno considerato troppo onerosa, soprattutto per alcune manutenzioni minori. Il correttivo ha quindi previsto che le gare per l’affidamento di interventi di manutenzione potranno essere bandite sulla base di un progetto semplificato, i cui contenuti saranno definiti con il decreto del Cslp. Per definire il livello di semplificazione, il decreto terrà conto del tipo di manutenzione (ordinaria o straordinaria) e dell’importo dei lavori. Fino all’arrivo del decreto del Cslp, ci sarà un periodo transitorio in cui le manutenzioni potranno andare in gara col progetto definitivo, anzichè con quello esecutivo, a condizione che contenga una relazione generale, i prezzi unitari delle lavorazioni, il computo metrico estimativo e il piano di sicurezza e coordinamento. Dalle semplificazioni saranno esclusi gli interventi che prevedono la sostituzione di elementi strutturali.
 

Progetto di fattibilità tecnica ed economica in due fasi

Il decreto prevede tre livelli di progettazione (progetto di fattibilità tecnica ed economica, progetto definitivo e progetto esecutivo) e dà la possibilità di redigere il progetto di fattibilità tecnica ed economica in due fasi.
 
Nonostante il Consiglio di stato abbia criticato questa scelta, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha deciso di mantenerla. Nella prima fase si individuerà il progetto, potendo fare ricorso anche al dibattito pubblico per consultare le comunità coinvolte dalla realizzazione dell’opera. In alternativa si potrà raggiungere l’“opzione zero” nel caso in cui ci si renda conto che è più conveniente non realizzare l’opera. Nella seconda fase si svilupperà il progetto di fattibilità scelto.
 
Sono state in compenso tagliate, come richiesto dal CdS, alcune indagini preventive. Il decreto individuerà quindi gli elaborati minimi indispensabili, che le Stazioni Appaltanti potranno integrare a seconda dei casi.
 

La prevenzione nei criteri di progettazione

Su richiesta del Consiglio di Stato, il testo è stato riorganizzato per essere più snello e facilmente consultabile. Nell’articolo dedicato ai criteri generali per la progettazione sono stati messi più in evidenza i criteri di sismo-resistenza, riduzione dei rischi naturali e antropici, cioè sismico, idrico, idraulico e idrogeologico.
 
Tra i criteri che la progettazione dovrà possedere vengono inoltre sottolineati la riduzione del consumo di suolo e la rigenerazione urbana.
 
Ma non solo, perché la progettazione dovrà anche fare attenzione ai rifiuti, minimizzando la loro produzione e prevedendo il recupero degli scarti prodotti durante la realizzazione dell’opera.
 
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