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PROFESSIONE

Rischio sismico: solo architetti e ingegneri possono attestarlo

di Alessandra Marra
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Geometri e Periti, esclusi dalle diagnosi sugli edifici, chiedono al Ministro Delrio di correggere il provvedimento

Vedi Aggiornamento del 12/04/2017
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03/03/2017 – Le diagnosi sismiche degli edifici sono appannaggio solo di ingegneri e architetti; fuori dal meccanismo di certificazione del Sismabonus geometri e i periti industriali.
 
A prevederlo il DM di approvazione delle Linee Guida per la classificazione sismica degli edifici, firmato lo scorso 28 febbraio dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che all’articolo 3 si esprime sulle competenze dei soggetti deputati ad effettuare le diagnosi. 
 

Diagnosi sismiche: solo ingegneri e architetti

All’articolo 3, infatti, si legge: “l'efficacia degli interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico è attestata dai professionisti incaricati della progettazione strutturale, direzioni dei lavori delle strutture e collaudo statico in possesso di laurea in ingegneria o in architettura secondo le competenze del DPR 328/2001 e iscritti ai relativi ordini professionali di appartenenza”.
 
In più il modello precompilato per l’asseverazione (Allegato B) contempla solo due possibilità da spuntare per il professionista: ingegnere/architetto.
 
In questo modo il DM limita il panorama dei professionisti competenti per il rilascio degli attestati necessari per la concretizzazione degli effetti fiscali previsti dal Sismabonus.
 

Classificazione sismica: esclusi geometri e periti

Questa limitazione sembra, però, in conflitto con le Linee guida, improntate da subito alla massima semplicità, proprio per aprire il più possibile il mercato di imprese e professionisti.
 
Oltretutto, la scelta di non includere i geometri e i periti industriali tra i professionisti abilitati all’attestazione del rischio sismico degli edifici è in controtendenza rispetto alle ultime ordinanze della Protezione Civile sulle operazioni di verifica di agibilità post sisma. 
 
Infine, come evidenziato dal Consiglio Nazionale Geometri (CNGeGL) e dal Consiglio Nazionale Periti Industriali (CNPI) “ non spetta a un Decreto Ministeriale esprimersi sulle competenze professionali”.
 

Rischio sismico: CNGeGL e CNPI chiedono di attestarlo

Il Presidente del CNGeGL Maurizio Savoncelli e il Presidente del CNPI Giampiero Giovannetti  si sono subito mobilitati, inviando al Ministro Delrio una lettera con la richiesta di un immediato correttivo al provvedimento.
 
Maurizio Savoncelli ha dichiarato: “La normativa vigente è esaustiva e definisce in maniera chiara le nostre competenze. C'è, poi, da considerare che le linee guida allegate al decreto regolano una procedura semplificata, per i piccoli interventi sugli edifici in muratura, che si lega perfettamente alle nostre competenze. Sono sicuro che ci sarà la correzione di questa formulazione impropria”.

Giovannetti ha dichiarato: “Dispiace che questa dimenticanza provenga da un Ministero che dovrebbe sapere perfettamente che gli iscritti all’albo dei periti industriali, in coerenza con la specializzazione posseduta e con le competenze attribuite dalla legge, svolgono un’attività professionale che spazia nei vari campi della tecnica ingegneristica, inclusa quella edilizia”.
 
“Siamo certi”, ha chiuso quindi Giovannetti "che si tratta di una semplice svista e per questo chiediamo una modifica urgente dell’articolato rimandando alle competenze attribuite dalla vigente normativa la titolarietà delle attività previste e precisando eventualmente che i professionisti siano iscritti ai relativi Ordini e Collegi professionali. In questo modo verranno ad essere eliminate le improprie limitazioni dell’attività legate ai titoli di studio posseduto”.
 
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Altri commenti
Alessandro

OVVIO CHE SIA GIUSTO COSì, chi di voi si farebbe visitare dall'inferimere del pronto soccorso per sapere se ha il tumore ?