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RISPARMIO ENERGETICO

Mobilità sostenibile, dall’Emilia-Romagna 10 milioni di euro

di Alessandra Marra
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Le risorse serviranno per la messa in sicurezza di piste esistenti, la realizzazione di nuove ciclovie e il recupero di stazioni ferroviarie e case cantoniere

Vedi Aggiornamento del 26/05/2017
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09/03/2017 – La Giunta dell’Emilia-Romagna ha approvato un disegno di legge che stanzia 10 milioni di euro per la mobilità sostenibile.
 
La parola d’ordine del ddl approvato è incentivare l’uso della bicicletta, come elemento di mobilità sostenibile urbana ed extraurbana, rete di cui fanno parte anche le ciclovie turistiche nazionali, mettendo in rapporto i tanti settori interessati: territorio, mobilità, ambiente, sanità e prevenzione, welfare, sviluppo rurale, turismo. 
 

Ciclovie: cosa prevede il disegno di legge

Il progetto di legge sulla ciclabilità prevede il raddoppio degli spostamenti in bici e a piedi sul territorio, la realizzazione di nuove ciclovie, la creazione di nuovi collegamenti tra le piste esistenti, la messa in sicurezza dei tratti esistenti, maggiore integrazione treno-bici e servizi per i ciclisti. Ed in più per ogni nuova strada, una nuova pista ciclabile.
 
Tra le novità, anche la possibilità di costruire le piste ciclabili anche non in adiacenza alle strade, ma su tracciati differenti. Infatti, la LR 366/1998 stabiliva che a fronte della costruzione di nuove strade o di manutenzione di quelle esistenti, vengano previste vie ciclabili esclusivamente in adiacenza, possibilità a volte non praticabile.
 
Inoltre, saranno previsti spazi per il deposito biciclette negli edifici residenziali, all’interno delle attività produttive e nei luoghi pubblici; in più verranno individuate azioni per la riduzione della velocità e la realizzazione diffusa di nuove “zone 30” (limite chilometrico orario) per agevolare l’intermodalità con i mezzi pubblici, anche con la promozione delle “bici pieghevoli”.
 
Nell’erogazione dei contributi regionali verranno premiati i progetti che prevedono forme di vigilanza anche tramite videosorveglianza, servizi agli utenti (riparazione, gonfiaggio, noleggio) in prossimità delle velostazioni, marchiatura registrata delle biciclette.
 
Gli Enti in cui si rileveranno inadempienze nella manutenzione delle proprie infrastrutture e nel sostegno alla ciclabilità, non potranno beneficiare di contributi regionali.
 

La Rete delle ciclovie regionali

La Rete sarà costituita da numerosi percorsi ciclabili già esistenti, da tratti da raccordare o di nuova realizzazione. Comprenderà anche le ciclovie e gli itinerari storici, a partire dall’Eurovelo, che in Italia coincide per buona parte con la Ciclovia del Sole e i suoi tremila chilometri dall’Alto Adige alla Sicilia, e da Bicitalia, il network a cura della Federazione italiana amici della bicicletta, che racchiude gli itinerari nazionali e sovraregionali.
 
Nella rete verranno integrate le piste ciclabili locali e individuati i tracciati ferroviari dismessi in cui realizzare nuove vie per le due ruote ad uso turistico.
 
La Regione ha previsto uno stanziamento iniziale di 10 milioni di euro, ma complessivamente sono destinati alla mobilità ciclistica entro la fine della legislatura ben 25 milioni di euro.
 

Piste ciclabili: come funzionerà la nuova legge 

La Città metropolitana di Bologna, i Comuni e le loro Unioni indicheranno le reti ciclopedonali locali e programmeranno le azioni negli ambiti di loro competenza, legandole agli obiettivi di accessibilità e intermodalità con il trasporto pubblico locale.
 
Nell’ambito del Piano regionale integrato dei trasporti (Prit) verranno individuati i criteri per orientare gli enti locali nelle loro scelte di pianificazione urbanistica. La Regione metterà a disposizione 10 milioni di euro per finanziare gli interventi degli Enti locali. Per favorire la collaborazione tra amministrazioni e associazioni del settore, la Regione promuoverà un Tavolo regionale per la ciclabilità.
 
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