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A Bologna la mostra 'Facies - Architetture urbane'
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A Bologna la mostra 'Facies - Architetture urbane'

Una riflessione sulla struttura compositiva del progetto

27/04/2017 - La sede dell'Urban Center di Bologna ospita fino al 13 maggio 2017 la mostra Facies - Architetture urbane, realizzata e allestita da LaMo Laboratorio Modelli e da LaFo Laboratorio di Fotografia. Il progetto, a cura di Francesco Gulinello ed Elena Mucelli, è organizzato dal Dipartimento di Architettura dell'Università di Bologna. 

Le architetture che popolano la città celano spesso, oltre la maschera attraverso la quale si relazionano con lo spazio pubblico, contenuti impercettibili, come se si fosse interrotta la relazione fra oggetto e soggetto, e con essa si fossero perduti una serie di significati, isolando il volto dell’architettura in un silenzio che esalta la fissità della sua immagine.

A questi contenuti FACIES cerca di rivolgere la propria attenzione utilizzando lo strumento della rappresentazione, e in particolare il modello, per indagare una serie di casi studio estrapolati dalla contemporaneità rivelando i mondi di forme che li popolano e ritrovando frammenti di quello stesso mondo all’interno di una serie di facciate che appartengono ad un contesto temporale e spaziale diverso, la Milano degli anni Cinquanta e Sessanta.

In quel preciso contesto un gruppo di architetti, fra cui Giò Ponti, Luigi Caccia Dominioni, Carlo Perogalli, Luigi Figini e Gino Pollini, coglie la ricostruzione come opportunità per ridefinire con interventi puntuali il volto della città, realizzando una sorta di opera corale.

Nascono così edifici di straordinaria qualità e attualità la cui “fisionomia” rimanda a repertori formali ricorrenti nelle esperienze dell’architettura contemporanea internazionale.

Porzioni delle loro facciate, ricostruite attraverso modelli tridimensionali, restituiscono una sequenza in cui le variazioni rivelano, nella purezza delle geometrie, le relazioni formali in tutte le loro declinazioni. Il chiaro-scuro dei volumi e delle ombre rende visibile il disegno delle facciate e allo stesso tempo rivendica il ruolo dello spazio: l’attributo della terza dimensione restituisce le relazioni plastiche a una dimensione “reale”.

I modelli esposti, impiegati come strumento di indagine, di interpretazione e di comunicazione capace di contribuire alla riflessione sulla struttura compositiva del progetto, sono accompagnati da materiali video che documentano differenti aspetti legati alla ricerca sulle relazioni fra architettura e forma. Le videointerviste a Maria Vittoria Capitanucci e Orsina Simona Pierini propongono una serie di riflessioni sul ruolo del modello nel processo di progettazione e sull’importanza che esso riveste nella lettura e nell’analisi delle opere d’architettura.

Il video “Urban Transitions”, rivisitando 10 fra le architetture milanesi ricostruite, propone un’interpretazione della facciata come elemento di mediazione fra edificio e città.
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