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NORMATIVA

Correttivo Appalti, ecco come cambierà il mercato delle gare

di Paola Mammarella
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Decreto Parametri obbligatorio, massimo ribasso fino a 2 milioni di euro, tetto del 30% al subappalto, ancora un anno per l’appalto integrato

Vedi Aggiornamento del 26/04/2017
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19/04/2017 – Obbligo di utilizzare il Decreto Parametri per determinare i corrispettivi dei progettisti a base di gara, tetto del 30% al subappalto, con regole uguali per tutti, e mini-sanatoria dell’appalto integrato.
 
Mentre si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Correttivo, vediamo come cambia il panorama delle gare a un anno di distanza dall’approvazione del Codice Appalti.
 

Decreto Parametri obbligatorio e compensi dei progettisti

Le Stazioni Appaltanti dovranno obbligatoriamente rifarsi al Decreto Parametri (DM 17 giugno 2016) per calcolare gli importi da porre a base delle gare di progettazione. 
 
Per tutelare meglio i professionisti, viene stabilito che le Stazioni Appaltanti dovranno pagare sempre i professionisti, anche se poi non ricevono i finanziamenti per l'opera progettata. Nei contratti non si potrà più inserire nessuna clausola che subordina il pagamento del progettista all'ottenimento delle risorse richieste dall'ente.
 
Allo stesso modo, nei contratti per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura la Stazione Appaltante non potrà prevedere forme di sponsorizzazione o di rimborso come corrispettivo. Queste regole non valgono per gli interventi sui beni culturali.
 
I progettisti interni alla Pubblica Amministrazione non dovranno iscriversi all’Albo professionale di riferimento.
 

Varianti senza silenzio assenso

Cancellata l'ipotesi di silenzio assenso sulle varianti, dopo un'attesa di trenta giorni. Il Governo ha tenuto in considerazione il parere dell'Aanc, che aveva considerato inapplicabile e troppo breve questo termine, dal momento che per pronunciarsi su una proposta di variante occorre una conoscenza approfondita del progetto.
 

Massimo ribasso fino a 2 milioni di euro

I lavori di importo fino a 2 milioni di euro potranno essere aggiudicati col criterio del prezzo più basso, a condizione che si tratti di procedure ordinarie, quindi di gare e non di procedure negoziate, e che a base di gara venga posto il progetto esecutivo. Le Stazioni Appaltanti potranno inoltre utilizzare il meccanismo di esclusione automatica con sistema antiturbativa. Viene quindi ridimensionato l'obiettivo, contenuto nel Codice Appalti, di mandare in pensione il massimo ribasso per sostituirlo con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
 

Manutenzione semplificata fino a 2,5 milioni di euro

Le opere di manutenzione ordinaria di importo fino a 2 milioni e mezzo di euro potranno essere appaltate sulla base di un progetto semplificato. I dettagli saranno definiti da un decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al momento, invece, il Codice Appalti prevede che tutti i lavori, anche quelli minori, vadano in gara col progetto esecutivo. La norma ha creato però molte difficoltà agli Enti locali, che spesso non sono dotati delle risorse sufficienti per rispettare questo obbligo.
 

Limite del 30% al subappalto

Il tetto del 30% sarà calcolato su tutto l’importo del contratto. Nei lavori di importo superiore alla soglia comunitaria (5,2 milioni di euro) e nei settori a rischio di infiltrazione criminale, a prescindere dall'importo, sarà necessario indicare una terna di subappaltatori in fase di offerta. Le regole saranno identiche per tutte le procedure e non potranno essere decise volta per volta dalle Stazioni Appaltanti. L'attuale versione del Codice Appalti consente invece il subappalto solo se previsto dal bando di gara.
 

Più concorrenza nelle procedure negoziate

Nelle procedure negoziate inerenti a lavori di importo compreso tra 40mila e 150mila euro, si dovranno invitare dieci imprese anziché cinque. Gli inviti dovranno essere rivolti a quindici imprese, invece che a dieci, per i lavori di importo compreso tra 150mila euro e un milione di euro. Precedenti versioni del Correttivo avevano ipotizzato di aumentare ulteriormente il numero degli inviti non solo per i lavori, ma anche per i servizi. Alla fine ha prevalso la volontà di semplificazione  e velocizzazione delle procedure.

Sotto i 40mila euro resta la possibilità di affidamento diretto. Sono state cancellate le ipotesi di chiedere almeno due preventivi prima di affidare l'incarico e di motivare la scelta di procedere con l'affidamento diretto anzichè con gara.
 

Appalto integrato, sanatoria di un anno

L’appalto integrato sarà consentito nei casi di elevato contenuto tecnologico e di urgenza. Ci sarà inoltre un periodo transitorio di dodici mesi in cui potranno essere mandati in gara i progetti definitivi approvati al 19 aprile 2016. Il Codice Appalti del 2016, infatti, ha vietato l'appalto integrato lasciando in sospeso procedure in corso.
 

General contractor

Per evitare una elusione del divieto di appalto integrato, il decreto prevede una soglia minima pari a 150 milioni di euro per il ricorso all’istituto del contraente generale. Il Codice Appalti al momento prevede solo che la scelta sia adeguatamente motivata dalla Stazione Appaltante, ma non fissa una soglia di importo.
 

Costo della manodopera e della sicurezza

Ai fini della determinazione dell'importo a base d’asta, la Stazione Appaltante dovrà individuare con precisione il costo della manodopera negli appalti di lavori e di servizi. Il Codice Appalti non prevede questa differenziazione.

I costi della sicurezza dovranno essere scorporati dal costo complessivo e trattati in un capitolo a parte dal momento che non possono essere soggetti a ribasso d'asta.
 

Pagamenti più veloci, ma con verifiche

Le Amministrazioni dovranno emettere i certificati di pagamento entro 45 giorni dall'approvazione dello stato di avanzamento lavori (Sal). In questo modo si cerca di risolvere il problema dei ritardati pagamenti. 

Allo stesso tempo però,  per i lavori effettuati in caso di estrema urgenza, prima del pagamento sarà comunque necessaria la verifica dei requisiti. Nel caso in cui si consenta agli affidatari di autocertificare il possesso dei requisiti di partecipazione, le Amministrazioni dovranno effettuare le verifiche prima di passare alla fase successiva del contratto. In mancanza dei requisiti, scatterà il recesso.

 

Qualificazione delle imprese

Per partecipare alla realizzazione dei lavori pubblici e ottenere la qualificazione SOA, le imprese dovranno dimostrare il possesso dei requisiti utilizzando i cinque migliori anni di attività tra gli ultimi dieci esercizi.

I direttori tecnici delle imprese, privi di un adeguato titolo di studio, potranno continuare a operare a condizione che abbiano maturato un'esperienza sufficiente durante la loro carriera.
 

Rating di impresa volontario

Dopo una serie di ipotesi, è stato deciso che il rating di impresa sarà volontario e darà diritto ad un punteggio aggiuntivo nella fase di valutazione delle offerte. L'idea di renderlo obbligatorio avrebbe potuto creare sovraposizioni col sistema di qualificazione.
 

Partenariato pubblico privato

Il contributo pubblico per la realizzazione delle opere in partenariato pubblico privato potrà raggiungere il 49%. Il Codice prevede al momento un limite del 30%. L'innalzamento della soglia ha creato una serie di polemiche. Il Consiglio di Stato, ad esempio, ritiene che il rischio dovrebbe essere posto maggiormente a carico dei privati.
 

Concessioni autostradali

Restano fermi i paletti previsti dal Codice Appalti, cioè l’obbligo di mandare in gara l’80% dei lavori e la possibilità di svolgere in house solo il 20% delle lavorazioni, senza escludere le manutenzioni da questi limiti. Questo vuol dire che, rispetto al Codice Appalti, non cambia nulla, nonostante i tentativi di ammorbidire i vincoli.
 

Commissioni di gara su base nazionale

Le Commissioni giudicatrici saranno formate attingendo da un Albo nazionale e non regionale, come invece era stato proposto nelle prime versioni del Correttivo per ridurre i costi. L'articolazione regionale non avrebbe assicurato la dovuta separazione tra commissari e concorrenti. Sopra il milione di euro, il presidente della Commissione dovrà essere esterno alla Stazione Appaltante.
 

Correttivo, Oice perplessa

Positivo, in generale, il parere di Oice, anche se non manca qualche perplessità, espressa dal Vice Presidente con delega agli sviluppi legislativi, ing. Giorgio Lupoi. “Occorre assicurare stabilità delle regole almeno per due anni, come Parlamento e Consiglio di Stato hanno richiesto, e una loro completa attuazione a partire dai livelli di progettazione, per passare ai bandi-tipo e ai contratti-tipo, fino ad arrivare alle linee guida per il BIM."

Qualcosa, però, ad avviso dell'OICE, manca: "Ci sarebbe piaciuto - e lo avevamo chiesto - che gli stessi livelli di esperienza chiesti al mercato per progettazione e direzione lavori, fossero ritenuti imprescindibili anche per gli affidamenti ai tecnici interni alle Amministrazioni, ma confidiamo che a ciò si arrivi attraverso il sistema di qualificazione delle stazioni appaltanti. Avevamo anche chiesto di alleggerire l'impatto del rimborso degli oneri di pubblicità sui quotidiani, che nel nostro caso possono arrivare anche al 10% del valore dell'appalto, anche con una anticipazione prezzi. Avremmo apprezzato qualche sforzo in più sui supporti al RUP, anche per fare crescere la Pubblica Amministrazione nel confronto con chi utilizza ogni giorno il project management.”

Sul tema dell’appalto integrato, Oice ha salutato con favore la limitazione dei casi di urgenza, ma chiede come mai ad un anno dall’entrata in vigore del codice ci siano ancora progetti definitivi non messi in gara per ottenere gli esecutivi.

 
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