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NORMATIVA

Scia 2, dall’Anci le istruzioni per l’uso e la modulistica aggiornata

di Alessandra Marra
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L’Associazione dei Comuni pubblica un Vademecum per amministrazioni, cittadini e imprese in linea con la nuova autorizzazione paesaggistica

Vedi Aggiornamento del 25/07/2017
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03/04/2017 – Potenziare e semplificare il dialogo tra amministrazione, cittadini e imprese, offrendo agli amministratori e agli 8 mila Municipi una modulistica per ogni intervento edilizio aggiornata alla luce del nuovo decreto sull'autorizzazione paesaggistica.
 
Questo l’obiettivo del Vademecum sulla Scia 2, pubblicato dall’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) per spiegare l’evoluzione normativa introdotta dal Dlgs 222/2016 e dal DPR 31/2017
 

Vademecum Scia2: la nuova modulistica  

Accanto all' inquadramento delle nuove norme sugli interventi di edilizia nelle città, il Vademecum fornisce anche delle proposte di modulistica su: - Comunicazione di Inizio Lavori (o “CIL”) per interventi di edilizia libera - Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA) per interventi di edilizia libera - Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) - Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) in alternativa al Permesso di costruire - Richiesta di permesso di costruire.
 
I modelli per SCIA, SCIA alternativa e Permesso di costruire sono stati definiti aggiornando i modelli di riferimento ministeriale con il Dlgs 222/2016 e il DPR 31/2017.  Le proposte inerenti la Comunicazione (o CIL) e la CILA sono stati definiti ex novo ricalcando la strutturazione ministeriale nell’intento di definire modelli con struttura omogenea.
 
Chiarisce, inoltre, una delle maggiori innovazioni che il decreto apporta, ovvero quella del regime amministrativo da adottare per i singoli interventi che, in alcuni casi, possono ora essere effettuati anche senza dare comunicazione al Comune.
 
Infine il documento ribadisce che la modulistica proposta dovrà tener conto, ed essere adeguatamente integrata o modificata, delle specifiche discipline regionali considerando che Regioni e Comuni dovranno adeguare i propri ordinamenti alle disposizioni di cui al Dlgs 222/2016 entro il 30 giugno 2017.
 
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