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NORMATIVA

Split payment, dal 1° luglio 2017 riguarderà anche i professionisti

di Paola Mammarella
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Le Amministrazioni pagheranno solo i compensi e verseranno l’Iva direttamente all’Erario. Rete delle Professioni Tecniche contraria

Vedi Aggiornamento del 30/06/2017
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19/04/2017 – Lo split payment, o scissione del pagamento dell’Iva, si applicherà anche alle fatture pagate dalle Amministrazioni ai liberi professionisti. Lo prevede la bozza di decreto legge che nei giorni scorsi è stata approvata dal Consiglio dei Ministri in via preliminare.
 
Il meccanismo, introdotto nel 2015 solo per le imprese con finalità antievasione, lascia perplessi i commercialisti, che temono il rischio di una doppia imposizione fiscale a carico dei professionisti.
 

Split payment, come funziona

Consiste in uno sdoppiamento del pagamento del bene o del servizio e dell’Iva. Significa che la Pubblica Amministrazione paga al fornitore il prezzo del bene o del servizio e versa l’Iva direttamente all’Erario, in modo che chi incassa la fattura non “dimentichi” di corrispondere successivamente l’imposta allo Stato.
 
Il sistema, lo ricordiamo, è stato introdotto dalla Legge di Stabilità per il 2015 e regolato nei dettagli dal DM 23 gennaio 2015. Fino ad ora è stato applicato alle fatture emesse nei confronti delle imprese.
 

Split payment anche per i professionisti

Lo split payment si applicherà alle fatture che, a partire dal 1° luglio 2017, saranno emesse dai professionisti nei confronti di Pubbliche Amministrazioni, enti pubblici, società controllate dagli enti pubblici e società quotate in Borsa. 
 

Split payment, Commercialisti preoccupati

Dopo aver letto le anticipazioni della manovra, il Consiglio nazionale dei commercialisti ha espresso qualche preoccupazione.
 
“All’epoca dell’introduzione di tale meccanismo - si legge in una nota diramata dal Consiglio nazionale dei commercialisti - i professionisti furono esclusi dalla sua applicazione, essendo già soggetti a ritenuta all’atto dell’incasso delle fatture”.
 
Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani, ha sottolineato che anche i professionisti che operano con le società pubbliche e quotate subiscono la ritenuta. Il mancato incasso dell’Iva si tradurrebbe a suo avviso in una duplicazione del prelievo sulla stessa fattura.
 

Split payment, Rete delle Professioni Tecniche contraria

“Questo meccanismo rischia di stritolare i liberi professionisti italiani – ha affermato in un comunicato la Rete delle Professioni Tecniche - La drastica contrazione della liquidità determinata dal mancato incasso dell’IVA comporterà per i professionisti il ricorso sempre crescente a fonti di finanziamento bancario, con conseguente aumento degli oneri per interesse. Senza considerare che i compensi dei professionisti sono già soggetti alla ritenuta d’acconto. Se impediamo ai professionisti di scaricare l’IVA sui costi sostenuti, la situazione è destinata a diventare esplosiva, perché va a sommarsi agli effetti di una contrazione dei redditi professionali che ormai deve considerarsi strutturale. Senza contare il fatto che il limite al di sopra del quale i crediti di imposta possono essere usati in compensazione si riduce dagli attuali 15mila a 5mila euro”.
 

Lo split payment non piace neanche alle imprese

All’epoca della sua introduzione, lo split payment è stato duramente criticato dalle imprese, che presentarono una denuncia alla Commissione Europea senza però sortire l’effetto desiderato.
 
Secondo l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance), la misura avrebbe aggravato la crisi di liquidità delle imprese. Nel 2015 Bruxelles respinse le motivazioni delle imprese e diede il via libera allo split payment, che ora molto probabilmente si applicherà anche ai professionisti.
 
© Riproduzione riservata

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gigi

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