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NORMATIVA

Split payment e professionisti, Zanetti: ‘si elimini la ritenuta d’acconto’

di Paola Mammarella
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Fondazione Inarcassa: ‘inutile vessazione’. Rete delle professioni tecniche: ‘discriminato chi lavora con la Pubblica Amministrazione’

Vedi Aggiornamento del 18/07/2017
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21/04/2017 – Al momento è solo una proposta, ma l’applicazione dello Split payment ai professionisti, prevista dalla “Manovrina 2017” in fase di pubblicazione, non piace  a molti perché creerebbe una disuguaglianza tra chi lavora con le Pubbliche Amministrazioni e chi invece opera nel mercato privato. Tanto che non si esclude che il Governo possa fare marcia indietro.
 
Oltre ai rappresentanti delle associazioni di professionisti, che si sono subito schierati contro la misura, ritenuta dannosa, anche l’on. Enrico Zanetti, segretario di Scelta Civica ed ex viceministro dell'Economia del governo Renzi, ha giudicato “inaccettabile” lo split payment dato che i professionisti sopportano già la ritenuta d’acconto.
 

Split payment e manovrina 2017

In base alla bozza di decreto legge approvata dal Governo, il sistema di scissione del pagamento dell’Iva riguarderà le fatture emesse dai professionisti, a partire dal 1° luglio 2017, nei confronti di Pubbliche Amministrazioni, enti pubblici, società controllate dagli enti pubblici e società quotate in Borsa. 

Questo significa che l'IVA sarà versata direttamente all'Erario e al professionista sarà corrisposto solo il prezzo del servizio. 
 

Split payment, Zanetti: ‘c’è già la ritenuta d’acconto’

Dopo aver detto no all'ampliamento dello split payment ai professionisti, l’on. Zanetti dalla sua pagina Facebook ha spiegato che i lavoratori autonomi, a differenza delle imprese, già sopportano un significativo drenaggio di liquidità, sotto forma di prelievo alla fonte di una ritenuta IRPEF al 20%.
 
“Se equiparazione con le imprese deve essere – ha aggiunto - allora dovrebbe essere tale anche nella eliminazione della ritenuta IRPEF alla fonte: è puro buon senso”.
 
“Per questa ragione – ha ricordato -  quando già la scorsa volta i tecnici dell'Economia prepararono un testo che includeva i professionisti, in sede politica il Governo Renzi accettò gli emendamenti parlamentari che escludevano dallo split payment i pagamenti ai professionisti. Ora che si riprova a ripetere lo stesso errore, vedremo se ci sarà la stessa forza e attenzione politica di allora per scongiurarlo”.
 

Split payment, Fondazione Inarcassa: ‘inutile vessazione’

Sulla scia delle dichiarazioni rilasciate dall’on. Zanetti, Andrea Tomasi, Presidente di Fondazione Inarcassa, ha affermato che "questo meccanismo creerà notevoli problemi di liquidità ai lavoratori autonomi e, se confermato, sarà solo un’inutile vessazione”.
 
“Già nel 2015 – ha ricordato anche Tomasi - quando il meccanismo della scissione dei pagamenti dell'Iva fu introdotto dalla Legge di Stabilità, Fondazione Inarcassa fu tra i primi a rendersi conto dell’ingente danno che avrebbe comportato per la categoria degli architetti e ingegneri liberi professionisti. Allora, grazie all’emendamento presentato dagli Onorevoli Mazziotti Di Celso, Librandi e Nesi, il governo Renzi accettò l’esclusione dei professionisti dallo split payment”.
 
Dopo aver sottolineato il forte impatto che la crisi economica e la contrazione dei consumi hanno avuto sul lavoro indipendente, Tomasi ha spiegato che, con la ritenuta d’acconto IRPEF del 20%, l’obbligo di fatturazione elettronica e la nuova trasmissione trimestrale IVA viene già assicurata la tracciabilità dei pagamenti ricevuti dai professionisti e diventa impossibile l’evasione fiscale.
 
Al contrario, ha concluso, il mancato incasso dell’IVA si tradurrebbe solo in una crisi di liquidità, cui i professionisti dovrebbero far fronte a fonti di finanziamento bancario.
 

Split payment professionisti, RPT: ‘discriminato chi lavora con la PA’

Nei giorni scorsi anche la Rete delle professioni Tecniche (RPT) ha espresso la sua contrarietà sul meccanismo dello Split payment. Oltre ad evidenziare che la trasparenza e il contrasto all’evasione fiscale sono assicurati dalla già praticata ritenuta d’acconto, RPT ha prospettato il rischio di discriminazione ai danni dei professionisti che operano con la Pubblica Amministrazione rispetto a quelli che lavorano solo nel mercato privato. La scissione del pagamento dell’Iva non si applica infatti alle fatture emesse nei confronti di committenti privati.
 
“A fronte di un Parlamento che si appresta ad approvare per la prima volta un provvedimento organico di tutela del lavoro autonomo – ha commentato RPT - il Governo con questa annunciata disposizione rischia di far saltare il già precario equilibrio finanziario in cui si trovano centinaia di migliaia di professionisti”.
 
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