Carrello 0
RISPARMIO ENERGETICO

Edifici energivori, dal M5S un disegno di legge per demolirli e ricostruirli in classe A

di Alessandra Marra
Commenti 18321

Gli abitanti verrebbero temporaneamente trasferiti in altri immobili. Previsto un Fondo per le demolizioni

Vedi Aggiornamento del 10/11/2017
Commenti 18321
07/04/2017 – Trasformare gli edifici energivori in immobili energeticamente efficienti attraverso la demolizione e successiva ricostruzione in classi elevate, grazie a incentivi fiscali e ad un fondo da 50 milioni di euro.
 
Questa la proposta contenuta nel disegno di legge 4391, presentato dall’Onorevole Andrea Vallascas del Movimento 5 Stelle e segnalata dal sito Condominio Web.  
 

Riqualificazione energetica: cosa prevede il ddl

Il ddl ha l’obiettivo di promuovere la riconversione energetica di edifici poco efficienti, attraverso due misure: la riqualificazione energetica e il rinnovo edilizio.
 
La “riqualificazione energetica” è definita come l’insieme degli interventi che non prevedono la demolizione completa dell’edificio preesistente ma migliorano le prestazioni energetiche e il comfort ambientale dell’abitazione, mentre il “rinnovo edilizio” è l’insieme degli interventi, comprensivi di demolizione completa dell’edificio preesistente, che porta alla costruzione di un nuovo edificio di classe energetica A1 o superiore. 
 
Per il finanziamento parziale dei costi per la demolizione completa degli edifici oggetto di rinnovo edilizio viene proposta l'isituzione di un ‘Fondo di rinnovo urbano’ da 50 milioni di euro per il triennio 2018-2020.

L’accesso al fondo è subordinato alla presentazione di una relazione tecnica sulle quantità, qualità e tipologie dei materiali di scarto derivanti dalla demolizione e al recupero di almeno il 15% del materiale di risulta da riutilizzare, anche attraverso una sua successiva trasformazione, in qualsiasi processo produttivo nei quali possano essere reimpiegati.
 
Per gli interventi di rinnovo edilizio, il provvedimento introduce misure volte al trasferimento, permanente o temporaneo, degli inquilini degli immobili di classe energetica bassa (oggetto della demolizione) in edifici efficienti (nuovi o già riqualificati). 
 

Efficientamento energetico edifici: gli incentivi

Per incentivare i processi di efficientamento energetico e di rinnovo edilizio vengono proposte misure come il credito d’imposta del 65% e i titoli di efficienza energetica.
 
Il disegno di legge prevede che gli interventi di riqualificazione energetica possano usufruire dell’ecobonus 65% con possibilità di cessione a terzi del credito d’imposta, mentre il rinnovo edilizio possa godere sia degli incentivi fiscali sia dei Certificati Bianchi.
 
Agli interventi di ‘rinnovo edilizio’ sarebbe riconosciuto un premio volumetrico, sino a un massimo del 5% delle volumetrie dell’edificio preesiste, unicamente nei casi in cui vengano realizzate opere murarie ovvero installati impianti, come ascensori, volti all’abbattimento delle barriere architettoniche.
 

Riqualificazione e rinnovo: i requisiti da soddisfare

Per usufruire delle disposizioni messe in campo dal ddl gli edifici dovrebbero soddisfare i seguenti requisiti:
- rientrare nell’ambito territoriale delle zone B ( parti del territorio totalmente o parzialmente edificate, diverse dalle zone A);
- essere di classe energetica G;
- essere costituiti, con una prevalenza non inferiore al 70% delle volumetrie, da unità abitative residenziali;
- essere costituiti da almeno 4 unità immobiliari nello stesso edificio;
- essere realizzate su due o più livelli ovvero con altezza minima di 6 metri;
- non essere edifici di pregio storico, artistico.
 

Diagnosi energetiche: ruolo dei professionisti

Per calcolare il risparmio massimo conseguibile il ddl prescrive di avvalersi dell’Attestazione di prestazione energetica (APE). Quest’ultima dovrà contenere:
- l’indicazione della classe energetica raggiungibile, considerati lo stato, l’anzianità e la classe energetica iniziale dell’immobile;
- l’elenco degli interventi fattibili;
- il preventivo dei costi dei lavori. 
 
La certificazione dovrà essere prodotta da professionisti abilitati e iscritti in un elenco speciale istituito presso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie (ENEA).
 

Il ruolo delle Esco

Potranno accedere al fondo per la demolizione le imprese di costruzioni e le ESCo che dovranno farsi carico dei servizi di diagnosi, finanziamento, progettazione, realizzazione e manutenzione delle opere e degli oneri che ne deriveranno.
 
Potranno recuperare i costi dell’investimento in proporzione al risparmio energetico conseguito e potranno rilevare, attraverso contratti di compravendita o permuta, la titolarità delle unità immobiliari di cui è composto l’edificio. 
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui
Altri commenti
marco

investimento presunto... costo demolizione con ricostruzione circa € 1600 al m2 considerando anche un risparmio di 1600 euro all'anno di metano, un appartamento di 90 m2 andrebbe ad ammortizzare l'intervento in 90 anni. a però c'è la detrazione fiscale del 65%... va bhè all'ora siamo intorno ai 30 anni. praticamente una volta ammortizzato il costo dobbiamo ricostruire il fabbricato e ricominciare da capo se siamo ancora su questo pianeta...

marco

Gli abitanti verrebbero trasferiti in altri immobili? e chi paga l'affitto di questi immobili nel frattempo? nella ricostruzione bisogna anche tenere conto che poi l'edificio dovrà rispettare anche la normativa antisismica con costi di realizzazione elevatissimi.... un semplice cappotto e una caldaia nuova non sarebbe più semplice? mi sembra che per risparmiare qualche centinaia di euro all'anno di metano puntano a far spendere soldi che mai verranno ammortizzati...