Carrello 0
NORMATIVA

Via libera al Fondo Investimenti, in arrivo 47 miliardi in 15 anni

di Paola Mammarella
Commenti 9366

20 miliardi per infrastrutture e trasporti, 8 miliardi per scuole, musei ed edifici pubblici, il resto a periferie, ricerca e ambiente

Vedi Aggiornamento del 04/08/2017
Commenti 9366
30/05/2017 – In arrivo 47 miliardi di euro in 15 anni. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha firmato ieri il dpcm che ripartisce le risorse del Fondo Investimenti su diverse linee di intervento.
 
“Un grande Paese deve permettersi il lusso di una programmazione di lungo periodo – ha commentato Gentiloni in conferenza stampa – perché uno Stato che investe in opere pubbliche a lungo termine è uno Stato che investe in sicurezza del territorio e avvicina le tasse pagate dai cittadini alla comunità”.
 
Il Fondo, lo ricordiamo, è stato istituito dalla Legge di Bilancio 2017 per assicurare lo sviluppo infrastrutturale del Paese con una dotazione di 1,9 miliardi di euro per l'anno 2017, 3,15 miliardi per il 2018, 3,5 per l'anno 2019 e tre miliardi di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032.
 

20 miliardi per le infrastrutture, 8 per gli edifici pubblici

“La parte del leone – ha spiegato Gentiloni in conferenza stampa – la fanno le opere infrastrutturali”. Uno stanziamento di 20 miliardi di euro coprirà infatti una serie di interventi. Circa 9,9 miliardi andranno al contratto di programma Rfi 2017-2021, ma ci sarà spazio anche per le ferrovie locali non rientranti nella rete di Rfi. Altri 5 miliardi saranno destinati agli investimenti Anas per la realizzazione e manutenzione delle reti stradali. Le altre risorse saranno suddivise tra il Fondo progettazione del Ministero delle Infrastrutture, previsto dal Codice Appalti, la realizzazione di infrastrutture portuali e il Mose di Venezia.
 
Altro capitolo sostanzioso sarà quello della messa in sicurezza degli edifici pubblici, cui sono stati destinati quasi 8 miliardi di euro. Tra gli immobili citati da Gentiloni in conferenza stampa ci sono in particolare scuole e musei, ma anche gli edifici di edilizia residenziale pubblica. In questo ambito rientreranno la messa in sicurezza antisismica, il sostegno alle attività del dipartimento Casa Italia e a quelle della Polizia e dei Vigili del Fuoco.
 

Le altre iniziative del Fondo Investimenti

Il Fondo prevede anche iniziative per il miglioramento della qualità della vita. Con 1,7 miliardi saranno finanziati interventi per la rimozione delle barriere architettoniche, il risanamento ambientale e la difesa del suolo, la manutenzione della rete idrica, l'edilizia sanitaria, l'edilizia residenziale pubblica, la realizzazione di impianti sportivi e di musei.

Gentiloni ha inoltre sottolineato le attività per il risanamento delle periferie, ricordando che sono in arrivo altri 800 milioni con un altro dpcm in fase di registrazione, con cui si finanzieranno altri 50 progetti dei 120 approvati. Gli 800 milioni, lo ricordiamo, costituiscono la seconda tranche di uno stanziamento complessivo da 2,1 miliardi di euro. I primi 500 milioni sono stati già assegnati ai primi 24 progetti della graduatoria.
 
Previsti inoltre investimenti per 1,7 miliardi di euro per l’informatizzazione della giustizia e il sostegno alle esportazioni. Sono stati infine stanziati 2 miliardi per la ricerca spaziale e la ricerca scientifica, tecnologica e sanitaria e 12,8 miliardi per i programmi ad alta tecnologia del ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero della Difesa e gli investimenti della Difesa.
 

Ance: le risorse si trasformino in cantieri

Positivo il commento dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance). “Diamo atto al Governo di voler compiere un grande sforzo in termini di risorse per le infrastrutture, decisive per colmare il gap di competitività che il nostro Paese ha accumulato in questi lunghi anni di crisi - commenta il presidente Gabriele Buia - ma perché queste risorse si trasformino veramente in cantieri dobbiamo rimuovere gli ostacoli burocratici e procedurali che impediscono di fare le opere che servono al Paese”. 

Secondo Buia, i dati parlano chiaro. "Avevamo riposto grandi speranze già nel Def dello scorso anno che, grazie alla clausola per gli investimenti, poteva liberare risorse importanti, anche degli enti locali, per investire in opere pubbliche, eppure pochi sono i cantieri che sono stati aperti".

Per risolvere il problema, "il passo più importante da fare è superare lo stallo decisionale, quello che blocca, per esempio, il Contratto di Programma Anas, e assicurare l’apertura dei cantieri in tempi ragionevoli e con regole certe, senza ricorrere a procedure straordinarie come troppo spesso si fa nel nostro Paese anche per eventi programmati come i prossimi mondiali di sci di Cortina". "Altrimenti - conclude - avremo perso un’altra grande occasione”.
 
© Riproduzione riservata

Partecipa alla discussione ( commenti) Utilizza il mio account Facebook Non hai un account Facebook? Clicca qui