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PROFESSIONE

Fisco e professionisti, arrivano gli indici di affidabilità fiscale

di Rossella Calabrese
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Dalla Rete Professioni Tecniche via libera con riserva allo strumento che sostituirà gli studi di settore

Vedi Aggiornamento del 26/09/2017
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30/05/2017 - È stato approvato dalla Commissione Bilancio della Camera un emendamento alla Manovrina che disciplina gli indici sintetici di affidabilità fiscale, lo strumento pensato per sostituire gli studi di settore.
 

Indici sintetici di affidabilità fiscale, come funzioneranno

L’emendamento presentato dal deputato Michele Pelillo (articolo 9-bis del ddl), istituisce gli indici sintetici di affidabilità fiscale per gli esercenti attività di impresa, arti o professioni, finalizzati a favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili e di stimolare l’assolvimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti e il rafforzamento della collaborazione tra questi e l’Amministrazione finanziaria, anche con l’utilizzo di forme di comunicazione preventiva rispetto alle scadenze fiscali.
 
Gli indici, elaborati con una metodologia basata su analisi di dati e informazioni relativi a più periodi d’imposta, rappresentano la sintesi di indicatori elementari tesi a verificare la normalità e la coerenza della gestione aziendale o professionale, anche con riferimento a diverse basi imponibili, ed esprimono su una scala da 1 a 10 il grado di affidabilità fiscale riconosciuto a ciascun contribuente, anche al fine di consentire a quest’ultimo, sulla base dei dati dichiarati entro i termini ordinariamente previsti, l’accesso ad un regime premiale.
 

Decreto Fiscale, disegno di legge, Manovrina

L’emendamento appena approvato ripropone il contenuto del disegno di legge 4440 ‘Istituzione degli indici sintetici di affidabilità fiscale per gli esercenti attività di impresa, arti e professioni’, presentato il 20 aprile 2017 dallo stesso Pelillo e altri. Con la Manovrina i tempi di approvazione saranno sicuramente più rapidi.
 
Gli indici sintetici di affidabilità fiscale non sono tuttavia una novità: sono stati infatti introdotti alla fine del 2016 dal Decreto Fiscale (articolo 7-bis della Legge 225/2016 di conversione del DL 193/2016). Sia l’emendamento alla Manovrina che il disegno di legge 4440 contengono infatti l’abrogazione dell’articolo 7-bis del Decreto Fiscale.
 

Rete Professioni Tecniche: ‘ok con riserva’

“Gli indici sintetici di affidabilità fiscale rappresentano un’evoluzione degli studi di settore con i quali i professionisti tecnici si sono confrontati negli ultimi anni. Il passaggio da uno strumento all’altro deve avvenire all’insegna della semplificazione e della sinergia preventiva tra professionista e fisco”.
 
“I professionisti tecnici svolgono un ruolo sussidiario, dunque sono aperti alla massima collaborazione con lo Stato anche in ambito fiscale. Anche in ragione di questo spirito di collaborazione, abbiamo chiesto di sostenere la nostra battaglia sull’equo compenso e di essere ascoltati quando riprenderanno le audizioni in tema di Ddl concorrenza”.
 
Così si è espressa la Rete delle Professioni Tecniche in audizione presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame del disegno di legge 4440, riproposto come emendamento alla Manovrina e approvato dalla Commissione Bilancio.
 
La Rete ha dato un giudizio complessivamente positivo sui contenuti del disegno di legge, dal momento che l’utilizzo degli studi di settore ha favorito un comportamento più corretto dei contribuenti, con la conseguente emersione di ricavi e compensi. Ma l’istituzione degli indici sintetici di affidabilità fiscale - avvertono i professionisti - comporta l’utilizzo di un sistema di indicatori più ampio e occorrerà stabilire il peso che ogni indicatore avrà nelle stime che si produrranno. Per questo motivo, RPT ritiene fondamentale un confronto preventivo ed effettivo con gli Ordini e i Collegi professionali.
 
La partecipazione e la collaborazione dei rappresentanti delle professioni ordinistiche ad ogni passaggio costruttivo della complessa metodologia innovativa - aggiunge la Rete - saranno assolutamente necessarie, per evitare l’adozione di criteri non corrispondenti alle realtà professionali, anche in considerazione della non tipicità, rispetto alle medesime, del metodo fondato su criteri produttivi di mercato.
 
Nell’occasione, al fine di migliorare ulteriormente il provvedimento, i rappresentanti della RPT hanno avanzato una serie di proposte emendative, tra le quali:
- ricomprendere da subito i contribuenti già esclusi dagli studi di settore tra quelli esclusi dall’applicazione dei nuovi Indici;
- eliminare l’obbligo di annotazione dei componenti positivi, al fine di non appesantire gli adempimenti a carico del contribuente;
- prevedere l’esonero dal visto di conformità anche per l’IRPEF e l’IRAP;
- definire meccanismi di riduzione delle aliquote di imposta correlati all’aumento dell’indice di affidabilità.
 
La delegazione della RPT, guidata da Maurizio Savoncelli (Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati), era composta anche da Mauro Bocciarelli (Consigliere Tesoriere del Consiglio Nazionale dei Chimici), Gianni Guizzardi (Consigliere del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali) e Giuseppe Foresto (Consigliere del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati).
 
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